lunedì 28 giugno 2021

L'ultima ordinanza di Orlando e il trionfo degli abusivi (Video)


 Sembrano ormai lontani quei tempi, quando i palermitani dovettero fare i conti con la peste. La leggenda narra che fu proprio la santa protettrice della città a liberarci dalla peste. Eppure sotto altre spoglie, da oltre un ventennio una nuova peste si è abbattuta su Palermo, a muovere questa nuova ondata di pestilenza, che infetta e distrugge tutto ciò che tocca è il nostro odiato sindaco Orlando. Da oltre un anno, la sua ingombrante presenza, è arrivata dove nessuno fino ad oggi era mai arrivato, colui che chiede rispetto per le vittime di presunto covid è lo stesso che tiene accatastate le bare di migliaia di defunti. Un modo proprio anomalo di avere rispetto per i morti.

 


 Fra le sue opere incompite, possiamo annoverare le aree pedonali solo sulla carta, dove tutti entrano e nessuno controlla. La lotta all'abusivismo, praticamente inesistente. Il potenziamento del Suap, dove siamo forse l'unica città dove aprire un impresa è un impresa. Strade dissessate, basole divelte, buche, tombini otturati, che trasformano le strade in piscine con poche gocce d'acqua... fino ad arrivare all'emergenza continua e perenne dei rifiuti...

 


A questi si aggiungono i cantieri infiniti, il ponte Corleone e l'assessore all'immobilità, suo braccio destro in questa disastrosa amministrazione. 

Dopo aver dato licenze per la somministrazione a cani e porci, nel tentativo di rivalutare le zone abbandonate, con l'inizio dell'emergenza sanitaria e la cessazione dei diritti costituzionali, il sindaco ha intrapreso la sua battaglia personale contro la movida, nel tentativo di tutelare quella fetta di elettorato che gli è rimasta. 

Aveva iniziato lo scorso anno, con l'emanazioni di ordinanze contingibili ed urgenti che erano del tutto illegittime, ma che nessuno dei gestori ha avuto il coraggio di impugnare. Gli unici ad impugnarla vincendo, furono coloro che gestiscono le attività di vicinato e i distributori automatici. 

Ed ha continuato ad emanare ordinanze quest'anno, che andavano a penalizzare sempre le stesse categorie già penalizzate, dai dpcm dichiarati incostituzionali da numerosi giudici nelle loro sentenze. Una violazione continua dell'articolo 1 della costituzione. 

Lunedì scorso con l'ingresso della Sicilia in zona bianca stavo in pensiero, mi chiedevo come mai  colui che afferma che lo sa fare, non avesse emanato un ordinanza a tutela degli abusivi. Sarà stato perché era impegnato nella sua campagna a favore dell'invasione di immigrati clandestini. E fra una conferenza con le ONG e un video con la richiesta di dissequestro di una nave dell'ONG, il sindaco si era tolto di mente la crociata per la chiusura della movida. A precederlo è stato il governatore della Campania. Guarda caso, nelle due regioni, dove trionfa il malaffare e la mala gestione, sono le uniche due regioni, che nel momento in cui cessano le restrizioni, ne impongono di nuove in maniera autonoma. Lo stesso sindaco che si riempe la bocca con frasi come uguaglianza, lotta alla discriminazione, legalità... poi fa tutto l'opposto. Nella zona gialla, con la chiusura delle attività a mezzanotte, spuntavano dopo tale orario a Piazza Sant'Anna, Garaffaello e Magione, enormi carrelli con congelatori pieni di bibite (video). 



Attività regolari chiuse ed abusivi operativi, stesso copione dello scorso anno e le piazze si risvegliano la mattina un tappeto di bottiglie.

Sabato di fretta e furia, è corso ad emettere l'ordinanza, che presentava come al solito numerose lacune. Intanto l'ordinanza è stata emessa nel pomeriggio di sabato ed iniziava la stessa giornata, quando le ordinanze sono attive dopo 24 ore. L'ordinanza come lo scorso anno andava a ridurre l'orario di apertura delle attività commerciali, quando la Cassazione è stata chiara sull'argomento con ordinanza n. 6895/2021, i sindaci non possono ridurre l'orario di lavoro delle attività commerciali.

La Corte di Cassazione, afferma che, in materia di tutela della concorrenza, deve rilevarsi l’illegittimità delle disposizioni normative adottate dagli enti locali recanti interventi di regolazione degli orari degli esercizi commerciali.

In particolare, la Corte costituzionale ha, in più occasioni dichiarato l’illegittimità costituzionale di disposizioni normative regionali con le quali sono stati introdotti limiti e vincoli all’attività commerciale, ponendosi in contrasto con l’art. 31, comma 1, del d.l. 201 del 2011, modificativo dell’art. 3, comma 1, lett. d-bis), del d.l. n. 223 del 2006, ai sensi del quale le attività commerciali sono svolte senza limiti e prescrizioni, anche concernenti l’obbligo della chiusura.

Così facendo, le Regioni verrebbero ad intervenire nella disciplina delle modalità di apertura degli esercizi commerciali, ascrivibile alla tutela della concorrenza, così invadendo una competenza esclusiva dello Stato, e ciò sul presupposto che, per consolidata giurisprudenza dello stesso Giudice delle leggi, la normativa statale volta all’eliminazione dei limiti agli orari e ai giorni di apertura degli esercizi commerciali è da considerarsi, per l’appunto, appartenente alla materia della tutela della concorrenza e attua un principio di liberalizzazione del commercio.

Occorre, tuttavia, sottolineare che la totale liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali non costituisce soluzione imposta dalla Costituzione, sicché lo Stato potrà rivederla in tutto o in parte, temperarla o mitigarla; nondimeno, però, nel vigore del divieto di imporre limiti e prescrizioni sugli orari, stabilito dallo Stato nell’esercizio della sua competenza esclusiva a tutela della concorrenza, la disciplina regionale che intervenga per attenuare il divieto risulta illegittima sotto il profilo della violazione del riparto di competenza, donde la conseguente illegittimità degli atti amministrativi o regolamentari, costituente fonte secondaria, attuativi di tali disposizioni regionali che invadono la competenza esclusiva statale.

Rimane naturalmente salvo l’esercizio del potere del Sindaco di adottare ordinanze contingibili ed urgenti (ai sensi dell’art. 50, comma 5, del d. Lgs. n. 267/2000), con le quali imporre eventualmente orari di chiusura dei predetti esercizi per la tutela di altri valori costituzionalmente rilevanti; tali provvedimenti, tuttavia, per loro intrinseca natura, devono spiegare effetti spaziali e temporali limitati e devono essere sorretti da una specifica ed adeguatamente motivata individuazione delle situazioni di fatto dalle quali potrebbe originarsi la lesione di interessi pubblici, quali quelli connessi alla salvaguardia dei valori della sicurezza e della salute. 

Qualcuno potrebbe pensare che il sindaco ha emesso l'ordinanza ai sensi dell’art. 50, comma 5, del d. Lgs. n. 267/2000. In realtà il comma 7-bis recita del suddetto decreto afferma che: Il Sindaco, al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti nonché dell'ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, o in altre aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione notturna, nel rispetto dell'articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore alimentare o misto, e delle attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici.

In definitiva l'ordinanza è stata emanata per oltre 30 giorni e non va a colpire le sole aree dove avvengono le urla, gli schiamazzi, gli assembramenti e il rilascio delle bottiglie a terra... ma l'intera categoria. Per quale motivo un commerciante di via Uditore o piazza Olivella, deve chiudere anticipatamente, se lavora secondo le regole?

Tuttavia questa ordinanza si trasforma come un boomerang, in quanto penalizza le attività regolari già penalizzate dalla restrizioni, e come già detto favorisce gli abusivi, che malgrado le loro postazioni siano ben evidenti, non destano nessun intervento da parte delle forze dell'ordine, che si erano mostrati bravissimi ad inseguire inermi cittadini, che facevano attività fisica all'aperto, in violazione degli incostituzionali DPCM. Inoltre questa ordinanza incentiva la gente a spostarsi fuori al comune di Palermo, dove non ci sono restrizioni, per poi mettersi alla guida dopo aver bevuto qualche birra di troppo. E penalizza gli impiegati con contratto di lavoro regolare, che saranno costretti a fare ore preziose di lavoro in meno, sopprattutto in previsione delle prossime chiusure di ottobre e mesi a venire.


 

A questo punto le alternative sono 3, fare il ricorso al Tar (che ha un costo di 5000€), fare il ricorso al Presidente di Regione (che lascia il tempo che trova), oppure applicare il principio del Sindaco "minni stai futtiennu" ed attendere un eventuale sanzione, da impugnare al giudiuce di pace...

A noi l'ardua scelta...


 

mercoledì 2 giugno 2021

La pozione magica e la continua presa per il culo

Ormai viviamo in un Italia a due senzi di marcia, una grossa fetta di italiani va dietro alla narrativa del sistema ed accetta ogni singola imposizione se pur senza senso (e chissà fino a che punto seguirebbero le follie dei governi). Una minima fetta d'italiani, va nella direzione opposta e non crede a nessuna delle cose propinate dai governi dell'era "pandemica". Da qualche giorno la narrativa dei catastrofisti sembra ammorbidita, in nome della pozione magica che a dir loro, avrebbe contribuito ad alleggerire la pressione ospedaliera. Persino il gufo Galli, che ad aprile aveva annunciato una catastrofe con le riaperture, si è rimangiato tutto affermando in un intervista al Corriere della sera "parlai di rischi a riaprire e invece l'Italia migliora molto. Dai vaccini svolta permanente". (Fonte) Eppure lui insieme al quel gufo di Crisanti, parlava di catastrofe. Un altra notizia presumibilmente buona arriva dal ministro Gelmini, che alla domanda quando finirà lo stato d'emergenza afferma “Continuando così, con la riduzione dei contagi e della pressione nelle strutture sanitarie, la fine dello stato di emergenza si avvicina". La ministra, però, lo ha ribadito anche in un'intervista con il Corriere della Sera: "Credo sia vicino il momento di superare lo stato di emergenza: se saremo bravi alla scadenza, che attualmente è prevista il 31 luglio, non ci sarà bisogno di prorogarlo. E sarà un bel segnale di ritorno alla normalità". (Fonte)



La narrativa quindi è cambiata i vaccini stanno, allentando la pressione negli ospedali e quindi se continuate ad eseguire gli ordini, forse dal 31 luglio sarete liberi, ma sarà davvero così? 

Andando ad analizzare i dati reali fra maggio del 2020 quando non esisteva la vaccinazione, ed il  maggio del 2021, notiamo che continuano a raccontarci frottole, tanto sanno che l'80% della popolazione (volendo essere buoni), non andrà mai a leggere i bollettini. Andiamo ai positivi, a maggio 2021 abbiamo quintuplicato il numero dei positivi. Qualcuno potrebbe dire, perché oggi si fanno più tamponi, ma andando a vedere i ricoveri e le terapie intensive, si nota che l'incremento è confermato. Fino al 20 maggio 2021, abbiamo una media di circa 1000 ricoverati in degenza ordinaria in più rispetto al maggio 2020, mentre negli ultimi dieci giorni il numero di ricoveri arriva ed eguagliarsi. Per le terapie intensive la situazione è peggiore in quanto nel maggio 2021, abbiamo circa 1000 ricoverati in più rispetto all'anno precedente e chiudiamo il mese con 600 ricoverati in più rispetto all'anno precedente. Sul fronte dei decessi siamo passati da una media di 176 decessi gionalieri del maggio 2020 ad una media di 171 decessi nel maggio 2021. 

Pertanto miei cari "scienziati" e ministri, le vostre storielle sulla pandemenza, le potete raccontare ai vostri elettori e seguaci, che non hanno mai brillato d'intelligenza. A noi i vostri racconti mitologici, non fanno nessuno effetto. Quindi caro boccalone, presumo che la mossa della Gelmini, sia la stessa del ex premier Conte, se fate i bravi a novembre, salviamo il natale. Se fate i bravi a natale, salviamo il carnevale... Se fate i bravi in estate, togliamo l'illegittimo stato d'emergenza, tanto si sà che a fine ottobre l'influenza torna... e serviranno nuove restrizioni.


Francesco Capizzi



giovedì 13 maggio 2021

La foto della discordia


 Questa mattina Facebook è stato preso d'assalto da vari post, con commenti variopinti su questa foto. Chi proponeva e contestava questa immagine, era infastidito dalla presenza del sindaco Orlando e dalla differenza di trattamento da lui perpetuata ai danni dei palermitani. Subito senza riflettere sull'argomento si sono alzati gli scudi dei sinistrati, che tacciavano di razzismo, tutti coloro che dissentivano. Ma il tema dei post non era l'evento religioso in se, ma il trattamento diverso perpetuato dal sindaco, contro i suoi concittadini. Di fatto parliamo dello stesso Orlando, che ha permesso lo scorso anno di festeggiare il ramadan a maggio, subito dopo il lockdown (quando la politica di Conte aveva vietato ai cattolici di pregare all'interno delle chiese) ed ha impedito ai palermitani di festeggiare la santa padrona della città, vietando persino a settembre la storica "acchianata". Nella levata di scudi alcuni commenti evidenziavano l'ordine e la disciplina dei musulmani distanziati e mascherati (non tutti), ed attaccavano i palermitani rei a dir loro, di non indossare mascherine e non rispettare il distanziamento. Pertanto quando qualcuno faceva notare che il sindaco, ha impedito e continua ad impedire lo stazionamento in spiaggia ed in molte strade cittadine, i figli dei vari Crisanti e Galli, davano ragione al sindaco, perché i palermitani non sanno rispettare il distanziamento e non usano la mascherina in spiaggia. Se avessero almeno un neurone, capirebbero la cazzata che hanno detto, ma la vita per loro è stata avara. Con il sole, le alte temperature e lo iodio, non c'è virus che tenga, cari idioti ipocondriaci, lo scorso anno il virus è svanito in estate, proprio perché con il caldo i virus muoiono dopo pochi minuti e non hanno il tempo di contagiare. Ed è ritornato ad ottobre, come avviene ogni anno con tutte le influenze. In un intero anno non è stato portato un solo studio sull'importanza di usare la mascherina, ma come asini ammaestrati ripetono a cantilena la storia dell'importanza della mascherina. Le critiche alla foto erano in tema di diritti, se è vero che per l'art. 19 della costituzione "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume", questo diritto vale per tutti, cattolici compresi. Ma allo stesso tempo non dimentichiamoci in tema di diritti e di costituzione l'art 1 "l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro". L'art 2 "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale." L'art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." L'art. 4 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto." L'art. 13 "La libertà personale è inviolabile." L'art. 16  "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza". L'art. 17 "I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso". L'art. 21 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". L'art.25 "Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso". L'art. 35 "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni." L'art. 36 "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".

Tutti diritti dimenticati da chi passa la giornata a sbraitare sui diritti umani...

 Francesco Capizzi 

martedì 11 maggio 2021

La farsa dell'Italia a colori

 Elezioni, dopo elezioni in Italia non si è mai votato per il più bravo o per un ideale, si è sempre votato in base al proprio interesse ed al proprio tornaconto, in quella che viene spesso definita la politica clientelare. A trarne beneficio sono coloro che si servono della politica, specie qui al sud, dove tutto si muove con due pesi e due misure. In quest'ultimo anno l'affidarsi ai soliti movimenti politici, non ha portato i frutti sperati, persino quelli che si sono rivolti al nuovo che avanzava, hanno sbattuto il muso come un treno lanciato su un muro di cemento armato, ed è venuto alla luce, ciò che ho sempre sostenuto, affidarsi agli incapaci può costare caro. A soffrire di questa politica di dilettanti allo sbaraglio sono state le vittime di covid e non, che a causa di un piano pandemico non aggiornato, a causa di cure non idonee e protocolli errati, a causa della chiusura degli ospedali per i non malati covid... Hanno contribuito ad alimentare questo Stato dittatoriale. In oltre un ventennio, hanno distrutto la sanità, ed oggi scaricano le colpe della loro incapacità, sulla popolazione sana, etichettandoli come untori e portatrici sani del virus, quando a morire sono solamente le vittime di una sanità allo sfracello. Per dare una sorta di regole, nel tentativo di dare un senso alle restrizioni, si sono inventati l'Italia a colori. Le zone rosse, identificano un rischio alto. Le zone arancio, medio alto. Le zone gialle, rischio basso e le zone bianche rischio nullo. Il loro obbiettivo resta sempre lo stesso, distruggere il tessuto economico. Di fatto durante la prima ondata, hanno sfruttato i picchi dell'influenza stagionale degli anni passati, per calcolare i periodi di affollamento degli ospedali e delle terapie intensive. Mentre per la seconda e terza ondata, eliminata l'influenza, che ha solamente cambiato nome, hanno usato l'andamento della prima ondata per creare le zone a colori, ma quando si sono resi conto che sia la seconda che la terza ondata erano più blande rispetto alla prima, hanno inventato da prima l'arancio scuro ed il giallo scuro, e poi successivamente hanno stravolto i parametri scelti inizialmente, abbassando indici RT ed introducendo l'incremento settimanale di 250 positivi su 100000 abitanti. Così facendo hanno costretto per un altro semestre le attività commerciali a rimanere chiuse, con aiuti ridicoli ed hanno impedito alla popolazione di vivere una vita normale, pur non vietando a loro la libertà di movimento.

Andiamo ad analizzare i numeri della Sicilia, per dimostrare come stanno manipolando la nostra vita. I dati sono stati inseriti in 3 file exel denominati "positivi", "ricoverati", "terapie intensive"



 


 I colori delle regioni, sono stati intromessi a partire dal mese di novembre e malgrado la Sicilia avesse numeri bassi (15324 positivi) è stata messa come zona arancio, perché non aveva attivato nuovi posti in terapia intensiva. La zona arancio è proseguita fino al 28 novembre quando abbiamo raggiunto 39822 positivi. Quindi siamo diventati zona gialla, malgrado avevamo 24498 positivi in più rispetto a prima. Dei Nas inviati da Roma, per verificare lo stato delle terapie intensive, non se n'è saputo più nulla. Siamo rimasti zona gialla fino alle festività natalizie, dove abbiamo avuto un picco massimo di 40730 positivi, ed un picco minimo di 33493 positivi. Terminate le restrizioni natalizie, siamo tornati zona gialla, dove abbiamo raggiunto il picco massimo di 45452 positivi. Musumeci, chiese ed ottenne la zona rossa. In zona rossa il picco massimo di positivi è stato 48001 e raggiunti i 41122 positivi, siamo tornati zona arancio, malgrado avevamo i stessi numeri di quando eravamo in zona gialla. Dopo 11 giorni torniamo zona gialla con 34549 positivi. Giorno dopo giorno i numeri dei positivi scendo, tanto che si spera di arrivare alla fatidica zona bianca e quando arriviamo a 14323 positivi, ci fanno diventare zona arancio, in quanto pur di non farci diventare zona bianca, hanno abbassato di 0,5 punti l'indice rt, costringendo le nostre attività a restare chiuse. Giunti al 7 aprile, applicano un ulteriore restrizione, dando ai presidenti di regione la possibilità di dichiarare zona rossa, i comuni che hanno totalizzato un aumento di 250 positivi su 100000 abitanti, quindi basta un aumento dello 0,25% di positivi, per fermare numerose categorie economiche, Malgrado abbiamo un indice RT sotto 1, abbiamo terapie intensive ed i ricoveri quasi vuoti, restiamo insieme alla Sardegna ed alla Valle D'Aosta le uniche regioni arancio d'Italia.


 
Stessa cosa vale per i ricoveri, siamo diventati zona arancio a novembre, con 999 ricoverati in degenza ordinaria e siamo diventati gialli con 1522 ricoverati. Dopo le festività natalizie siamo rimasti gialli con 1228 ricoverati e siamo passati rossi per volontà di Musumeci con 1422 ricoverati, 100 in meno di quando eravamo zona gialla. Siamo tornati arancio a febbraio con 1336 ricoverati. Il 15 febbraio, diventiamo gialli con 1035 ricoverati e torniamo arancioni un mese dopo con 718 ricoverati in una regione di 5 milioni di abitanti. E malgrado avevamo numeri bassi, Palermo ed altre province sono state dichiarate zona rossa. 
 
 

Sempre a novembre siamo entrati in zona arancio con 132 ricoverati in terapia intensiva e con lo stesso colore raggiungiamo i 250 ricoverati in terapia intensiva. Passiamo in zona gialla con 241 ricoverati. Dopo le festività natalizie rientriamo in zona gialla con 196 ricoverati in terapia intensiva e diventiamo rossi su richiesta di Musumeci con 208 ricoverati in terapia intensiva, torniamo arancio con 204 ricoverati in terapia intensiva e passiamo in zona gialla con 165 ricoverati in terapia intensiva. Diventiamo arancioni con 107 ricoverati in terapia intensiva e dal 7 aprile Palermo ed altre province diventano rosse con 157 ricoverati, quando eravamo gialli con 241 ricoverati. Forse torneremo gialli il 17 maggio. 

E' chiaro ed evidente che qui la sanità non c'entra nulla, abbiamo avuto restrizioni peggiori ogni qualvolta che i dati miglioravano, questo perché l'operazione covid19, non ha lo scopo di salvare vite umane da un virus, ma distruggere il tessuto economico degli autonomi. Per continuare il loro giochetto, hanno aumentato gli stipendi a medici ed infermieri, hanno dato bonus ed aumenti alle forze dell'ordine, hanno dato bonus ed aumenti agli impiegati pubblici, hanno dato incentivi alle testate giornalistiche, ed hanno lucrato con mascherine, dispositivi sanitari, respiratori, banchi a rotelle e chissà ancora quante cose ancora dovranno uscire. 

Pertanto caro amico, che credi ancora alla pandemenza, se oggi siamo in questa situazione è soprattutto a causa tua, perché hai barattato la tua libertà per un virus influenzale.

Francesco Capizzi 
 



lunedì 3 maggio 2021

Il 1° maggio era la festa dei lavoratori

 

Il primo maggio era la festa dei lavoratori, dico era, in quanto da quest'anno è la festa dei cassaintegrati. Ogni anno i principali sindacati organizzano il famoso concerto del primo maggio, concerto che quest'anno più di ogni altro anno avrebbe dovuto dare voce ai lavoratori, visto che oggi in Italia si sono persi in un solo anno 945000 posti di lavoro ed altri milioni di lavortori sono appesi al filo della cassaintegrazione. Fonte 

Quest'anno i riflettori li hanno puntati su Fedez, che fa un discorso sulla omofobia ed attacca alcuni leghisti.

Naturalmente la trovata di Fedez è studiata e strumentalizzata, di fatto dopo il discorso, lui mette in evidenza che la Rai era contraria a fare i nomi e qui nasce lo scoop "la Rai censura". Tutto nasce da una telefonata registrata da Fedez, telefonata che poi lo stesso Fedez rende pubblica. Alzato il polverone altri artisti dichiarano che anche loro sono stati soggetti a censure, forse questi signori dimenticano che l'Italia è l'ultima in Europa per libertà di stampa (Fonte) e 41esima nel mondo, peggio del Ghana e Burkina Faso (Fonte). Eppure nel corso degli anni ne Fedez, ne chi ha preso la pillola del coraggio, ha mai fatto simili denunce sia pubbliche che alla magistratura, hanno pensato di parlare solo per mettere sotto i riflettori il DDL Zan. Nemmeno quando Bruno Vespa, nel suo programma chiudeva i microfoni al dott. Mariano Amici, impedendo di fatto il diritto di replica ed insultandolo con epiteti come no-vax, negazionista... ed augurandogli la radiazione, nessuno dei lor signori ha alzato la voce e gridato allo scandalo. Hanno approfittato di un palco e di una giornata, che non era dell'omofobia per fare la loro propaganda ed attaccare un movimento politico, che casualmente si trova all'opposizione di chi paga il palco e gli artisti. La stessa chiamata alla redazione della Rai puzza. Se io sono in un palco, pagato dai sindacati e trasmetto in diretta sulla Rai ed in diverse radio, se proprio voglio fare il rivoluzionario che motivo ho di chiedere l'autorizzazione per lanciare il mio messaggio? se ho questa intenzione, dico ciò che devo dire e mi assumo tutte le responsabilità. Invece si organizza un teatrino, per amplificare il messaggio sul DDL Zan e sulla mancata volontà dell'opposizione (oppofinzione) di trattare l'argomento. Del resto non è la prima volta che i partiti di maggioranza si affidano a Fedez per lanciare i propri messaggi, sui temi che a loro interessano, l'ultimo per ordine di tempo è la richiesta dell'ex Premier Giuseppe Conte di affidare a Fedez la campagna sull'uso della mascherina fra i giovani. Del resto si sà, fra i bimbi minchia, Fedez e consorte sono gettonati, pertanto in nome della pandemenza, se guardano i TIKTOK, dove il genio indossa la mascherina, le pecore lo seguono...

Naturalmente il mio articolo non tende a giustificare, l'operato e le parole di questi leghisti, sono il primo che condanno il movimento del comunista padano ed i suoi seguaci. Ma non serve un nuovo disegno di legge, basta applicare il codice penale e la costituzione. L'Art. 3 della costituzione recita, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Il nostro codice penale già prevede sanzioni proporzionate alla gravità del reato per i delitti contro la vita (art. 575 e ss. cod. pen.), contro l’incolumità personale (art. 581 ss. cod. pen.), i delitti contro l’onore, come la diffamazione (art. 595 cod. pen.), i delitti contro la personalità individuale (art. 600 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà personale, come il sequestro di persona (art. 605 cod. pen.) o la violenza sessuale (art. 609 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà morale, come la violenza privata (art. 610 cod. pen.), la minaccia (art. 612 cod. pen.) e gli atti persecutori (art. 612-bis cod. pen.). 

Inoltre perché hanno questa fretta per approvare questo DDL? Perché secondo Fedez, gli altri DDL andrebbero trattati secondariamente? C'è da dire che in Italia ci sono stati 212 reati "omofobi" negli ultimi 8 anni, in pratica una media di 26,5 reati all'anno, poco più di 2 al mese, quindi di quale emergenza "omofoba" si parla? 

La paura è che si voglia utilizzare questo disegno legge per punire e reprimere chi ha un pensiero opposto.
In Spagna, il 6 febbraio 2014, il cardinale Fernando Sebastián Aguilar (morto di recente), arcivescovo emerito di Pamplona, è stato iscritto nel registro degli indagati per “omofobia” per aver rilasciato un’intervista pubblicata sul quotidiano di Malaga, “Diario Sur” il precedente 20 gennaio, nel corso della quale, sulla premessa che la sessualità è orientata alla procreazione, faceva presente che all’interno di una relazione omosessuale tale finalità era preclusa. Potrà avere una mentalità chiusa, ma da qui ad indagarlo per omofobia ce ne vuole... In questo caso chi limità la libertà altrui?

Pertanto caro Fedez, torna a giocare con i bimbi minchia che a noi non la dai a bere...


Francesco Capizzi