martedì 12 dicembre 2017

Basta 1 € per salvare il Fusorario





Salve a tutti, mi presento per chi non mi conosce, mi chiamo Francesco Capizzi e sono un cittadino palermitano amante di questa città, che ha deciso di investire in essa per me, per la mia famiglia e per creare nuovi posti di lavoro. Purtroppo per chi come me, decide di rispettare le regole ed essere fuori da circoli mafiosi e dei falsi tutori della legge è sempre soggetto ad attacchi da entrambi i fronti. Quando è nato il nostro locale, in zona all'imbrunire vi era il coprifuoco, scippi e rapine erano all'ordine del giorno e le prostitute battevano proprio di fronte al nostro locale. Gli appartamenti valevano zero. Pian piano abbiamo contribuito a portare nuovi frequentatori, alzando il livello del valore delle abitazioni. Come sempre avviene, quando si inizia a costruire, c'è chi è pronto a speculare ed a rendere vano il lavoro altrui. Nel 2013 schiacciati dalle tasse e dalla concorrenza sleale che subivamo da parte degli abusivi, abbiamo deciso di denunciare. Se fossimo stati in una città del nord, forse già avremmo risolto, ma al sud chi denuncia è il nemico degli abusivi e dello stato. I miei esposti ed i miei consigli inviati alle varie associazioni di categoria per contrastare il fenomeno dell'illegalità restavano lettera morta. E quelle rare volte che avvenivano i controlli, stranamente chi operava in maniera parziale o totalmente abusiva, quel giorno si faceva trovare chiuso e per dimostrare che avevano effettuato i controlli in quella zona, controllavano tutti i locali rimasti aperti, cercando il pelo per elevare una sanzione.
C'è da dire che questi abusivi totali o parziali tengono aperte le loro attività 7 giorni su 7, natali, capodanni, epifanie e persino il giorno della morte dei propri cari sono rimaste aperte eppure paradossalmente il giorno dei controlli restavano chiuse. Qualche giorno dopo, gli stessi agenti che avrebbero dovuto controllarli andavano a cena presso questi locali. Ma come mi disse un loro collega, "perché non siamo liberi di andare a cenare dove vogliamo?"  vero, ma a me qualcosa non quadrava.

Ed ordinanza, dopo ordinanza che penalizzava soltanto le aziende regolari, commentai su in giornale che per risolvere i problemi dell'abusivismo, sarebbe bastato mettere sotto controllo il telefono dei vigili urbani, per scoprire chi e perché li avverte dei controlli.

Pensavo di far partire un indagine interna, ma invece il comandante mi denunciò per diffamazione, provocando in me un danno morale, in quanto da onesto cittadino, mi sono visto più volte piombare la polizia a casa, invitandomi ad andare in commissariato alla presenza del mio avvocato, come se fossi un delinquente comune e con l'obbligo di comunicare ogni eventuale mio spostamento da Palermo. Consegnai le prove che avevo racimolato fino a quel momento ricevendo i complimenti per il gesto eroico da parte della polizia postale. Qualche mese più tardi denunciai i vigili in questione.

Penserete che i miei guai siano finiti, invece no. Dopo un anno collaborazione con la procura inviando ogni singola anomalia, vedendo che nulla cambiava sul fronte abusivi, decisi di uscire allo scoperto. Qualche mese più tardi ricevo un accertamento da parte dell'agenzia dell'entrate. in pratica nel 2013 non mi ero adeguato agli studi di settore, in quanto erano totalmente contrastanti a quanto avevo realmente incassato e mi chiedevano di versare le tasse per una presunta evasione di 29000€. Per chi non lo sapesse, gli studi di settore sono dei calcoli statistici, che attribuiscono un determinato utile alle aziende in base ai parametri da loro stabiliti, in base a statistiche fatte su scala nazionale. Studi che saranno attendibili a nord dove tutti rispettano la legge, ma a sud dove abbiamo le stesse tasse del nord, ma subiamo una concorrenza sleale senza precedenti a parer mio non sono per niente attendibili. Sicuro di non aver evaso mi recai all'agenzia dell'entrate. Dissi a loro, di dimostrarmi dove tenevo queste somme, visto che il mio conto corrente era  ed è a -7.000€, visto che non ho comprato beni mobili ed immobili e visto che non possiedo conti all'estero... Loro con la freddezza di un killer, mi dissero "è lei che deve dimostrare che non li ha incassati, ci porti fra 7 giorni una relazione, ma non si illuda che chiudiamo la pratica". Preparai una relazione, mostrando che su 9 locali controllati in piazza Olivella, solo 2 furono dichiarati regolari, portai copia degli esposti presentati ed una relazione dettagliata. Senza leggerla, la presunta evasione passava da 29.000€ a 19.000€. In una settimana, senza fare nulla improvvisamente avevo evaso 10.000€ in meno. Decido comunque di non adeguarmi, perché non li avevo realmente incassati. Mi invitano a ritornare fra altri 7 giorni.
Ci torno e mi dicono, che avevano letto la relazione ed erano disposti a chiudere la pratica a 15000€, su questa somma avrei pagato tasse per 10.080€, in rate da 400€ mensili per 2 anni, esclamando persino "così non se li sente levare". Sicuramente lui non se li sente levare, io e la mia famiglia che da anni ci sacrifichiamo per mandare avanti la baracca, ce li saremmo sentiti levare. Rifiuto nuovamente e mi inviato a sentire il parere di un legale. Mi reco dal legale, che visionate le carte mi dice, Sig. Capizzi, lei ha ragione, ma se va a causa le costa il triplo e mi spiega, il ricorso le costa circa 5000€ che dovrà pagare subito. Inoltre in caso di contenzioso l'agenzia delle entrate le chiederà il 33% della presunta evasione iniziale, quindi circa 11.000€  che dovrà versare subito. Quindi lei immediatamente dovrà uscire 16.000€ per una causa che si concluderà fra 5 anni circa. Vinta la causa, le 5.000€ del ricorso andranno perse, mentre l'agenzia delle entrate le rimborserà le 11000€, sempre che non abbia cartelle non pagate ed allora andranno in compensazione. A questo punto potranno andare in appello e lei dovrà nuovamente versare le 11000€ ed altre 5000€ per il ricorso, che terrà morte per altri 5 anni. E nuovamente qualora vincerà le 5000€ sono perse. Quindi il ricorso come dimostrato le costerà di più, le consiglio di accettare.

Il giorno successivo mi recai all'agenzia dell'entrate è firmai la richiesta di pizzo. Dopo questo ennesimo macigno che ha colpito me e la mia famiglia, decisi di intensificare gli esposti, uscendo maggiormente allo scoperto. Dopo le segnalazioni fatte al Suap nel dicembre 2016, a Gennaio 2017 uscì l'articolo con la mia denuncia contro il comune. Il 27 gennaio 2017, arrivarono i controlli a Piazza Olivella. Controllando pure la mia attività, costatando uno scostamento delle piante sull'area a me autorizzata di 80 cm. In quella notte una bottiglia incendiaria colpiva la mia attività. Era il segnale che l'attività mafiosa presente in questa zona, non gradiva i miei esposti. Presentai ricorso alla multa, in quanto già da tempo segnalavo tramite esposti lo spostamento e la rottura delle piante, ma commissi un errore. Non avendo risposta in merito al ricorso, prima dello scadere del termine del pagamento della sanzione, per non perdere il privilegio del pagamento della sanzione minima, pagai l'importo. Ricevetti qualche mese dopo il rigetto del ricorso, in quanto una sentenza della cassazione affermava che qualora il trasgressore paga la sanzione accetta la contestazione ricevuta. La mia inesperienza mi è costata circa 400€.

Dopo qualche mese a meditare, il 13 marzo 2017 presentai dei nuovi esposti ai carabinieri. Il 16 marzo 2017 ho ricevuto un controllo da parte della polizia amministrativa e della Siae e come dimostrato dal video depositato in procura, sono venuti direttamente da me, mentre fuori chiudevano di fretta e furia le loro attività. Gli ispettori se ne sono andati via, senza controllare nessun altro in piazza Olivella.
Il 7 giugno 2017 presento un nuovo esposto ai carabinieri ed il 16 giugno ricevo un controllo da parte dell'agenzia dell'entrate, controllo iniziato alle ore 18 e terminato alle ore 03,30 del giorno successivo. Hanno controllato l'intera attività che è risultata regolare al 100%, con tutto il personale in regola.

Non sò se avete notato, ad ogni mio esposto presentato consegue un controllo presso la mia attività. E' come se uno che subisce una rapina, denuncia il ladro ed invece di perquisire la casa del ladro, gli perquisiscono la propria abitazione.

Il 12 ottobre 2017 esce la notizia degli avvisi di garanzia inoltrati ad i vigili che avevo segnalato. Ma non posso accedere ai fascicoli, perché attualmente la parte lesa non è il sig.Capizzi che da 17 anni subisce una concorrenza sleale da parte degli abusivi e si è dovuto esporre per difendersi dal reato di diffamazione, attualmente la parte lesa è la pubblica amministrazione.

A questo punto penserete nella storia a lieto fine, penserete che finalmente scoperta la magagna avrebbero eliminato ogni abuso... Ed invece no. Nulla di tutto questo. Si pensa sempre e solo ad attaccare il Sig. Capizzi, nella speranza di fargli chiudere l'attività, perché nella città dell'antimafia, degli uomini con la striscia tricolore in doppiopetto, messe in mostra per le sagre dell'ipocrisia... chi combatte è fa vera lotta contro la mafia che attanaglia questa città, va isolato e contrastato ad ogni costo. I mafiosi hanno provato ad intimidirmi prima danneggiando le mie telecamere, poi distruggendo le mie piante ed infine lanciando una molotov. Lo stato mi attacca a suon di sanzioni, mentre tutto intorno a me rimane invariato. Per accorgersi che le istituzioni, vogliono lasciare tutto invariato vi basterebbe andare in Corso Alberto Finocchiaro Aprile, proprio a due passi dell'imponente tribunale che porta incisi i nomi delle vittime di mafia, dove gli abusivi hanno ridotto una carreggiata a 3 corsie ad una misera corsia, dove espongono cibo, immerso fra carenze igienico sanitarie, polveri sottili, diossina... E nessuno fa niente per ripristinare l'ordine.

In una città normale, le istituzioni, dovrebbero tutelare le aziende regolari, in modo che esse possano dare un lavoro regolare con tutti i diritti e la prospettiva di un futuro. Invece qui si incentiva il malaffare, in modo da lasciarli tutti agonizzanti al sistema.

Ma il mio calvario non finisce qui, non vedendo nessuna reazione da parte dei vigili urbani, il 30 ottobre 2017 presento un nuovo esposto.

Il 20 novembre 2017 ricevo dal suap il rigetto della mia pratica di rinnovo del suolo pubblico, la stessa pratica presentata da 4 anni, improvvisamente non andava bene. Mi chiedono l'autorizzazione da parte della macelleria per posizionare i tavoli. L'avrei potuto capire qualora avessimo gli stessi orari di lavoro, ma essendo che la sua attività opera di giorno e noi di notte, per quale motivo avrei dovuto chiedere questa concessione. Pertanto inviai una relazione al Suap (ente che rilascia le concessioni) dimostrando le situazioni abusive che vi erano in zona, ed accettai di ridurre lo spazio da autorizzare, in attesa di un nuovo parere.

Il 30 novembre 2017 arrivato alle ore 18 al locale, trovo già all'interno due agenti della Polizia Municipale, che mi controllano tutta la documentazione, mi controllano i bagni, il banco, la cucina, le celle frigo, le scadenze degli alimenti, le fatture e le bolle di consegna, il registro di carico e scarico olio esausti ed infine mi chiedono l'autorizzazione per l'insegna. Chiedo lumi, visto che non si paga tassa per un insegna come quella da noi istallata e mi rispondo che anche se non si paga, va comunque autorizzata e mi sanzionano per un ammontare di 412€.

Il 5 dicembre ricevo una Pec dal suap, che mi avverte di aver riscontrato delle gravi anomalie nelle strutture presenti in piazza Olivella in base agli allegati fotografici da me inviati e pertanto richiede un intervento urgente alla polizia municipale.

Rispondo alla Pec, dicendo che in riferimento ai controlli effettuati il 30 novembre 2017, nessun esercente ha rimosso gli abusi presenti.

Più tardi arrivo al locale e trovo via dell'Orologio in ordine ed alcuni locali ancora chiusi, quando di solito a quell'ora sono già aperti. C'era la polizia municipale che stava controllando alcuni locali che avevano chiuso di fretta e furia il 30 novembre 2017.

Qualche giorno più tardi per noi arriva il colpo di grazia.

Venerdì 8 dicembre, abbiamo avuto una serata morta, come avviene tutte le sere, quando il mio impiegato finisce il turno alle ore 2, impieghiamo una mezz'oretta a chiacchierare. Fra una chiacchiera ed un altra, mi chiede di fargli un panino. Si siede per mangiarlo e ricominciamo a chiacchierare parlando di quando facevo il militare, non mi sono accorto del tempo che è passato. Vedo dal vetro due macchine, i passeggeri si espongono dal finestrino, guardando insistentemente all'interno del mio locale. Pensai a qualche rogna da parte di qualche teppistello, visto lo sguardo insistente. Ma vanno via, qualche minuto più tardi degli studenti erasmus, mi chiedono di poter mangiare, uno di loro non avendo catena per la bicicletta mi chiede dove potesse metterla e gli dico di inserirla all'interno visto che siamo in chiusura. Nel frattempo vedo passare nuovamente queste due auto, guardano insistentemente e si spostano su via Patania.

I ragazzi ordinano, panini, crepes, gelato ed antipasti, una bottiglia d'acqua e quella che si rivelerà la mia condanna. Una bionda da 50cl. Il tempo che andai ad accendere le piastre ed a prendere le bibite e le due auto si posizionano nuovamente davanti al locale. Poggiai la birra sul tavolo, e dalle macchine in questione saltarono fuori, entrarono di fretta e furia, come in un raid punitivo, chiesero immediatamente i documenti dei ragazzi seduti al tavolo, e si avvicinarono a me chiedendo uno scontrino a zero. Guardo l'orario della cassa e mi gela il sangue. Sono anni che mi perseguitano e finalmente sono riusciti a farmela pagare. Oltre ai documenti dei ragazzi, iniziano a chiedergli i numeri di telefono, i nome del padre e della madre, la nazione di provenienza, mentre a me appioppavano una multa di 6666,67€. Dopo una serata, con un incasso ridicolo, una birra di 4€ mi è costata la condanna.
A questo punto non pensate che questa manovra è stata scritta a tavolino? In un intera piazza di abusi, dove un occupazione abusiva di suolo pubblico, senza controllare personale ed altro, una volta l'anno la multano 168€ e per una birra fuori orario, per una distrazione, fatta da un cittadino modello, gli mettono una sanzione da 6666,67€.

Ma anche i modi, 8 uomini della municipale, che irrompono nel locale come se stessero prendendo un latitante, chissà se usano la stessa "aggressività" ed enfasi alla Vucciria, a Ballarò ed in tutti gli altri luoghi dove regna l'illegalità. Proprio a pochi passi dal nostro locale fra piazzetta Monteleone e piazza Angelina Lanza, gli spacciatori, spacciano alla luce del giorno sotto la casa del commissario e la zona è piena di giovani e soprattutto di minori che si fanno di erba, cocaina e di crack, ma ad oggi, nessun zelante agente è sceso con così tanta foga, per condurlo in commissariato. Eppure i residenti tramite il comitato Olivella - Monteleone sono anni che denunciano, senza avere nessuna risposta concreta.

Giusto per farvi sentire cosa pensa il comune sulle azioni da fare in Vucciria, cliccate su questo link ed ascoltate l'audio dell'ex assessore alle attività produttive, che "casualmente" dopo che ha fatto questa affermazione si è dimesso...
Audio assessore Di Marco

Questa sanzione, insieme alla precedente stabilisce senza ombra di dubbio la volontà di farci chiudere. Con i tempi di oggi, oltre 7000€ non si trovano in 60 giorni, specialmente se già abbiamo un carico di 400€ mensili dell'agenzia delle entrate, 241€ di rateizzazione contributi dipendenti, due finanziamenti in corso, la rata del leasing del furgone aziendale, gli stipendi dei dipendenti, le utenze, l'affitto ed il macigno delle tasse.

Non ne abbiamo più la forza. Ancora ad oggi non ho avuto il coraggio di raccontare a casa dell'accaduto. Sono anni che la mia famiglia ed i miei genitori, mi chiedono di vendere, sono anni che si privano dei loro risparmi, dopo una vita di sacrifici per assecondarmi, ho dato il cuore e l'anima al mio progetto di legalità, al progetto di dare un futuro ai nostri giovani eliminando il marciume che c'è in giro per la città, nel tentativo di trasformare piazza Olivella, come un modello esemplare per tutta la città, dove gli operatori che ci lavorano possano ottenere dei contratti di lavoro veri, che gli permettano di avere una vita dignitosa e di farsi una famiglia. Ad oggi l'unico riconoscimento mi è stato dato dai residenti, che per la prima estate soni riusciti a dormire con le finestre aperte senza vedere la nebbia del fumo delle stigliole aleggiare per la propria abitazione.


In questi mesi, mi avete accolto tramite messaggi, mail e pacche sulla spalla, mostrandomi il vostro calore e il vostro affetto, seguendo passo dopo passo i progressi fatti dalla mia battaglia.
Ora voglio testare il vostro calore, voglio vedere se è sincero.

Ho pensato questo, nell'ultimo anno la pagina del Fusorario è salita a 7700 mi piace. Il Fusorario in quasi 25 anni di attività, vi ha fatto divertire, vi ha fatto innamorare, fidanzare ed in alcuni casi, il vostro amore nato all'interno delle nostre mura si è spostato sino all'altare, tanto che oggi venite in compagnia dei vostri figli. Vi abbiamo consigliato, consolato nei momenti tristi o nei momenti di rabbia ed anche nei momenti più cupi per noi, vi abbiamo accolto con un sorriso.

Per noi 7000€ sono un macigno, ma visto che siamo a natale e siamo tutti più buoni, con molta umiltà vi chiedo di donare 1 € per il Fusorario, credo che ce lo meritiamo. Dareste la possibilità a noi di continuare la nostra attività ed ai nostri dipendenti la possibilità di continuare ad avere un lavoro vero. Perché anche se sappiamo che troverebbero un lavoro da qualche altra parte, nessuno gli garantirebbe una paga per le reali ore di lavoro che fanno. 7700 mi piace ad 1€ sono 7700€, sono sicuro che molti ignoreranno il messaggio, ma spero che in molti ascolteranno il nostro messaggio. E se nell'augurata ipotesi dovessimo raccogliere più di quanto ci occorre per azzerare la sanzione, doneremo un pasto caldo ai bisognosi con la restante somma rimanente.

Potrete donare il vostro euro direttamente presso il nostro locale, oppure potrete raccogliere le quote in comitiva, durante i vostri incontri, durante le tombolate o tra una giocata e l'altra e fare un bonifico
sul nostro conto corrente bancario, aggiungendo come causale 1€ per il Fusorario.

Il futuro nostro e dei nostri dipendenti dipende da voi. Piazza Olivella, senza il Fusorario tornerebbe ad essere una colonia di abusivismo e degrado, teniamo accesa la fiamma della speranza, perché se non speriamo in un futuro migliore, per noi è la fine.

Confido in voi e nel vostro affetto

in fede

Francesco Capizzi




Conto corrente intestato a:
Arkimede di Capizzi Francesco SAS
Iban: IT 56 B 03268 04605 052227535380

Conto PayPal: fusorario@me.com

CartaPostpay :

 






lunedì 4 dicembre 2017

I controlli sono arrivati, ma...

Ad oggi è rimasto tutto invariato...



Vi sembrerà strano, ma ad oggi e così. Prima di parlarvi di ciò che è accaduto, mi soffermerei su un altro aspetto riguardante sempre la nostra attività.

Il 31 dicembre scade la nostra concessione di suolo pubblico, e come ogni volta ci accingiamo a rinnovarla. Di volta in volta abbiamo presentato la stessa pratica, solo che questa volta abbiamo chiesto di poter ampliare verso l'esterno l'area autorizzata di 1 metro e pertanto abbiamo chiesto di passare dagli attuali 30 mq ai 40 mq. Essendo che il Suap, si prende circa 3 mesi per autorizzare, abbiamo presentato la pratica di rinnovo ed ampliamento il 05 ottobre 2017.

Negli scorsi anni la pratica è passata senza problemi e visto che ancora a novembre non avevamo avuto nessun cenno dal Suap pensavamo che anche questa volta sarebbe stata approvata.
Il 20 novembre 2017, riceviamo una risposta negativa alla nostra richiesta di suolo pubblico. E non vi nascondo che già immaginavo che si appellassero all'articolo 3 al punto 3 della delibera 252 del settembre 2014. Infatti il comune come vi dimostrerò in questo articolo tende ad applicare i punti di questa ordinanza a piacimento, per dirla tutta c'è dove vede e dove non vede.

In questo punto, il gestore del locale qualora vuole occupare il suolo pubblico adiacente alla sua attività, deve chiedere il consenso espresso secondo i termini di legge, al proprietario o locatore dell'immobile usufruttuario dell'area che deve chiedere.

Nulla da obbiettare, condivido in pieno qualora si trattasse del portone di un condominio o di un esercente che farebbe i miei stessi orari, in tal caso i miei ombrelloni uniti ai tavoli ed alle sedie gli oscurerebbero l'attività. Ma nel mio caso, dove la mia attività apre quando la macelleria che ho a fianco chiude, quale permesso dovrei chiedere? La sua attività non produce la notte e qualora per un motivo qualsiasi vorrebbe accedervi nelle ore notturne lo potrebbe fare tranquillamente, come ha fatto in questi 4 anni attraverso il marciapiede ampio oltre 1 metro.

Di fatto negli scorsi anni, non abbiamo mai presentato nessuna autorizzazione da parte del conduttore dell'attività a fianco, proprio perché non occorreva visto che usufruivo pagando di un bene pubblico senza intralciare il lavoro altrui.

Ma senza  andare troppo lontano, qualcuno ricorderà che in via La Lumia, avevano autorizzato persino i dehorse dalle ore 20 alle ore 01.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/02/18/news/palermo_nuova_stretta_sulla_movida_ultimatum_ai_locali_dehors_da_smontare-158620077/

E parlando di locali presenti nelle vicinanze, in piazza Monteleone un locale è stato autorizzato nelle ore serali, proprio nell'area destinata al carico e scarico della posta, quando la stessa delibera lo vieti.

Foto 1

Foto 2



Foto 3


Foto 4

La foto 1 è stata scattata durante le ore di servizio, come si può vedere sulla destra l'ombrellone occulta la segnaletica stradale ed in questo caso il cartello di divieto di sosta per carico e scarico merci. Di fatto quest'area dovrebbe servire come area di scarico e carico merci della posta e delle attività commerciali. E l'art. 8 della delibera 252 del settembre 2014 parla chiaro in merito : I manufatti non devono interferire con i passi carrabili, i manufatti non devono altre sì occultare la segnaletica stradale, orizzontale e verticale e non devono occultare varchi di entrata ed uscita di uffici pubblici. Quindi di che stiamo parlando???




La foto 2 è scattata di notte dopo la chiusura del locale, l'area resta occupata dalle basi degli ombrelloni e dalle piante, quindi si potrebbe ipotizzare che è stata concessa un'autorizzazione h24. A terra sono presenti le strisce adesive verdi per delimitare l'area autorizzata, come espressamente richiesto nell'ordinanza.

La foto 3 e la foto 4 sono scattate ad ora di pranzo e mostrano come l'area che dovrebbe essere essere utilizzata per il carico e scarico delle merci, come espresso nell'ordinanza e dalla cartellonistica applicata è invece un aggrovigliamento di auto fra le piante e le basi degli ombrelloni.

Quindi tornando al nodo iniziale se il macellaio dovrebbe autorizzarmi per l'occupazione serale del suolo pubblico, allo stesso modo la posta dovrebbe autorizzare queste e le altre attività presenti nei pressi della posta, visto che occupano il suolo pubblico di fronte la propria attività su area prospiciente di pertinenza della posta. Ma chi all'interno della posta può prendere l'iniziativa di concedere l'occupazione di suolo pubblico di un area destinata a terze persone?  Anche perché come da foto, i mezzi della posta intralciano il traffico, perché non trovando posto nell'area designata, parcheggiano altrove.

Ma non finisce qui, il suap mi comunica che c'è un errore nella piantina, errore segnalato dall'ufficio mobilità urbana. E qui vi racconto un altra barzelletta...La piantina da noi presentata è la stessa presentata dal 2013 ad oggi. Nel 2013 è andata bene e ci hanno dato la concessione al suolo pubblico per 1 anno, nel 2014 è andata bene e ci hanno dato la concessione per 3 anni. Nel 2015 usciva una delibera che ci permetteva di ampliare il suolo pubblico passandolo dai 3 metri dal marciapiede a 5 metri. Contemporaneamentente visto le mie continue pressioni con l'assessore Giusto Catania, per avere questi benedetti arredi per piazza Olivella, per impedire una volta per tutte l'accesso alle auto, usciva una nuova ordinanza che stabiliva la viabilità a piazza Olivella. L'ordinanza 1140 del 21 agosto 2015 stabiliva soltanto chi poteva accedere da via Bara all'Olivella e chi poteva prendere il percorso alternativo da via Monteleone per immettersi in via Patania, di fatto sulla carta non modificava l'inizio dell'area pedonale che iniziava dal civico 2 e terminava all'ingresso di via Bara all'Olivella.

Chiamo il mio architetto per chiedere l'ampliamento e scopre che anche se sulla carta piazza Olivella, restava pedonale dal civico 2 sino a via Bara, sulla piantina l'area pedonale partiva dal civico 4.

Chiamo la Fipe che è l'associazione di riferimento e mi faccio fissare un appuntamento con l'ufficio mobilità. Dopo un paio di giorni ci andai e scopri dove nasceva l'errore.

Io asserivo che piazza Olivella 2 era dove si trovava la mia attività e loro asserivano che la mia attività si trovasse in via Patania... O ero pazzo e visionario io oppure erano pazzi loro.
La risposta arrivò subito, l'impiegato comunale mi chiamò e mi disse "le dimostro subito che si sbaglia", apre Google maps, scrive piazza Olivella 2 e gli mostra quello che per me è il civico 4, poi scorre la mappa ed inizia a contare questo è il civico 2, questo il 4, questo il 6 e così via. Lo fermo e gli dico, partendo dal presupposto che siamo in una piazza e quindi i civici partono dall'1 e proseguono 2,3,4 e così via, da quando Google maps è uno strumento attendibile? Accortosi dell'errore chiamò l'assessore Catania, che mi disse che avrebbe fatto modificare la piantina, cosa che a quanto pare non è avvenuta e quindi ad oggi chi ha esaminato la mia pratica riferisce che la mia piantina è difforme a quanto da me dichiarato nella richiesta di suolo pubblico.

Ma andiamo al nocciolo, presento una pratica di rinnovo ed ampliamento di suolo pubblico il 5 ottobre, in modo da ottenere la nuova concessione entro la scadenza della precedente e loro si accorgono della mancanza dell'autorizzazione del vicino dopo 45 giorni, quindi qualora il mio ricorso non venga preso in considerazione, dal primo di gennaio non potrò mettere i tavolini fuori fino alla nuova autorizzazione che richiederà 3 mesi per l'approvazione, che tradotto significa che dal primo gennaio dovrò lasciare a casa 2 impiegati con un contratto di lavoro vero. Non vi sembra una ripicca per aver attaccato il sistema?

Comunque il funzionario fa sapere al mio tecnico che posso chiedere solo l'area prospiciente alla mia attività ed uscire dal marciapiede di 5 metri, ma anche lì non è detto che mi autorizzino sino a 5 metri.

Vi chiederete, perché non provi a chiedere la concessione al vicino? personalmente non l'avrei mai fatto, mio padre ci ha pensato ed ha ricevuto una risposta negativa, ma siamo sinceri anche io a parti avverse l'avrei fatto. In quando uno dei locali da me denunciato è proprio il locale del fratello è pertanto è comprensibile il suo dissenso nei nostri confronti, anche se noi comunque agiamo secondo la legge, ma i legami di sangue vanno ben oltre.

Dopo i nuovi esposti presentati al comando dei vigili urbani circa 20 giorni fa, il 30 novembre giunto in piazza vedo alcuni esercenti con i documenti alla mano ed intuisco che vi erano controlli. In via dell'Orologio i soliti noti scappavano di fretta e furia. La stessa cosa avveniva in via Bara all'olivella. Malgrado ancora non erano le ore 18, trovo già due agenti ad attendermi, perché in questa città funziona così chi denuncia è il primo ad essere controllato (ad oggi 5 controlli nel 2017). Malgrado ancora dovevo uscire i tavoli, pulire la sala e preparami per l'apertura, dovetti presentare tutta la documentazione per l'ennesima volta, malgrado tutta questa documentazione è già in loro possesso, visto che sono autorizzazioni da loro concesse e pertanto sanno in cosa sono autorizzato e comunque sono tutte informazioni che hanno reperito nello scorso controllo del 27 gennaio 2017. Sono stato in loro compagnia circa per 1 ora e trenta minuti, mi hanno chiesto cose di loro competenza ed anche cose di competenza di altri corpi, hanno controllato le celle frigo, la scadenza degli alimenti, le bolle... ed alla fine dopo i soliti complimenti per la documentazione prodotta e per l'ordine per come era custodita, mi hanno sanzionato di 412€ per l'insegna, perché anche se non si paga, essendo al centro storico va autorizzata, in quanto potrebbe non essere in linea con il decoro urbano del centro storico. E la nostra a dir loro non lo era, tanto che abbiamo deciso comunque di rimuoverla perché comunque viene coperta dagli ombrelloni. Se da noi trovando tutto in regola ad eccezione dell'insegna hanno impiegato 1ora e mezza per effettuare il controllo al mio vicino hanno impiegato 3 ore e mezza, quindi mi chiedo chissà cosa avranno trovato? sarà forse che avevo ragione e che i miei esposti avevano un senso se pur loro continuano a penalizzare il sottoscritto?  Se eliminerebbero l'abusivismo a vantaggio delle imprese in regola, loro non ci guadagnerebbero in tasse? Perché una attività illegale evade e danneggia le casse dello stato, quindi perché continuare a penalizzare chi vuole la legalità a tutti i costi? sarà forse per la politica clientelare che attanaglia questa città, la politica del favore, altrimenti non si spiegherebbe come mai a noi vengono applicati i regolamenti alla lettera mentre ad altri viene concesso tutto.
L'unica vera soddisfazione me l'ha data Mediaset Premium, che accortasi dell'utilizzo di una scheda per privati in un attività commerciale il primo di dicembre dietro mia segnalazione gli ha criptato il segnale. 

Di seguito come ho fatto con il suap, vi mostrerò dei passi dell'ordinanza e le varie occupazioni così vedrete con i vostri occhi le anomalie di questa città e di chi detiene il potere in mano.



Coperture e riparo al centro storico. E' scritto a chiare lettere che è possibile utilizzare solo ombrelloni in legno, con telo bianco , con eventuali parti metalliche.


La pedana può essere usata solo in caso di dislivello, deve essere realizzata in maniera tale che non vengano intralciati i flussi delle acque meteoriche verso le caditoie presenti nelle immediate vicinanze ed in ogni caso non possono essere realizzate sopra le suddette caditoie o tombini. Questo punto memorizzatelo perché fondamentale. 


 è inoltre vietato il posizionamento dei manufatti in corrispondenza con caditoie stradali, aiuole, botole di sotto servizi (acquedotto, fognatura, rete elettrica ecc).

Non è consentita l'istallazione di tende solari che interessino la fascia di marciapiede lasciata libera per il transito pedonale.

Recinzioni: l'altezza non deve superare i 50 cm, nelle zone a traffico veicolare è obbligatorio aggiungere al pannello di recinzione un pannello realizzato in plexigass o vetro antinfortunistico per un altezza massima di 80 cm.

 Le occupazioni devono rispettare le seguenti distanze 1,50mt da arredi pubblici, 0,50 mt da aiuole o cerchini con o senza alberature.
Non possono essere concesse autorizzazioni ad attività che non lasciano libero il triangolo di visibilità e che la distanza non sia inferiore a 5mt rispetto all'allineamento del ciglio esterno del marciapiede trasversale.


Quindi riassumendo:
Non sono consentite tende a parete sui marciapiedi
Non è consentito istallare pedane in caso di tombini e/o botole di sottoservizi
Non è consentito chiudere le strutture a veranda
Non si possono rilasciare concessioni di suolo pubblico ad attività poste ad angolo
Non possono essere lasciate concessioni nei pressi delle uscite di sicurezza di uffici pubblici
Non si possono occultare segnaletiche stradali
Occorre rispettare le distanze minime da arredi pubblici ed aiuole

Si possono istallare ombrelloni
Le recinzioni devono essere alte 50 cm con pannelli alti 80 cm

(Il regolamento completo lo trovate al seguente indirizzo internet Link delibera 252 )


 Tenda a parete, chiusa a veranda, impedisce il triangolo di visibilità per i mezzi che si immettono da via Monteleone per arrivare in via Giacalone, secondo le distanze dovrebbe stare a 1,20 mt dalla mia attività. Utilizza televisori all'esterno vietati nella delibera comunale 435 del novembre 2015 che recita " in ogni caso è vietata l'attività musicale svolta all'esterno con impianti elettroacusti di amplificazione e di diffusione sonora comunque intesi".


In questo caso gli ombrelloni sono chiusi a veranda, all'interno di essi arredi pubblici e alberi, l'occupazione di estende oltre i 5 metri e si amplia di molto nei fine settimana.


Questa struttura è chiusa su 4 lati e per tutta l'intera altezza. Ombrellone in pvc e non il tela. Tenda a parete che interessa il marciapiede.



Questa struttura nasceva così chiusa su tre lati, tenda a parete, pedana istallata anche in presenza di tombini e botole di sottoservizi, piante ed ombrelloni che eccedevano la parte autorizzata, pannelli a chiudere alti oltre 2 metri. Durante i controlli del 27 gennaio 2017 per i vigili la struttura non aveva lacune. Mi rivolsi ai carabinieri che fecero togliere le piante e fecero rientrare gli ombrelloni, fecero abbassare i pali e fecero ritagliare la pedana solo all'altezza del tombino delle acque meteoriche. Comunque i carabinieri mi assicurano che la pedana era autorizzata. E qui torniamo a Google maps. In quanto questa applicazione arriva a visualizzare ad 1 metro dal suolo e pertanto i tombini non li vede. Ecco perché è stata autorizzata, per loro i tombini non c'erano.








Ma ad oggi presenta delle incongruenze nei confronti dell'ordinanza, in quanto la recinzione è alta oltre 1,40mt e ci sono altri tombini come quelli evidenziati in foto sotto la pedana, continua ad esserci la tenda sul marciapiede.

 Mentre su via dell'Orologio e su via Bara all'Olivella, non vengono garantiti i 3 metri liberi di carreggiata per il passaggio dei mezzi di soccorso.


Questi sono alcuni degli abusi che da anni nessuno fa cessare, però riescono ad accanirsi verso coloro che gli mostrano gli abusi presenti nella città che loro dovrebbero controllare.

Ora avete anche voi i mezzi per giudicare, ciò che siamo costretti a subire per mandare avanti onestamente una attività commerciale.

Spero di non avervi annoiato, nella speranza di cambiare qualcosa vi saluto cordialmente 

Francesco Capizzi

lunedì 13 novembre 2017

La nuova frontiera dello sfruttamento giovanile

Siamo in Italia, un tempo paese fiorente di imprese in via di sviluppo, invidiati da tutto il mondo per le nostre eccellenze. Le nostre case automobilistiche, le nostre acciaierie, la nostra filiera agro alimentare, le nostre case vinicole, fior di stilisti di fama mondiale... Per molti eravamo il bel paese, un oasi felice dove investire per il proprio futuro. Oggi a causa di una politica disfattista e capitalistica, l'Italia è ridotta ad un cumulo di macerie, viviamo sulla scia dei benefici e delle opere lasciate dai nostri antenati, che stanno cercando di svendere ai paesi stranieri.

I sindacati rigorosamente di sinistra, hanno di anno in anno tutelato la classe capitalistica banchettando nei tavoli del potere a danno del povero lavoratore che di anno in anno ha perso non solo ogni tutela lavorativa, ma persino il sogno di una pensione futura. La classe del 52 è quella più svantaggiata a causa della legge Fornero, questi poveri lavoratori di anno in anno si vedono posticipato il traguardo auspicato dopo una vita di lavoro e sacrifici (tanto questi figli di buona madre che stanno in parlamento, sempre dopo una legislatura vanno in pensione, che ne sanno dei sacrifici della gente). E così in questi giorni discutono se posticipare ulteriormente l'età pensionabile. Eppure quando mio padre era ragazzo, gli fu detto che con 38 anni di contributi versati sarebbe andato in pensione, ed invece le sue aspettative e quelle di milioni di altri lavoratori sono state infrante da un governo di infami e traditori della patria.

In tutto questo frangente l'Italia si è appiattita, non c'è inventiva, uno inventa e gli altri come piccoli cinesi copiano la sua idea e la mettono in vendita svendendo il prodotto e quando si rendono conto di non rientrarci con le spese, invece di apporre dei correttivi per rientrare con gli utili, tagliano sui costi del personale. Ma non lo fanno in maniera legale, lo fanno riducendo arbitrariamente gli stipendi. E così taglio dopo taglio, e con allungamento a dismisura degli orari di lavoro a Palermo, si finisce che si vive per lavorare. Oggi con l'assenza dei sindacati che passano le giornate nei loro uffici al calduccio, giocando al solitario, strapagati con i soldi delle tessere che i boccaloni versano, il lavoro nero dilaga e mentre la guardia di finanza è impegnata ha raccattare invasori nel mediterraneo, in città il lavoro nero viene pagato a 2€ l'ora per i più sfortunati.



Ma cosa volete che cambi, un tempo erano altri i divari sociali, oggi c'è chi viene fruttato e c'è chi ha garantito un stipendio base da impiegato statale, loro si che sono fortunati. A vita avranno garantito uno stipendio e forse otterranno la pensione, gli altri lavorando a nero, non solo non avranno mai una vita decente, non avranno nemmeno la pensione e noi partite iva pagheremo, pur avendo servizi scadenti e tutele inesistenti, lo stipendio degli statali e i sussidi dei lavoratori a nero, perché per lo stato risultano nullatenenti e quindi con un reddito pari a zero (sulla carta), ottenengono così sussidi, socialcard, integrazioni all'affitto... tutto a carico nostro.

In città a causa di una amministrazione scadente le imprese falliscono giorno dopo giorno, pedonalizzazioni selvagge, ztl, assenza di mezzi pubblici e parcheggi, immondizia e degrado riducono drasticamente le attività diurne. E mentre di giorno le attività chiudono, la notte cresce a livello esponenziale la ristorazione. Pub, ristoranti, pizzerie, gelaterie, creperie, tost giganti, burgherie, tutte più o meno in regola, la maggior parte con personale a nero o sottopagato con contratti da 4 ore per poi farne 12. Ma si sà con pochi controlli di giorno... la notte si garantiscono solo i servizi essenziali e quindi si evade che è un piacere.

Ma con tutta questa ristorazione gli audaci hanno pensato alla nuova frontiera dello sfruttamento, la consegna a domicilio.



Molti di voi penseranno, ma esiste da una vita, vero ma oggi siamo andati oltre. Sono aziende che offrono il servizio di consegna a domicilio ai ristoratori, il format è semplice, il ristoratore si affida tramite contratto ad uno delle tante sigle uscite in questi anni, in cambio la ditta prescelta offre un portale dove le persone ordinano online il cibo dal ristornate preferito e tramite interfaccia arriva l'ordine al ristornante che prepara il tutto in sacchettini carini e coccolosi pronti per la consegna che un baldo giovinotto effettuerà al domicilio del richiedente.
Fino a qui direte nulla di strano, se non fosse che per poter lavorare in queste "aziende" i candidati devono fornire il proprio mezzo di trasporto. Pensate al titolare di un panificio che deve assumere un panificatore e gli chiede di portarsi il forno da casa. A questi candidati gli viene proposto un contratto co.co.co detto anche contatto a progetto e vengono pagati in base alle consegne fatte, in media dalle 2,50 € alle 3,50€ a consegna e non importa quante ore impieghi il conducente per fare da una parte della città all'altra, la paga resterà sempre quella e senza indennità di rischio, infatti in caso di pioggia o maltempo il rischio aumenta, ed alla stessa maniera aumenta il numero delle ordinazioni, del resto si sà quando c'è maltempo, la gente non si schioda dal divano ed ordina da casa un pasto caldo a domicilio. Ma non finisce qui, i costi dei rifornimenti di benzina sono a carico del lavoratore, i costi dell'usura del mezzo sono a carico del lavoratore (gomme, freni, cinghie...), le spese di eventuali sanzioni dovute ad infrazioni quali semafori rossi, eccessi di velocità ed infrazioni varie del codice della strada sono sempre a carico del lavoratore. Ma non temete perché adesso viene il bello, anche il costo della divisa e del box da fissare alla moto sono sempre a carico del lavoratore. Avete visto com'è facile fare impresa oggi?  Gli operai mettono a disposizione i macchinari, l'impresa esiste solo su internet gestibile in uno stanzino con un costo tendente a zero ed il business è fatto. Che geni.

C'è da aggiungere che gli ignari lavoratori non sanno che i loro mezzi non sono omologati per il trasporto di cose, che i box istallati per trasportare le pietanze compromettono la stabilità del motore rendendo il mezzo insicuro, ma soprattutto non sanno che in caso di incidente le compagnie assicurative potrebbero  rifiutarsi di risarcire il sinistro in caso di incidenti. Di fatto le compagnie in caso di incedenti causati da mezzi modificati, risarciscono il sinistro, ma poi si rivalgono sul proprietario del mezzo modificato.

Ma andiamo agli utili di questi geni dell'imprenditoria. Il cliente paga il costo della consegna ed il costo del conto del ristorante. Pertanto l'impiegato è pagato da chi effettua l'ordine del pasto, il loro utile è dato da percentuale di solito intorno al 20% sul costo del pasto. L'azienda incasserà le somme ed a fine mese effettuerà un bonifico alla ditta di tutte le comande consegnata, stornate dalla percentuale pattuita in fase di contratto.

Avete visto com'è semplice fare impresa sulle spalle altrui?
Capisco bene che in questo momento storico, ogni pseudo lavoro fa comodo, ma perché in questa città si riesce a fare impresa solo sfruttando la debolezza altrui.

A voi l'ardua sentenza.

Francesco Capizzi

lunedì 16 ottobre 2017

Cambiare si può, basta lottare per ciò che si crede







Giovedì 12 ottobre 2017, come tutte le mattine, non appena sveglio, mi accingo a rispondere ai messaggi del buongiorno di mia suocera e di una mia zia, ma stranamente trovo una sfilza di messaggi da leggere. I messaggi in questione portavano tutti lo stesso articolo di giornale e le loro congratulazioni.

Erano i messaggi dei più attenti, di coloro che seguono le mie battaglie e se pur nei giornali non vi era traccia del misterioso negoziante che aveva denunciato i vigili, loro sapevano che gli esposti portavano la mia firma.

Qualcuno ha tentanto di approfittare dell'anonimato dell'informazione per far propria questa vittoria, per poi essere smentiti al mio accenno sull'argomento.

Paradossalmente in tutte le associazioni di categoria e non, dove ho militato, hanno tutti RIFIUTATO di partecipare alle mie battaglie, per alcuni ero solo un pazzo visionario che volevo andare contro il sistema, altri più politicamente esposti, quando si parlava dell'argomento controlli ed asserivo che abusivi e mezzi regolari venivano avvertiti prima, loro facevano spallucce, ma non accennavano a nessuna iniziativa per contrastare il fenomeno.

Eppure durante la riunione indetta da Confcommercio, l'avvocato Carmelita Morreale, che mi ha seguito e consigliato per fare gli esposti, aveva preannunciato all'assessore Marano, che la bottiglia incendiaria era solo la punta di un iceberg, in quanto era un tentativo per intimorirmi per lasciare invariato ciò che di illegale è presente in quella piazza e che si ripercuote anche nel resto della città. Ma nulla è cambiato, tutto è rimasto per com'era ad eccezione di un Dehors che è stato parzialmente ridimensionato, grazie all'intervento dei carabinieri, perché i vigili l'avevamo dichiarato regolare.

Questo 12 ottobre 2017 mi hanno dato la conferma che i giornali continuano a scrivere notizie fantasiose con il solito metodo del copia ed in colla, un giornale scrive la notizia ed il resto dei provetti giornalai la copia e spesso la storpia.

Ma andiamo ad analizzare gli articoli, i primi articoli parlavano di 5 vigili indagati di cui 3 ispettori e 2 ventiquattrenni per aver rimosso i sigilli nel locale "A rarigghia N'toni".

In nottata un giornale ha cambiato il titolo, 3 ispettori indagati e 2 dipendenti del locale "A rarigghia n'Toni" e subito con il metodo del copia ed in colla tutti hanno modificato la notizia.

Ma andiamo al dato più errato di tutti.
Sia prima che dopo, tutti i giornali hanno riportato "l'inchiesta era partita dopo che il titolare di un negozio che aveva subito numerore contravvenzioni era andato in procura a dire che alcuni vigili avrebbero favorito i suoi concorrenti non multandoli mai o infligendo sanzioni minime"

La notizia è falsa, l'attività commerciale da me gestita dal 2013 ad oggi ha subito numerosi controlli ed una sola contravvenzione, che è diverso. Dall'informazione riportata, sembrerebbe che io li ho denunciati perchè mi multavano, assolutamente falso.

La denuncia scritta di mio pugno nel 2013, è rimasta nel cassetto per circa 2 anni. Sapevo che sarebbe stata una lotta contro i mulini a vento e desistevo nel presentarla. Nel frattempo con l'elezione di Orlando e con la sua apertura al dialogo con le associazioni di categoria, speravo che ci fosse una netta sterzata nella lotta contro l'abusivismo. Avevo iniziato con il sindaco un dialogo tramite la sua pagina Facebook ed a tutte le segnalazioni che gli facevo rispondeva sempre. Lo avvertii pure sulla fuga di notizie di possibili controlli, avvenuta un giorno prima che venissero effettuati, ma quella sera non ha letto il messaggio. Ha letto il giorno successivo, rispondendo grato della segnalazione, che inoltrerò al comando dei vigili urbani. Rispondevo "ormai è tardi, come da soffiata, i controlli sono stati fatti, spero che nelle prossime operazioni il comandante prenda le dovute precauzioni". Pertanto pensavo e soprattutto speravo che fosse lui ad aprire un inchiesta. Ma mi sbagliavo. In un altra occasione gli avevo inviato degli altri input, scrivendogli oggi ci sono stati i controlli, era un altra squadra ad effettuare i  controlli e gli abusivi sono stati beccati. Ma queste informazioni non sorbivano nessuno effetto. I dialoghi si sono conclusi non appena ho ipotizzato la volontà di depositare il tutto in procura. Ma voglio ipotizzare che non sia direttamente il sindaco a gestire la sua pagina e chi ha letto ha reputato la notizia infondata, ma dalle risposte tutto lasciava intuire che era lui in persona a rispondere.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a togliere la denuncia dalla naftalina e depositarla in procura è avvenuta in seguito ad un avviso di garanzia pervenutomi tramite la polizia postale, su richiesta del Comandante dei vigili urbani che si sentiva diffamato da un mio commento sul giornale online Live Sicilia. In quell'occasione leggendo dell'ennesima ordinanza che proibiva a noi regolari di mettere persino la musica di sottofondo, perché loro non erano in grado di contrastare il fenomeno dell'abusivismo, rispondevo che per risolvere il problema dell'abusivismo occorreva mettere sotto controllo il telefono dei vigili urbani.

Naturalmente sapevo ciò che dicevo e speravo che la macchina dell'indignazione facesse aprire un inchiesta, invece hanno provato a mettermi il bavaglio. Forse pensavano di intimorirmi, perché parliamoci chiaro in città l'abusivismo si tocca con mano, anzì per dirla tutta, piazza Olivella, grazie alle mie continue segnalazioni e fra le piazza migliori di Palermo, nel resto della città vedi corso Alberto Finocchiaro Aprile, proprio difronte all'immenso tribunale, l'abusivismo si tocca ad un palmo di mano eppure nessuno vede niente.

Durante l'interrogatorio di garanzia, fornii alcune prove alla polizia postale e qualche mese dopo depositai la denuncia alla procura, continuando nel frattempo a depositare esposti su esposti in tutti i corpi di polizia al fine di accelerare l'eliminazione dell'abusivismo. Ma ciò non avvenne, anzì eravamo sempre noi ad essere controllati, mentre gli abusivi ed i mezzi regolari si facevano trovare chiusi o chiudevano davanti agli occhi degli agenti.

Mettetevi nei panni di chi è costretto mese dopo mese a versare ingenti quantità di tasse, che non solo è tartassato, ma subisce una concorrenza sleale  da questi pseudo commercianti.

A noi un impiegato ci costa 16€ l'ora, molti impiegati nella zona di piazza Olivella, percepiscono 25€ al giorno, 12 ore al giorno in pratica 2€ l'ora, se vogliamo prenderla a ridere si dice che gli immigrati rubano il lavoro agli italiani, in realtà sono loro che rubano il lavoro agli immigrati, perché gli immigrati hanno sicuramente più dignità e per 2€ l'ora non ci vanno a lavorare. Poi ci sono i contratti di facciata, messi in regola per 4 ore al giorno, quando in realtà ne fanno 10/12 di ore al giorno.

Noi abbiamo dovuto spendere 60.000€ per fare una cucina a norma eppure vediamo locali di 20mq che fanno panineria,spaghetteria,pizzeria... quando per legge ci vuole una cucina di almeno 16 mq. A noi è stato proibito di cucinare il kebab all'esterno, molti non solo cucinano all'esterno, ma espongono persino antipasti ed altre pietanze. Tutti all'Olivella trasmettono partite di calcio con abbonamenti Mediaset premium per privati, quando per legge ci vuole un abbonamento Business che ha un costo di 179€ mensili + iva.  Ed infine il suolo pubblico abbiamo dimostrato che in via dell'Orologio un ambulanza non può entrare, ma nulla è stato fatto, abbiamo dimostrato la presenza dei gazebo vietati nella delibera 252 del settembre 2014, ed i gazebo restano a suo posto. Abbiamo dimostrato la presenza di pedane istallate sopra botole di sottoservizi (Enel, Telecom,Fastweb e Vodafone),ma  le pedane restano lì.


Abbiamo dimostrato la presenza di occupazioni che chiudono interi tratti di strada, ma anche telefonando alle forze dell'ordine nessuno interviene. La foto in basso è stata scatta il giorno prima dei controlli della notte fra il 27 ed il 28 gennaio in via dell'Orologio. Gli operatori dell'ambulanza sono dovuti scendere a piedi per arrivare dal malato, questo al mio paese si chiama interruzione di pubblico servizio.




Mentre quest'altra foto è stata scattata il giorno dei controlli della notte fra il 27 ed il 28 gennaio 2017 sempre in via dell'Orologio, trovate delle anomalie?


Tutto chiuso e la strada completamente sgombera, a questo punto pensate che un imprenditore che investe in questa città e dà occupazione vera, possa farsi prendere per i fondelli da 4 gestori incompetenti a da coloro che ci dovrebbero tutelare?

Finalmente dopo 2 anni, in cui mi sono calato nei panni di un agente di polizia, svolgendo indagini personali, sono riuscito a dimostrare che fra questi locali e questi ispettori ci sia un rapporto di complicità, questo rapporto ha danneggiato la nostra azienda che ha subito ingenti perdite economiche e come se non bastasse una sanzione da parte dell'agenzie dell'entrate, perché secondo loro nel 2013 abbiamo dichiarato troppo poco e malgrado non c'era nessuna traccia di questa presunta evasione, malgrado i nostri conti correnti erano sotto lo zero e malgrado non avevamo conti in Svizzera od in altri paradisi fiscali, oltre a non aver fatto acquisti di beni mobili o immobili, per loro eravamo comunque colpevoli e questo ulteriore scherzetto c'è costato ben 10.000€.  Soldi che abbiamo dovuto rateizzare con i dovuti interessi e che ancora stiamo pagando, quando in piazza ci sono locali, che mandano i conti nel pizzino di carta a posto dello scontrino fiscale. Pertanto anche noi ci costituiremo parte civile nel processo e chiederemo i danni.

A questo punto spero che la procura, investighi fino in fondo, in quanto, quando vengono effettuati i controlli sono molti gli agenti impiegati ed in genere per ogni locale entrano 3/4 agenti, se uno di loro si rende conto che l'ispettore non sta segnalando un anomalia ha l'obbligo di farlo presente e qualora l'anomalia non venga verbalizzata, l'agente ha il dovere di fare rapporto dell'accaduto all'autorità competente che ha disposto i controlli. Qualora non lo fa è complice.
Pensate ad un rapinatore ed al complice che fa il palo, non commette la rapina, ma subisce anche lui un processo, con una pena sicuramente più lieve.

Con la mia storia fatta di coraggio e sacrificio, vi ho dimostrato che anche a Palermo, cambiare si può. L'aria di rassegnazione che aleggia nell'aria non giova a nessuno, se davvero vogliamo cambiare la città per il bene nostro e soprattutto per dare un futuro ai nostri figli in questa bellissima terra, dobbiamo tutti metterci la faccia e lavorare per il cambiamento. Io ho già scritto un pezzo di storia, ora tocca a te.

Francesco Capizzi




Per coloro che se la fossero dimenticata, questa era piazza Olivella nel 2013

lunedì 17 luglio 2017

La disfatta dell'antimafia e la legalità di facciata









Palermo è l'isola che non c'è. Per chi la vive dall'esterno e per i sudditi di sua maestà è una terra felice, dove prospera la civiltà, la legalità e la mobilità sostenibile... Per chi vive la città ed ha investito in essa è un inferno senza via d'uscita.


Di fatto sulla carta Palermo è una città bella e funzionale, ricca di bellezze naturali, paesaggistiche e monumentali, peccato che siano per la maggior parte non accessibili o gestite da personale incompetente e senza nessun requisito per ricoprire il ruolo. Si presume che in edifici e monumenti a valenza turistica ci sia personale preparato, che conosca le lingue, in realtà poi ci scontriamo con persone assunte non sò con quale qualifica, che parlottano il dialetto siciliano, mescolato con qualche parola di italiano.
Ai turisti è consentito l'accesso alle sole zone d'interesse artistico e monumentale, qualora non vengano rapinati o non vengano maltrattati dalla movida selvaggia, che da un lato li spreme con listini a prezzi maggiorati per soli turisti e da un altro lato li obbliga a sentire musica assordante fino all'alba rendendo un inferno il loro pernotto. E per fortuna che non vanno a farsi un giro nella Palermo "bene", nei quartieri come lo Zen, lo Sperone, Brancaccio, il Cep... Altrimenti ne avrebbero cose da raccontare ad amici e parenti.

Sui giornali vestiti a festa vediamo sempre gli attori della nostra amministrazione, inaugurare, con fiori e nastrini, una strada già esistente, una stazione abbandonata, un marciapiede dissestato, ciò che dovrebbe essere ordinario per questa amministrazione diventa straordinario.

I giornalisti (fortunatamente non tutti) oltre a raccontare in maniera "disinteressata" le prodezze di questa amministrazione, ci illudono ogni tanto con articoli che riguardano il controllo del territorio e ripetono con il metodo del copia ed incolla le notizie ufficiali, senza investigare sulla veridicità delle stesse.

Spesso sfogliando i giornali leggiamo, controlli in corso Olivuzza, sequestrati un quantitativo di ortaggi e frutta in cattivo stato di conservazione.

I giornalai impupano la notizia come se fosse una notiziona, mentre in realtà in una città come a Palermo, dove l'illegalità e l'abusivismo si toccano con mano e dove ad ogni angolo c'è il frutto dell'assenza del controllo del territorio. Un controllo occasionale equivale al nulla cosmico.

Facile dimostrare ciò che dico. Se il giorno seguente al controllo uno zelante giornalista, si recasse a verificare scoprirebbe che di fatto nulla è cambiato, e con un bel nulla di fatto si è concluso il controllo. Ed allora si che ne uscirebbe un articolo che fa informazione dal titolo "il controllo in corso Olivuzza, si è concluso con un niente di fatto, lo stato ha fallito", oppure per citare il tema calcistico che va sempre di moda "abusivi 1 -  forze dell'ordine 0". Naturalmente il corso Olivuzza è preso a campione, ma solamente perché siamo a due passi dall'imponente tribunale, dove ci sono riposti i nomi dei giudici antimafia, e quindi per rispetto a coloro che sono morti nel tentativo di debellare quel cancro chiamata mafia, quanto meno in tutto il circondario ci dovrebbe essere una parvenza di legalità. Invece nulla di tutto questo.

A dare manforte ai giornali locali, si aggiungono i giornali nazionali. Di anno in anno, assistiamo a quelle che io definisco le sacre dell'ipocrisia, si inizia con la nave della legalità. Tutti gli anni per l'anniversario della strage di capaci, parte la nave della legalità, dove studenti di tutta Italia, uniti a sindaci in doppio petto e fascia tricolore, scendono da una nave nominata per l'occasione della  "legalità", ed approdano nella città dell'illegalità, dove per l'occasione è vestita a festa e spogliata, ma solo nel tragitto della festa di ogni attività abusiva o illecità. Poi finita la festa, tutto ritorna all'onormalità. Allora diciamo che per essere coerenti, parola sconosciuta per la nostra casta politica, più che nave della legalità, questa iniziativa in onore di Falcone e degli uomini della scorta, si potrebbe chiamare "mezza giornata di legalità", almeno il titolo della manifestazione sarebbe corretto e noi brontoloni non avremmo nulla da ridire. A seguire c'è l'altra sagra dell'ipocrisia, che se pur non dovrebbe avere una portata minore, da anni è ridotta ad una semplice fiaccolata in ricordo del compianto  giudice Borsellino. Terminata la sagra, gli uomini in doppio petto ritornano al quotidiano, mentre i partecipanti, continuano la festa ballando ed assumendo droghe in quelle zone franche che nessuno controlla o per lo meno nessuna reale repressione del fenomeno fa cessare l'illegalità e lo spaccio libero.

E qui nasce l'assurdo, qualche istante prima sfilavano fiaccola in mano per ricordare una vittima della mafia, ed un attimo dopo comprano la droga da quei stessi mafiosi che dicono di combattere. Forse perché sono abituati a vedere la mafia nei film, la mafia che uccide. Oggi la mafia gli vende droga e gli dona in un certo senso l'illusione. Del resto questi giovani che non hanno un futuro, che non hanno idea di cosa avranno domani, hanno bisogno della droga per viaggiare con la mente quella mezz'oretta, per sentirsi qualcuno, perché pensano nel loro cuore rassegnato che loro non sono niente, e non avendo uno stimolo, non avendo un obbiettivo per cui lottare, cedono alle tentazioni della droga. E chi dovrebbe controllare affinchè questo non avvenga, lascia che tutto avvenga alla luce del sole, per usare una metafora. Di fatto quei mercati storici che di giorno sono pieni di banditori che a gran voce, decantano la loro mercanzia, alla stessa maniera e negli stessi mercati la notte i pusher camminano in tutta tranquillità e urlano ai quattro venti la droga che vendono.

Il resto delle sagre sono sagre minori, Dalla Chiesa, Mattarella... Un paio di foto del Sindaco e di alcuni esponenti delle forze dell'ordine in alta uniforme, un prete per la benedizione ed un paio di giornalisti e tutto si conclude lì. Queste sono le giornate del ricordo che preferisco, meno ipocrisia e meno attori.

Durante tutte queste sagre, spesso a prendere la parola sono le stesse forze dell'ordine, che istaurano un vero e proprio discorso sull'importanza della scuola, sull'importanza della libertà e sull'importanza di denunciare. Perché un popolo che denuncia è libero.

Poi chi come me si trova davanti un qualsiasi commissariato o caserma a presentare un esposto, si trova davanti un muro di gomma. Con frasi tristi come "ma lasci stare", "l'abusivismo non si può combattere", "la sua è una guerra persa in partenza", "non è di nostra competenza"...

Eppure quando c'è da controllare un attività regolare non si fanno scrupoli, escono l'elenco delle cose da controllare e come un rettile costrittore finché non hanno sfiancato la preda, non la mollano. E si perché non bastano le tasse vessatorie, quando c'è da fare ulteriore cassa si va dai regolari a cercare i punti e le virgole per redigere suon di verbali, con frasi consolatorie "tanto lei li guadagna in un giorno".

In tanti anni di attività li ho accolti tutti ed ho cercato sempre di colmare le mie lacune, tanto che dal 2013 in poi la mia attività ha registrato in tutti i controlli subiti,  un report positivo che ci rende regolari al 100%.

A questo punto dopo che ci hanno spinto a spendere risorse economiche su risorse, nel tentativo di adeguarci alle normative che di tanto in tanto cambiavano giusto per modificare il nostro status di regolari, ci è sorta una domanda, ma come è possibile che gli abusivi sono sempre lì senza subire il peso della legge? a parer nostro in questa città ci sono figli e figliastri.

Pertanto decisi di inviare una lettera al giornale Live Sicilia, dove mostravo la differenza fra locali aventi partita iva ed abusivi.

Articolo Live Sicilia

In quest'articolo il comandante dei vigili urbani, risponde "gli ambulanti sono in forte aumento è impossibile presidiare tutta la città".

Ma da quest'articolo niente è cambiato.

Prima di quest'articolo avevo già presentato degli esposti, sia alla Municipale che mi diceva che da soli non possono fare molto e sia dai Carabinieri che mi dicevano che la competenza è della Municipale.

Iniziai pertanto a partecipare attivamente alle riunioni con gli assessori, il sindaco e le varie associazioni di categoria, dimostrando che tutte le restrizioni che venivano applicate sul campo della ristorazione, valevano solo per i regolari, per gli abusivi ed i mezzi regolari, non c'era nessuna restrizione contribuendo ad ampliare la concorrenza sleale ai danni delle attività regolari.

Nel frattempo anche i residenti iniziavano a denunciare perché gli veniva negato il diritto al riposo notturno.
Allora per ovviare a questa problematica e visto che non avevano, ne i mezzi e ne gli uomini per arginare il problema, decidevano nella loro incapacità di vietare anche la filodiffusione all'interno dei locali. Un modo come un altro per dirci di chiudere. Eppure a noi regolari ci avevano chiesto le porte insonorizzate, la fonometria, il limitatore di decibel. Bastava vietare la musica a chi non aveva i requisiti, invece no. In tutto questo i miei vicini continuavano a fare musica ed intrattenimento all'esterno dei locali.  Tanto pure che gli danno i famosi 5 giorni di chiusura, nulla cambia, perché aprono comunque, tanto nessuno li viene a controllare.

Riuscii a convocare una riunione direttamente a palazzo delle aquile, tramite un associazione di categoria, ed ottenni la modifica dell'ordinanza, si poteva continuare a mettere la musica di sottofondo all'interno del locale anche dopo la mezza notte, mentre era vietata la musica all'esterno. I miei vicini hanno continuato a fare musica all'esterno, senza subire nessun controllo.

Nell'estate 2014 gli esposti da parte dei residenti sono in forte aumento ed il comune per correre ai ripari, ripropone la vecchia ordinanza, con l'eliminazione della musica di sottofondo dopo la mezzanotte. Leggendo l'articolo, innervosito commento la notizia sul giornale Live Sicilia, evidenziando alcune lacune sull'esecuzione dei controlli. Qualche mese più tardi mi piomba la polizia postale a casa e mi invita a venire in caserma, dove mi notifica un avviso di garanzia, in quanto la polizia municipale, si sentiva diffamata dalla mia risposta al giornale.

In una città dove l'abusivismo e l'illegalità si tocca con mano ed è presente ad ogni angolo della città, il giudice invece di indagare sull'inefficenza, mi notifica un avviso di garanzia.

Forse pensavano di intimidirmi, non hanno capito che a causa loro avevo passato notti intere a studiare il codice civile e penale al fine di poter denunciare loro e chiedere i danni per il loro menefreghismo. Così  iniziai a fare segnalazioni su segnalazioni, dimostrando che la legge valeva solo per pochi.

Passai notti intere a scrivere l'esposto e mi recai alla Guardia di Finanza per presentarlo, pensavo che fra tutti i corpi era il più efficace, ma mi sbagliavo.
Anche lì ascoltai le stesse frasi fatte, "l'abusivismo non si può cobattere, siamo a Palermo, le cose non possono cambiare..." Non appena ho capito che avrei fatto l'ennesio buco dell'acqua, mi feci riconsegnare l'esposto e dissi "ha ragione, se penso che a pochi passi da questa caserma c'è un fruttivendolo abusivo, mi rendo conto che è difficile cambiare le cose". Il giorno successivo provarono a ricontattarmi al cellulare, ma non risposi. Andai direttamente con l'avvocato a presentare l'esposto in procura. Nel frattempo continuai con le segnalazioni, al suap, al comune, ai giornali, alle radio... ma tutto rimane come.

Decisi inoltre di uscire da tutte le associazioni di categoria, perché nessuno di loro aveva il coraggio di esporsi, temevano di perdere la partecipazione ai tavoli tecnici o di perdere qualche contributo a qualche eventuale manifestazione... La solita politica clientelare, mai contraddire sua maestà.

In tutto questo frangente abbiamo visto locali aderenti ad associazioni antimafia, avere mafiosi all'interno del personale, abbiamo visto i giudici dell'antimafia spartirsi i beni sequestrati alla mafia, abbiamo visto l'ex presidente della Confcommercio da sempre impegnato nella lotta alla corruzione, chiedere una tangente per l'assegnazione in concessione del bar dell'aereoporto. Per non parlare degli scandali legati alla municipale. La vigilessa che gestiva un giro di prostituzione (Articolo), il vigile condannato per concussione (Articolo), vigili che timbravano il cartellino e poi andavano a fare altro (Articolo), vigili condannati per corruzione (Articolo) e ciliegina sulla torta il barbiere abusivo che esercitava la sua professione a nero all'interno del comando dei vigili urbani di via Dogali (Articolo). Non riescono a fare rispettare la legge a casa propria, figuriamoci nel resto della città.
Eppure in altri tempi il comandante si sarebbe dimesso, invece è sempre lì a ricoprire il suo incarico nella sua poltrona.

Il 28 gennaio 2017, per fermare la mia crociata, è stata intrapresa un altra strada, ignoti hanno lancianto una bottiglia incendiaria sulla porta della mia attività.

Da quel giorno, dopo le lavate di faccia di rito da parte dei giornalisti che improvvisamente hanno trovato interessante la nostra storia, ci ha contattato Confcommercio, che mostrava la sua solidarietà alla vicenda e ci chiedeva di unirci a loro in questa battaglia. Per prendere parte alla loro manifestazione di affetto, ho dovuto versare 300€ per l'adesione a Confcommercio. Dopo di ciò è stata indetta una riunione, dove avrei dovuto incontrare insieme alla parte sana dell'Olivella (2 commercianti oltre al sottoscritto), il comandante dei vigili urbani e l'ex assessore Giovanna Marano.

All'incontro il comandante dei vigili urbani non è venuto per problemi improvvisi e non ha avuto l'idea di delegare il vicecomandante o spostare l'appuntamento.

Dopo la prefazione della presidentessa di Confcommercio, Patrizia Di dio, sull'importanza di fare squadra e fare quadrato sul sig. Capizzi è intervenuta l'assessore Marano, che ci ha raccontato di quanto è bella piazza Olivella ed in modo delicato ci prendeva per il culo, invitandoci a presentare a distanza di tre settimane, un elenco dei correttivi da apportare a piazza Olivella, quando fra mail, pec e raccomandate, questi correttivi li avevano depositati nei loro uffici in tutte le salse.

Da quel momento sono spariti tutti con buona pace delle 300€, perché anche la solidarietà ha un prezzo.

La mia tenacia però non è sparita, sono stati presentati altri esposti, altre querele ed altre denunce, ma l'illegalità regna sovrana, mentre la nostra attività continua ad essere controllata e lo scorso 30 giugno siamo stati costretti a non rinnovare il contratto di lavoro a 3 impiegati. A quanto pare in questa città vengono tutelate quelle attività che assumono in nero.

Non ci resta che sperare nella procura, nella speranza di ottenere un briciolo di giustizia in questa città.



Francesco Capizzi