martedì 17 luglio 2018
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Qualche anno fa, parlando di sacrifici con un saggio signore, mi dice " una trave nel tuo culo, agli occhi degli altri sembra un filo di paglia"...
Mai più frase è adatta alle mie vicende, tutti leggono ciò che mi accade e tutti pronti a commentare con frasi ad effetto come non mollare, siamo con te, non dargliela vinta...
Ricordo ancora a Ciccio, che per Santa Lucia, mi ha scritto "fratè, appena è possibile vengo", e se non fosse che di tanto in tanto me lo ripete, sarei andato a chi l'ha visto.
Ricordo anche Daniela, che non viene dalla scorsa estate, ma puntualmente commenta, "ce ne fossero di persone come te", "Ti stimo", "devo venirti a trovare"... e quando di tanto in tanto gli rispondi "ancora ti aspetto", scatta la frase fatta, in questo periodo non sono uscita... vai a guardare gli stati Istagram e ti rendi conto che in realtà non è mai rientrata a casa.
Poi ci sono quelli che puntualmente passano da piazza Olivella, e non appena mi vedono davanti la porta, iniziano a guardare il cielo come se stesse cadendo un meteorite, sino a superare il mio raggio d'azione visivo ed allora ritornano all'andatura normale, dimenticando che guardado il cielo non ottengono il dono dell'invisibilità. Ricordo ancora che nella seconda settimana in cui c'era la fiera del mediterraneo, ho invertito il giorno di chiusura dal lunedì al martedì per andare a trovare un mio amico che si esibiva in fiera.
Nei giorni a seguire questi finti amici, si sono avvicinati e mi hanno detto "Ciccio, ma che cosa è successo martedì? eravamo venuti per cenare ed abbiamo trovato chiuso, e subito abbiamo pensato, ci sono riusciti a farlo chiudere...
Con la calma di un monaco tibetano ho risposto, tranquilli, ho solo invertito il giorno di chiusura per andare in fiera..
Ah, meno male, c'eravamo preoccupati...Vabbe dai ci si vede presto.
Cioè fatemi capire, non venite mai se non per andare in bagno, quando in tarda serata in via Monteleone li chiudono e siete preoccupati per la mia eventuale chiusura? e soprattutto eravate venuti a cenare? quando nemmeno quando andate in bagno avete l'educazione di prendere una bottiglietta d'acqua di 1 €... Evitatele queste figure, lo dico per la vostra reputazione.
Poi ci sono gli impiegati comunali che mi dicono che sono con me... e pur continuo ad essere senza concessione di suolo pubblico...pensate se non fossero con me e fossero miei nemici.
Ed infine sempre a mio fianco, ci sono polizziotti, carabinieri, vigili e finanzieri... A sentir loro non dovrei perdere la fiducia nelle istituzioni.
Se volete facciamo a cambio, vediamo se a parti avverse avreste fiducia nelle istituzioni.
Come diceva il buon D'annunzio "imparerai a tue spese, che nel lungo cammino della vita, incontrerai tante maschere e pochi volti"
L'importante è continuare a camminare a testa alta... Naturalmente ringraziamo tutti coloro che malgrado le alte temperature continuano a frequentare il nostro locale.
Grazie di Cuore
domenica 24 giugno 2018
Fusorario: Chiuso per legalità
Siamo stati sempre abituati a leggere titoli di giornale con scritto chiuso per crisi, ma lo scenario che si potrebbe a breve verificare e che saremo costretti a chiudere per non diventare illegali.
Nella città dell'illegalità, qualcuno potrebbe pensare questo è pazzo, qualcuno ci invita a metterci a livello degli altri, ma non rientra nel nostro modo di pensare.
La cosa buffa, nella città dei paladini dell'antimafia, dove il sindaco si atteggia nelle parate della legalità, sfoggiando la giacca tirata a lucido e la fascia tricolore, con frasi ad effetto preparate per l'occasione... Il comune obbliga un intera categoria a diventare abusivi.
Per chi non lo sapesse, la scorsa estate il vicesindaco insieme ai presidenti di circoscrizione, in una riunione tenutasi in piazza Angelina Lanza, sulle difficoltà del quartiere come lo spaccio di droga e la movida selvaggia, ci informava che al 31 dicembre 2017 sarebbe scaduto il periodo sperimentale della delibera 252 del settembre 2014 che regola le concessioni di suolo pubblico e per tanto a partire da quella data, molte attività sarebbero rimaste sprovviste di autorizzazione, se non si fosse fatta una proroga alla delibera in questione oppure una nuova delibera.
Ma che volete, prima erano impegnati alle elezioni regionali per accaparrarsi nuove poltrone e siamo arrivati al 31 dicembre senza fare progressi. A metà gennaio visto che c'era la corsa all'elezioni nazionali e quindi alle nuove poltrone, si pensò di fare una proroga alla delibera 252 del settembre 2014, in modo da farsi la campagna elettorale e dopo il 4 marzo si sarebbero messi al lavoro per la nuova delibera. Pertanto fissarono la scadenza della proroga al 31 aprile 2018, in modo da avere quasi due mesi post elezioni, per fare questo nuovo regolamento prima dell'inizio dell'estate.
Ma fra un pranzo ed una cena, pasqua, pasquetta, il 25 aprile ed il primo maggio, la nave dell'ipocrisia e qualche manifestazione pro accoglienza per salvare gli introiti milionari dei centri di accoglienza... il nuovo regolamento non è stato nemmeno discusso.
Centinaia e centinaia di attività, se non quasi tutte come riferito dalla sovrintendenza, sono senza concessione ed attualmente sono sanzionabili con tanto di denuncia penale per l'art 633 del Codice Penale.
Giovanni Felice, dell'associazione Confimprese chiede alla municipale di avere buon senso e di non sanzionare chi occupa abusivamente il suolo pubblico, invitando l'amministrazione ad essere celeri nell'approvazione del nuovo regolamento.
(Proposta di Giovanni Felice)
Ma nessuno coglie veramente il messaggio lanciato da questa amministrazione, nel menefreghismo più totale nei confronti dell'unica categoria che manda avanti la città, questa ammistrazione in silenzio ci invita a delinquere. Il messaggio è se vuoi lavorare, devi occupare abusivamente il suolo pubblico e per tanto essere sanzionabile, naturalmente non lo dicono in maniera esplicita, ma se lasciano fare senza porre freno, poi anche il più onesto diventa disonesto.
Che poi chiederei a Giovanni Felice, con cui ho un bellissimo rapporto, come può un associazione di categoria chiedere ad una forza di polizia di avere buon senso? a questo punto se un individuo ha difficoltà economiche e fa una rapina, si potrebbe chiedere al giudice buon senso... Mi permetto di dissentire, se le concessioni come confermato dal suap e dalla sovrintendenza sono scadute al 31 dicembre, tutti dovevano sgomberare in attesa del nuovo provvedimento concessorio.
La cosa più allucinante è che malgrado hanno esposti, pec, sollecitazioni telefoniche, se ne sbattono e non fanno cessare gli abusi, trincerandosi sulla solita frase, siamo sotto organico.
A questo punto la procura è l'unica che mi può dare forse qualche soddisfazione, perchè quando un tutore della legge, non fà rispettare la legge, per il mio modo di pensare deve andare a casa.
Siamo vittime dell'ignoranza, se il popolo palermosauro avesse votato con la testa, a quest'ora non saremmo qui a parlare, ma visto che ha votato con il culo, ha barattato il rinnovamento della città, con una passeggiata da disoccupato in via Maqueda, in attesa di emigrare all'estero. Ed a causa loro ci dobbiamo tenere un sindaco che elogia la comunità cinese che sfrutta i lavoratori a 500€ al mese a nero. (Lavoratori sfruttati dai cinesi, smascherati dalle Iene)
Lo stesso sindaco che partecipa ad una festa Tunisina, in un locale beccato qualche mese prima ad occupare abusivamente il suolo pubblico, con carenze igieniche, con assenza di autorizzazione sanitaria, assenza di piano di autocontrollo, assenza di certificazione impianto elettrico... ed anche se nel frattempo si sarebbe regolarizzato, ma ne dubito, l'evento era in totale violazione alle delibere ed ordinanze firmate dallo stesso sindaco.
(Primo controllo Pub-hammamet)
(Articolo seconda multa pub Hammamet 20 giorni dopo)
Per non parlare della patetica manifestazione prò accoglienza, mostrando la loro infinita umanità, quando di fronte decine di prostitute nigeriane, mostravano tette e culi, alla ricerca di clienti.
Venite in Italia, un vita dignitosa vi aspetta...
Che volete farci, Palermo premia l'illegalità e noi non ci sentiamo più di investire e perdere denaro in questa città.
Francesco Capizzi
lunedì 14 maggio 2018
Lavoro istruzioni per l'uso (ciò che i sindacati non vi dicono)
Con quest'articolo finirò di inemicarmi l'intera classe degli imprenditori di tutte le categorie. A Palermo ed in molte città italiane molte persone sono convinte di andare a lavorare e spesso difendono a spada tratta coloro che gli offrono un lavoro, in realtà la parola esatta non è lavoro, ma SFRUTTAMENTO.
Con contratto o senza contratto, nessun impiegato riceve una formazione reale su quelli che sono i suoi diritti e doveri. Ed i sindacati che tutti conosciamo restano nei loro uffici impassibili a questo malessere sociale, tanto loro si che hanno uno stipendio regolare.
Ieri usciva l'ennesimo servizio delle Iene che metteva in ridicolo il nostro "amato" Sindaco. Infatti, proprio qualche giorno fà il Sindaco Orlando, ringraziava i cinesi che danno posti di lavoro ai palermitani. Si sà, lui il sindaco lo sà fare e come schema da buonista di sinistra, il primo pensiero è elogiare l'operato di extracomunitari, peccato che come dimostrato dalle Iene, questi imprenditori, sfruttavano i dipendenti con paghe da fame e soprattutto a nero. (servizio Iene)
Ma i cinesi non sono i soli sfruttatori dei lavoratori. Sabato scorso due miei clienti mi annunciano che si stanno per trasferire in Germania. Gli chiedo come mai, proprio adesso che hanno trovato un lavoro in un bar di via Ruggero Settimo. Mi risponde tu un contratto di lavoro per 4 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, 630€ al mese, che in realtà sono 10 ore di lavoro al giorno per 6 giorni, lo chiami lavoro? Come dargli torto.
Anche mio cugino andando a lavorare in via Maqueda in una nota gelateria, era obbligato a lavorare 10 ore al giorno per 800€ al mese. Lui ora è in Francia.
Di questi casi ne sento a migliaia. Ma dovete capire che il problema è culturale, qui la cultura dello sfruttamento è capillare e funziona con il silenzio assenso delle forze dell'ordine e dei sindacati, nei paesi evoluti e civilizzati è illegale. Quindi mentre qui l'eccezione è il lavoro regolare, lì l'eccezione è il lavoro nero ed è per questo che lì troverete prodotti e servizi a prezzi maggiorati, perché la qualità di vita è commisurata allo stipendio ed è per questo che in posti come l'Inghilterra per lavapiatti cercano Italiani ed Extracomunitari. Lo stipendio da lavapiatti per il tenore di vita inglese è una miseria ed è per questo che sono lavori che destinano agli stranieri. Un palermitano che sino alla partenza aveva lavorato per un piatto di riso come i Cinesi, quando gli propongono uno stipendio da 1000€/1200€ al mese con contratto regolare fa i salti di gioia. (fonte)
Peccato che dopo qualche mese, facendo i conti con il tenore di vita inglese, tornano quasi tutti in patria con la coda sotto le gambe. La stessa cosa avviene in Italia con l'agricoltura, la sinistra vi dirà che è un lavoro che gli Italiani non vogliono fare e pertanto lo delegano agli extracomunitari. La realtà è che un lavoro quasi sempre a nero o con contratti falsi e con 12/15 ore lavorative e visto che è un lavoro pesante, nessuno lo vuole fare. Provate a ridurre le ore di lavoro in campagna ed a dare uno stipendio di 1500€ al mese e poi vediamo se nessuno lo vuole più fare...
Quello che non vi dicono, è che in Italia i lavoratori avrebbero diritto a paghe migliori ed orari di lavoro più dignitosi. Ma la sinistra ed i sindacati hanno scelto per voi ed hanno messo a tecere in nome della resistenza anni ed anni di conquiste sociali. Nessuno vi ha mai detto, che quel cattivone di Mussolini, aveva ridotto i contratti di lavoro degli italiani da 48 a 40 ore settimanali, per dare al lavoratore maggior tempo per se, perché per lui si doveva lavorare per vivere e non vivere per lavorare.
Pertanto oggi nessuno vi dirà che un lavapiatti in Italia, con regolare contratto full time di 48 ore settimanali dovrebbe guadagnare circa 1450€, di fatto la paga sindacale è di 7,08€ l'ora. E più si sale di livello e più aumenta la paga oraria. Capito cosa non vi dicono. In Italia un lavapiatti con contratto regolare, guadagnerebbe di più di un lavapiatti in Inghilterra, stando a casa propria. Permettono che i datori di "lavoro", vi sfruttino senza informarvi su quali sono i vostri diritti.
A questi importi si sommano le varie festività godute e non godute, le malattie, le maggiorazioni per gli orari notturni (25%), le tredicesime, le quattordicesime, ed infine gli straordinari. Sono un impiegato pubblico conosce realmente i suoi diritti, per gli altri è il datore di lavoro a decidere, quanto pagare e quante ore lavore, poi commisura l'eventuale busta paga con l'importo che vi dà e non con le reali ore di lavoro effettuate.
Alla luce di queste informazioni quanto vi sentite sfruttati?
Sappiate che Il contratto collettivo nazionale di lavoro (abbreviato CCNL) è, nel diritto del lavoro italiano, un tipo di contratto di lavoro stipulato a livello nazionale tra le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori dipendenti e i loro datori di lavoro ovvero dalle rispettive parti sociali in seguito a contrattazione collettiva e successivo relativo accordo.
Il CCNL nasce nel 1927 su approvazione del Gran consiglio del Fascismo è dal 1941 diventa uno strumento giuridico. Con questo accordo Stato, datori di lavoro e sindacati stabiliscono i termini dei contratti di lavoro per categoria. Paga, minimo sindacale, permessi, riposi, ferie, assegni familiari, malattie... Tutte cose che oggi vi sognate, in uno stato che da come incentivi alle imprese l'assunzione di ex detenuti ed extracomunitari.
Nella speranza che prima o poi aprirete gli occhi ed inizierete a reclamare i vostri diritti, Vi auguro che possiate trovare un lavoro dignitoso che vi renda liberi ovunque voi vogliate.
Francesco Capizzi
mercoledì 2 maggio 2018
Nella guerra fra residenti e commercianti è il comune da condannare
Come ogni estate arriva in comune il dibattito fra diritto al lavoro e diritto al riposo. Inizia un lungo periodo di bagarre, dove entrambe le fazioni se ne diranno di tutti i colori e ne usciranno entrambi sconfitti e come sempre a vincere la battaglia saranno gli abusivi. Come tutti gli anni il comune tenterà di mettere una pezza, stringerà il campo d'azione delle attività regolari, ma nulla cambierà, ed i residenti, continueranno a passare notti insonni.
Entrambe le fazioni non hanno capito che l'unico soggetto da condannare è il Comune di Palermo, in quanto la sua funzione è quella di garante dei cittadini a prescindere dalla categoria che rappresentano.
Di fatto potremmo anche chiudere i locali notturni, ma chi garantirà che gli abusivi se ne andranno? Il 30 aprile, chiudendo la mia attività, sono passato intorno all'1,30 da piazza Sant'Anna. A parte un locale, nessuno aveva suolo pubblico, eppure malgrado fosse un lunedì i ragazzi bivaccano in enormi quantità in piazza, fra suoni, balli, urli e schiamazzi. Chi con la chitarra, chi con cori da stadio, chi suonava i clacson dei loro mezzi, malgrado fossimo in un area pedonale... nessuno di questi individui garantiva il diritto al riposo. Eppure poco più avanti a piazza Rivoluzione, vi era un silenzio tombale. Le persone sedute e composte, che sorseggivano un drink. Il primo problema della movida è l'alcol a basso prezzo. Più bevono, più urinano, più urlano e più schiamazzano. Se una ditta paga le tasse ed ha il personale in regola, non può permettersi di fare sconti e prezzi stracciati.
Ma torniamo al nocciolo del discorso, quali sono i doveri del comune?
Il comune deve concedere qualora ci sono i requisiti, il suolo pubblico. nell'ipotesi che non ci siano i requisiti, il comune deve verificare costantemente affinchè la ditta in questione non occupi quello spazio. Nell'ipotesi che ci siano i requisiti, il comune deve verificare che vengano rispettati gli spazi concessi e non lo deve fare una tantum, ma settimanalmente.
Il comune ad oggi a parte rari casi, non ha fatto nell'uno e nell'altro e quindi in città regna l'anarchia.
Chi non è autorizzato, occupa abusivamente il suolo pubblico. Chi è autorizzato, ne occupa di più. Nessuno può fare musica all'esterno e quasi tutti la fanno. Pertanto come abbiamo dimostrato dal 2013 ad oggi, non mancano le regole e le leggi. Manca il controllo del territorio e con l'ennesima ordinanza non si risolverà nulla.
A dimostrazione di ciò che affermo, vi mostro due documenti del suap. Il primo datato 17 giugno 2016 firmato dal ex dirigente Patrizia Milisenda, che casualmente subito dopo le mie pressioni ha deciso di cambiare ufficio. Il 23 maggio 2016, inviavo al Suap le foto di 3 strutture presenti all'Olivella e chiedevo quali di queste potevo istallare, visto e considerato che in caso di pioggia i miei ombrelloni facevano acqua, ed il suap mi rispose che nessuna di quelle strutture erano istallabili e che avrebbero girato la segnalazione alla Polizia Municipale...
Successivamente ne ho inviate parecchie di altre pec senza risposta e senza che gli abusi venissero tolti. Quando mi fu bocciata la pratica di suolo pubblico, perchè mancava l'autorizzazione della macelleria, inviai una nuova pec dove mostrovo tutte le strutture della piazza e delle vie limitrofe, con le relative motivazioni sul perché non potevano essere autorizzate. Mi rispondono dicendo che dalla mia nota, vedono il perdurare degli abusi e pertanto richiedono un accertamento urgente alla Polizia Municipale.
Per ovvi motivi non posso condividere gli esposti. Alla luce di queste informazioni, questi documenti ufficiali mostrano che malgrado il sottoscritto in questi 2 anni ha evidenziato, con prove certe, le violazioni della delibera comunale 252 del settembre 2014. Ad oggi nessuno è riuscito a far cessare questi abusi e pertanto l'unica azienda penalizzata a piazza Olivella è la mia che dal 31 dicembre 2017 ha perso la possibilità di poter utilizzare il suolo pubblico. E dal 2013 è stata penalizzata in quanto l'unica ad avere una struttura aperta... Chi è abusivo, chi non rispetta le regole, le leggi e le delibere continua a farlo e continuerà a farlo, anche con la prossima ordinanza o delibera sindacale.
Inoltre sempre nella suddetta delibera, all'art. 19 recita che qualora un attività commerciale è stata sanzionata per la seconda volta, perde la concessione del suolo pubblico. E per la durata di un anno non potrà richiedere una nuova concessione... Ad oggi quante concessioni sono state revocate? ve lo dico io... Nessuna.
Pertanto caro amico, l'unica cosa che possiamo fare insieme, per i miei ed i tuoi diritti è fare causa al comune per inadempienza e chiedere oltre i danni fisici, economici e morali, le dimissioni di Orlando e della sua giunta.
Se la pensi come me, passa la voce e condividi.
Francesco Capizzi
Portavoce del Popolo della Legalità
lunedì 16 aprile 2018
La paura fa 90, occorrono rinforzi...
Sembrava un mercoledì qualunque, era l'11 aprile 2018, quando due persone entrarono nel mio locale, all'aspetto sembravano turisti, si avvicinano al bancone, zainetto in spalla con abbigliamento sportivo.
Buonasera, vi volete accomodare? Il primo mette mano al portafogli ed estrae il tesserino, sussurrando sono dell'ispettorato del lavoro, c'è il titolare? Piacere, Francesco Capizzi, in cosa posso aiutarla?
- Siamo qui per controllare la sua attività, per caso i vigili urbani ce l'hanno con lei?
Sorrido e rispondo, perché si vede così tanto?
- Sà, passavamo ed in mezzo a tutto questo ben di dio, notavamo che lei è l'unico senza tavoli esterni.
Ed aggiungo, ed anche senza insegna.
- Infatti, non riuscivamo a trovarla.
Al centro storico è vietata, ma solo al Fusorario.
- Siamo qui, perché la Municipale ci ha chiesto di controllarla.
Che carini, sono proprio affezionati a me.
- Posso entrare in cucina per verificare il personale che sta operando?
Entri pure.
- Ma non c'è nessuno.
Mi spiace deluderla, ma durante la settimana incasso 100€ al giorno, ho dato la giornata libera al nostro dipendente.
- E lei gestisce questo locale da solo?
Se vuole passiamo la serata in compagnia e le dimostro come si fa.
- A noi risultano 2 impiegati.
Che strano pensava di trovare personale a nero ed invece trova personale in meno... Il comune non ci ha rinnovato la concessione ad occupare il suolo pubblico e pertanto non abbiamo rinnovato il contratto ad una nostra collaboratrice il cui contratto scadeva il 31 marzo 2018.
- Lei che fa contratti da poche ore e poi li fa lavorare tutta la notte?
Guardi in questa maniera operano i miei colleghi, i miei dipendenti vengono pagati per le reali ore di lavoro.
- Sà a quanto ammontava la multa se trovavamo personale a nero?
Si, 3000€ per ogni persona, più una sanzione per ogni giorno di lavoro nero dichiarato dal dipendente, ma visto che non vedo l'ispettorato del lavoro da quando ho aperto, credo che ne avrete fatte poche di multe in zona.
- Effettivamente l'ultima volta, che abbiamo fatto un controllo in zona era fra il 2008-2009.
Che culo e dopo 10 anni, venite proprio al Fusorario, con tanto lavoro nero che c'è in zona?
- Ci hanno detto di controllare solo lei e noi comunque dobbiamo dare una risposta alla Municipale. Il collega stupito, mi dice, non abbiamo visto mai una persona reagire come lei...
E cosa dovrei fare? è il sesto controllo in un anno, ormai la prendo con filosofia, un ulteriore prova per il mio esposto.
- In che senso?
Guardi io presento esposti dal 2013 e spesso questi vengono ignorati, la municipale invia un esposto e subito accorrete, quando ad oggi in tutto il circondario non avete controllato nessuno, non le sembra una vessazione? La legge non dovrebbe essere uguale per tutti?
- Gli esposti bisogna saperli fare...
Eppure la cosa strana e che se invio gli esposti agli organi di controllo vengono ignorati, se li inoltro alla procura, fioccano gli indagati.
- E chi sarebbero questi indagati?
3 agenti della municipale e 2 impiegati del locale di fronte che ha chiuso. Ecco perché i vigili urbani ce l'hanno con lei.
- Comunque dobbiamo multarla per violazione della privacy dei dipendenti, in quanto le sue telecamere riprendono la loro attività.
Mi scusi, le telecamere le ho istallate prima della loro assunzione e comunque non servono per monitorarli da lontano in quanto ci sono sempre io presente, le ho istallate per tutelare i beni patrimoniali della mia azienda, in quanto ho subito degli attentati. Inoltre i dipendenti mi hanno firmato una liberatoria alle riprese, ed infine i luoghi di produzione non sono soggetti a ripresa. Ma su questo punto non hanno voluto sapere ragioni. Non trovando personale a nero, mi chiedono comunque di andare presso i loro uffici e portare gli ultimi 5 anni di contratti di lavoro, versamenti Inps, Inail e buste paga.
Caro lettore appassionato delle mie battaglie, come vedi la paura fa 90. In una città normale un cittadino che denuncia dovrebbe ricevere una medaglia, ed invece io subisco continui attacchi nella vana speranza di farmi cessare. La realtà è che il sottoscritto ha scoperto un formicaio di irregolarità, fatto di omissioni d'atti di ufficio, di concessioni date a chi non poteva averle, di controlli non effettuati... e più scavo e più cose escono fuori.
Come disse il mio Avvocato all'assesore Marano, alla camera di commercio, dopo che mi tirarono la bottiglia incendiaria, "la questione degli abusivi sollevata dal sig. Capizzi è solo la punta dell'iceberg". L'assessore con la sua tipica espressione da particella dell'acqua Lete, si limitò a sorridere.
Nessuno poteva immaginare il danno creato da questo iceberg. Gli attuali indagati sono soltanto la punta di questo iceberg, il bello deve ancora venire...
Francesco Capizzi
Portavoce del #popolodellalegalità
domenica 8 aprile 2018
Siciliani in fuga. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso.
Mensilmente il quadro clinico della nostra regione a livello occupazionale, si avvicina alla cartella clinica di un malato terminale. Secondo Palermo Today nel 2017, 10 milioni di siciliani hanno abbandonato la propria terra per andare all'estero. (Articolo) In Sicilia il tasso di disoccupazione è fra i più alti d'Europa. Eppure in molti avevano lanciato #sarabellissima ed hanno vinto per scoprire che nell'ultimo ventennio, non hanno capito niente. Il 2017 è stato per i Siciliani in particolare, l'anno delle elezioni. Prima le comunali, dove per i Palermosauri è bastato abbellire Palermo negli ultimi 6 mesi, dopo 4 anni e mezzo di disastrosi risultati, per rivotare il candidato uscente Leoluca Orlando. Qualche mese più tardi al grido del nuovo che avanza, affidano la regione Sicilia a Musumeci, che dopo mesi di belle parole, lascia la Sicilia in uno stato di agonia peggiore di quello lasciato dallo zio Saruzzo. Ma l'elettore medio non si è fatto intimorire dalle false promesse di due campagne elettorali, ha deciso che il 4 marzo tutto sarebbe cambiato, poi ha atteso il 23 marzo ed ora nemmeno accenna a parlare dell'argomento. Morale della favola, gli italiani ed ancor di più i Siciliani, di politica non ne masticano, meglio parlare di calcio.
A differenza però dei fratelli del nord, loro sono attaccati a questo essere agonizzanti. Non solo foraggiano, una politica marcia che pensa solo a se stessa, ma alimentano quei vecchi sistemi che ci mantengono 30 anni indietro rispetto al nord Italia.
E' un dato assodato che la politica non fa niente per risolvere il problema occupazionale, ma nemmeno noi facciamo nulla per cambiare queste cose. Le famiglie siciliane investono nei propri figli facendoli laureare, per poi scoprire che dopo la laurea, ormai in età avanzata non c'è un lavoro commisurato al loro titolo di studio e l'unica offerta è sottopagata a nero, che li scarterà a priori, in quanto non avendo mai lavorato, hanno più possibilità di ottenere l'ingrato lavoro coloro che non hanno studiato ed hanno iniziato ad essere sfruttati sin da giovani. Nessuno che conosce cosa sia una paga sindacale, le ferie, il roll, i premi di produzione, sono tutti privilegi di una società evoluta. Ma guai a farlo notare, nel momento in cui lo farai notare, diventerai il nemico dei siciliani, persino di quelli che dicono che lavoro non ce n'è. Per non parlare delle varie aziende che offrono "lavoro", se vengono a sapere che qualcuno assume con contratti regolari fanno il tutto ed il possibile per denigrarlo, mostrificandolo.
In tutto questo frangente il Siciliano di qualsiasi ceto sociale, lamenta che per i propri figli occupazione non ce n'è, ma continua a foraggiare tutte quelle aziende abusive, che non solo non daranno lavoro a nessuno, ma toglieranno flussi economici a quelle poche aziende che lo fanno.
La frutta ormai è un cult, si compra sulle strisce pedonali, fra polveri sottili e diossina, a poco prezzo e rigorosamente a nero, perché quel fesso del supermercato la vende più cara, in quanto è costretto a dare un lavoro regolare, a pagare le tasse ed a dare un servizio differente, dove il consumatore sceglie il prodotto buono e scarta quello brutto. La testa non gli fa pensare che boicottando l'abusivo e scegliendo il supermercato, con l'aumento del suo volume di affari, avrà bisogno di un altro commesso. Lo stesso ragionamento vale per tutti i settori dall'edilizia, alla manovalanza, le pescherie... Più l'abusivismo cresce, maggiore saranno i nostri giovani costretti ad emigrare. Ma non pensate che il problema sia solo dei giovani, in quanto con l'aumento esponenziale del lavoro nero e dei furboni, aumenta l'età pensionabile e diminuiscono le tutele come la disoccupazione, la cassaintegrazione...
Come vedete, ma capisco che in pochi capiranno è un cane che si morde la coda.
Quando poi all'ultima spiaggi questi giovani si trasferiscono a nord ed ancor meglio all'estero e respirano civiltà, diritti, socializzazione, da amanti sfegatati della propria terra, trasformano il proprio amore in odio, in quanto amano profondamente il suo profumo, il suo colore, il suo mare, il suo sole, ma non gli perdonano di non avergli dato un futuro, una vita dignitosa, una casa ed una propria famiglia e l'amore si trasforma in odio viscerale.
Il cambiamento parte da noi, ma se siamo noi a finanziare ed esaltare in nome della tradizione, l'arretratezza che ci distingue rispetto ai paesi evoluti, smettiamo di lamentarci e prendiamo ciò che madre terra ci offre.
Francesco Capizzi
giovedì 5 aprile 2018
Il Fusorario non si arrende, si difende.
Continua la telenovella con il Comune di Palermo e nello specifico con il Suap e come nelle migliori soap, le trame si ingarbugliano e si infittiscono con colpi di scena inaspettati.
Per chi ci ha seguiti, malgrado le continue segnalazioni di illeciti compiuti dalle attività commerciali limitrofe alla mia, illeciti fra l'altro confermati dal Suap, NULLA è cambiato per loro, anzì spesso e volentieri hanno ottenuto delle concessioni se pur non potevano averle.
Per noi la musica è differente, malgrado avevamo presentato il rinnovo della pratica del suolo pubblico il 05 ottobre 2017, dopo oltre 50 giorni ci veniva detto che dovevamo ridurre l'area e ci venivano date indicazioni in merito dallo stesso funzionario amministrativo del comune. Il 15 dicembre 2017 presentiamo le modifiche da loro richieste e 65 giorni dopo, veniamo a scoprire che la pratica non era stata presa ancora in considerazione. Il comune ha 90 giorni di tempo per lavorare la pratica, ma al 102° giorno, riceviamo la bocciatura della nostra richiesta di concessione, per 3 motivazioni differenti.
La prima dopo aver dimostrato l'errore compiuto dall'ufficio mobilità, modificavano la piantina dell'area pedonale di piazza Olivella, tracciando una linea immaginaria che riduceva l'area pedonale ed a dir loro se qualche auto parcheggiasse nell'area pedonale con la nostra concessione si intralcerebbe il traffico.
Forse il suap ha dimenticato com'era piazza Olivella...
e non sà come è diventata grazie ai nostri continui esposti
Eppure noi eravamo già lì ordinati ed autorizzati.
Il secondo punto che attesta la bocciatura della pratica fa sbellicare dalle risate. In poche parole non ci siamo tenuti ad 1,20mt dal nostro vicino.
Direte che c'è da ridere? Nel 2013 presentai io tutte le pratiche di suolo pubblico per l'Olivella. Su 8 pratiche presentate ne furono approvate 6, mentre le pratiche del locale "A rarigghia n'Toni" e del locale "Al desiderio" non furono approvate, in quanto si trovavano all'interno del triangolo di visibilità e pertanto non potevano essere autorizzate. Ma per loro non è mai stato un problema, infatti come ampiamente dimostrato in tutte le sedi hanno continuato ad occupare abusivamente il suolo pubblico. Nel 2014 mi occupai io personalmente di presentare le pratiche di rinnovo per 3 attività. Le altre, alcune decisero di rinnovare per conto proprio, altre di non rinnovare, visto che alcuni occupavano il suolo pubblico a costo zero. Successivamente l'attività alla mia destra "Caligola" decise di vendere. Il nuovo gestore chiese il suolo pubblico e gli fù concesso a 20 cm da quello a noi autorizzato. Mentre di recente viste le mie continue denuncie hanno deciso di autorizzare il locale "Al desiderio" (un modo come un altro per aiutarlo), autorizzandolo a 5 cm dalla nostra autorizzazione. Entrambe le richieste seguendo il ragionamento del Suap, non potevano essere autorizzate, in quanto violavano art. 5 comma 2 del regolamento comunale per le concessioni del suolo pubblico. Eppure furono autorizzate . Per tanto nell'incontro con il tecnico del comune il sig Cusumano, chiedo lumi... E lui mi risponde "abbiamo sbagliato ad autorizzarli, ma se abbiamo sbagliato una volta non è detto che dobbiamo sbagliare anche con lei, pertanto si deve tenere ad 1,20 mt dal suo vicino".
Capito il metro di misura di questi signori? io, impiegato comunale assegno una concessione di suolo pubblico a chi non potrebbe averla, in quanto da un lato ci sono già io e dall'altro occorre lasciare 5 mt del famoso triangolo di visibilità. Il gestore di un altra attività, fa notare lo sbaglio da loro commesso e che fanno, negano l'autorizzazione a me che gli ho fatto notare lo sbaglio a vantaggio di chi non rispetta le regole. Di fatto il gestore in questione come dimostrato nei vari controlli effettuati su nostra sollecitazione è stato beccato più volte come riportato dai giornali ad occupare 42 mq in più oltre a quelli autorizzati, a non avere l'autorizzazione sanitaria esterna per l'area in eccesso, utilizzando delle tende a parete che deturpano un edificio a valenza storica, con arredamenti vietati nella delibera 252 del settembre 2014...
Ma adesso viene il bello nella delibera 252 del settembre 2014 che il Suap applica a piacimento, vi è scritto a chiare lettere...
l'art 19 al punto 2 della delibera 252 del settembre 2014 recita IL TITOLARE DELLA CONCESSIONE INCORRE NELLA DECADENZA DEL PROVVEDIMENTO, DICHIARATA DAL COMPETENTE UFFICIO COMUNALE NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE, NEL CASO IN CUI VENGA ACCERTATO IL PERDURARE DI UNA VIOLAZIONE GIA' ACCERTATA CON PRECEDENTE VERBALE.
Per chi ci ha seguiti, malgrado le continue segnalazioni di illeciti compiuti dalle attività commerciali limitrofe alla mia, illeciti fra l'altro confermati dal Suap, NULLA è cambiato per loro, anzì spesso e volentieri hanno ottenuto delle concessioni se pur non potevano averle.
Per noi la musica è differente, malgrado avevamo presentato il rinnovo della pratica del suolo pubblico il 05 ottobre 2017, dopo oltre 50 giorni ci veniva detto che dovevamo ridurre l'area e ci venivano date indicazioni in merito dallo stesso funzionario amministrativo del comune. Il 15 dicembre 2017 presentiamo le modifiche da loro richieste e 65 giorni dopo, veniamo a scoprire che la pratica non era stata presa ancora in considerazione. Il comune ha 90 giorni di tempo per lavorare la pratica, ma al 102° giorno, riceviamo la bocciatura della nostra richiesta di concessione, per 3 motivazioni differenti.
La prima dopo aver dimostrato l'errore compiuto dall'ufficio mobilità, modificavano la piantina dell'area pedonale di piazza Olivella, tracciando una linea immaginaria che riduceva l'area pedonale ed a dir loro se qualche auto parcheggiasse nell'area pedonale con la nostra concessione si intralcerebbe il traffico.
Forse il suap ha dimenticato com'era piazza Olivella...
e non sà come è diventata grazie ai nostri continui esposti
Eppure noi eravamo già lì ordinati ed autorizzati.
Il secondo punto che attesta la bocciatura della pratica fa sbellicare dalle risate. In poche parole non ci siamo tenuti ad 1,20mt dal nostro vicino.
Direte che c'è da ridere? Nel 2013 presentai io tutte le pratiche di suolo pubblico per l'Olivella. Su 8 pratiche presentate ne furono approvate 6, mentre le pratiche del locale "A rarigghia n'Toni" e del locale "Al desiderio" non furono approvate, in quanto si trovavano all'interno del triangolo di visibilità e pertanto non potevano essere autorizzate. Ma per loro non è mai stato un problema, infatti come ampiamente dimostrato in tutte le sedi hanno continuato ad occupare abusivamente il suolo pubblico. Nel 2014 mi occupai io personalmente di presentare le pratiche di rinnovo per 3 attività. Le altre, alcune decisero di rinnovare per conto proprio, altre di non rinnovare, visto che alcuni occupavano il suolo pubblico a costo zero. Successivamente l'attività alla mia destra "Caligola" decise di vendere. Il nuovo gestore chiese il suolo pubblico e gli fù concesso a 20 cm da quello a noi autorizzato. Mentre di recente viste le mie continue denuncie hanno deciso di autorizzare il locale "Al desiderio" (un modo come un altro per aiutarlo), autorizzandolo a 5 cm dalla nostra autorizzazione. Entrambe le richieste seguendo il ragionamento del Suap, non potevano essere autorizzate, in quanto violavano art. 5 comma 2 del regolamento comunale per le concessioni del suolo pubblico. Eppure furono autorizzate . Per tanto nell'incontro con il tecnico del comune il sig Cusumano, chiedo lumi... E lui mi risponde "abbiamo sbagliato ad autorizzarli, ma se abbiamo sbagliato una volta non è detto che dobbiamo sbagliare anche con lei, pertanto si deve tenere ad 1,20 mt dal suo vicino".
Capito il metro di misura di questi signori? io, impiegato comunale assegno una concessione di suolo pubblico a chi non potrebbe averla, in quanto da un lato ci sono già io e dall'altro occorre lasciare 5 mt del famoso triangolo di visibilità. Il gestore di un altra attività, fa notare lo sbaglio da loro commesso e che fanno, negano l'autorizzazione a me che gli ho fatto notare lo sbaglio a vantaggio di chi non rispetta le regole. Di fatto il gestore in questione come dimostrato nei vari controlli effettuati su nostra sollecitazione è stato beccato più volte come riportato dai giornali ad occupare 42 mq in più oltre a quelli autorizzati, a non avere l'autorizzazione sanitaria esterna per l'area in eccesso, utilizzando delle tende a parete che deturpano un edificio a valenza storica, con arredamenti vietati nella delibera 252 del settembre 2014...
Ma adesso viene il bello nella delibera 252 del settembre 2014 che il Suap applica a piacimento, vi è scritto a chiare lettere...
l'art 19 al punto 2 della delibera 252 del settembre 2014 recita IL TITOLARE DELLA CONCESSIONE INCORRE NELLA DECADENZA DEL PROVVEDIMENTO, DICHIARATA DAL COMPETENTE UFFICIO COMUNALE NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE, NEL CASO IN CUI VENGA ACCERTATO IL PERDURARE DI UNA VIOLAZIONE GIA' ACCERTATA CON PRECEDENTE VERBALE.
Capito bene? se viene accertata una seconda violazione, viene ritirata la concessione ad occupare il suolo pubblico... Secondo voi quante concessioni sono state ritirate dal 2014 ad oggi?
Art. 19. punto 3 della
stessa delibera : IL TITOLARE DELLA CONCESSIONE DICHIARATA DECADUTA
DOVRA' PROCEDERE NEI TERMINI INDICATI NEL PROVVEDIMENTO DI DECADENZA
A RIMUOVERE I MANUFATTI CON CONSEGUENTE RIPRISTINO DELLO STATO DEI
LUOGHI; IN CASO SI INOTTEMPERANZA A TALE OBBLIGO, L'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE PROVVEDERA' DIRETTAMENTE CON RIVALSA DELLE RELATIVE SPESE.
Nessuna concessione ritirata e nessuna rimozione forzata degli abusi è stata fatta da parte del Comune
Nessuna concessione ritirata e nessuna rimozione forzata degli abusi è stata fatta da parte del Comune
Art. 19 punto 4 della
stessa delibera: IN CASO DI DECADENZA DEL PROVVEDIMENTO ACCESSORIO,
NON E' AMMESSO IN CAPO AL TITOLARE DELL'ATTO DECADUTO IL RINNOVO
DELLA CONCESSIONE PER 1 ANNO. LA DECADENZA NON DA' DIRITTO AL
RIMBORSO DEL CANONE EVENTUALMENTE SOSTENUTO.
Le attività che hanno subito il ritiro dell'autorizzazione non possono richiedere una nuova autorizzazione per un anno e non possono richiedere il rimborso del canone versato.
Morale della favola, le leggi ed i regolamenti, non vengono fatti ad uso e consumo di chi li applica, ma fungono da regola generale UGUALE PER TUTTI. Quando un pubblico ufficiale commette un errore, il suo errore non deve ricadere sul fesso di turno, ma ricade su se stesso. Chi sbaglia paga...
Nel terzo punto ci chiedono di mantenerci nella parte prospiciente alla nostra attività ed ancora non abbiamo capito dove era l'eccedenza, visto che si siamo mantenuti alle loro richieste.
Le attività che hanno subito il ritiro dell'autorizzazione non possono richiedere una nuova autorizzazione per un anno e non possono richiedere il rimborso del canone versato.
Morale della favola, le leggi ed i regolamenti, non vengono fatti ad uso e consumo di chi li applica, ma fungono da regola generale UGUALE PER TUTTI. Quando un pubblico ufficiale commette un errore, il suo errore non deve ricadere sul fesso di turno, ma ricade su se stesso. Chi sbaglia paga...
Nel terzo punto ci chiedono di mantenerci nella parte prospiciente alla nostra attività ed ancora non abbiamo capito dove era l'eccedenza, visto che si siamo mantenuti alle loro richieste.
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