lunedì 14 maggio 2018

Lavoro istruzioni per l'uso (ciò che i sindacati non vi dicono)




Con quest'articolo finirò di inemicarmi l'intera classe degli imprenditori di tutte le categorie. A Palermo ed in molte città italiane molte persone sono convinte di andare a lavorare e spesso difendono a spada tratta coloro che gli offrono un lavoro, in realtà la parola esatta non è lavoro, ma SFRUTTAMENTO.

Con contratto o senza contratto, nessun impiegato riceve una formazione reale su quelli che sono i suoi diritti e doveri. Ed i sindacati che tutti conosciamo restano nei loro uffici impassibili a questo malessere sociale, tanto loro si che hanno uno stipendio regolare.

Ieri usciva l'ennesimo servizio delle Iene che metteva in ridicolo il nostro "amato" Sindaco. Infatti, proprio qualche giorno fà il Sindaco Orlando, ringraziava i cinesi che danno posti di lavoro ai palermitani. Si sà, lui il sindaco lo sà fare e come schema da buonista di sinistra, il primo pensiero è elogiare l'operato di extracomunitari, peccato che come dimostrato dalle Iene, questi imprenditori, sfruttavano i dipendenti con paghe da fame e soprattutto a nero. (servizio Iene)




Ma i cinesi non sono i soli sfruttatori dei lavoratori. Sabato scorso due miei clienti mi annunciano che si stanno per trasferire in Germania. Gli chiedo come mai, proprio adesso che hanno trovato un lavoro in un bar di via Ruggero Settimo. Mi risponde tu un contratto di lavoro per 4 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, 630€ al mese, che in realtà sono 10 ore di lavoro al giorno per 6 giorni, lo chiami lavoro? Come dargli torto.

Anche mio cugino andando a lavorare in via Maqueda in una nota gelateria, era obbligato a lavorare 10 ore al giorno per 800€ al mese. Lui ora è in Francia.

Di questi casi ne sento a migliaia. Ma dovete capire che il problema è culturale, qui la cultura dello sfruttamento è capillare e funziona con il silenzio assenso delle forze dell'ordine e dei sindacati, nei paesi evoluti e civilizzati è illegale. Quindi mentre qui l'eccezione è il lavoro regolare, lì l'eccezione è il lavoro nero ed è per questo che lì troverete prodotti e servizi a prezzi maggiorati, perché la qualità di vita è commisurata allo stipendio ed è per questo che in posti come l'Inghilterra per lavapiatti cercano Italiani ed Extracomunitari. Lo stipendio da lavapiatti per il tenore di vita inglese è una miseria ed è per questo che sono lavori che destinano agli stranieri. Un palermitano che sino alla partenza aveva lavorato per un piatto di riso come i Cinesi, quando gli propongono uno stipendio da 1000€/1200€ al mese con contratto regolare fa i salti di gioia. (fonte)
Peccato che dopo qualche mese, facendo i conti con il tenore di vita inglese, tornano quasi tutti in patria con la coda sotto le gambe. La stessa cosa avviene in Italia con l'agricoltura, la sinistra vi dirà che è un lavoro che gli Italiani non vogliono fare e pertanto lo delegano agli extracomunitari. La realtà è che un lavoro quasi sempre a nero o con contratti falsi e con 12/15 ore lavorative e visto che è un lavoro pesante, nessuno lo vuole fare. Provate a ridurre le ore di lavoro in campagna ed a dare uno stipendio di 1500€ al mese e poi vediamo se nessuno lo vuole più fare...

Quello che non vi dicono, è che in Italia i lavoratori avrebbero diritto a paghe migliori ed orari di lavoro più dignitosi. Ma la sinistra ed i sindacati hanno scelto per voi ed hanno messo a tecere in nome della resistenza anni ed anni di conquiste sociali. Nessuno vi ha mai detto, che quel cattivone di Mussolini, aveva ridotto i contratti di lavoro degli italiani da 48 a 40 ore settimanali, per dare al lavoratore maggior tempo per se, perché per lui si doveva lavorare per vivere e non vivere per lavorare.

Pertanto oggi nessuno vi dirà che un lavapiatti in Italia, con regolare contratto full time di 48 ore settimanali dovrebbe guadagnare circa 1450€, di fatto la paga sindacale è di 7,08€ l'ora. E più si sale di livello e più aumenta la paga oraria. Capito cosa non vi dicono. In Italia un lavapiatti con contratto regolare, guadagnerebbe di più di un lavapiatti in Inghilterra, stando a casa propria. Permettono che i datori di "lavoro", vi sfruttino senza informarvi su quali sono i vostri diritti.
A questi importi si sommano le varie festività godute e non godute, le malattie, le maggiorazioni per gli orari notturni (25%), le tredicesime, le quattordicesime, ed infine gli straordinari. Sono un impiegato pubblico conosce realmente i suoi diritti, per gli altri è il datore di lavoro a decidere, quanto pagare e quante ore lavore, poi commisura l'eventuale busta paga con l'importo che vi dà e non con le reali ore di lavoro effettuate.

Alla luce di queste informazioni quanto vi sentite sfruttati?
Sappiate che Il contratto collettivo nazionale di lavoro (abbreviato CCNL) è, nel diritto del lavoro italiano, un tipo di contratto di lavoro stipulato a livello nazionale tra le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori dipendenti e i loro datori di lavoro ovvero dalle rispettive parti sociali in seguito a contrattazione collettiva e successivo relativo accordo.

Il CCNL nasce nel 1927 su approvazione del Gran consiglio del Fascismo è dal 1941 diventa uno strumento giuridico. Con questo accordo Stato, datori di lavoro e sindacati stabiliscono i termini dei contratti di lavoro per categoria. Paga, minimo sindacale, permessi, riposi, ferie, assegni familiari, malattie... Tutte cose che oggi vi sognate, in uno stato che da come incentivi alle imprese l'assunzione di ex detenuti ed extracomunitari.

Nella speranza che prima o poi aprirete gli occhi ed inizierete a reclamare i vostri diritti, Vi auguro che possiate trovare un lavoro dignitoso che vi renda liberi ovunque voi vogliate.

Francesco Capizzi




mercoledì 2 maggio 2018

Nella guerra fra residenti e commercianti è il comune da condannare







Come ogni estate arriva in comune il dibattito fra diritto al lavoro e diritto al riposo. Inizia un lungo periodo di bagarre, dove entrambe le fazioni se ne diranno di tutti i colori e ne usciranno entrambi sconfitti e come sempre a vincere la battaglia saranno gli abusivi. Come tutti gli anni il comune tenterà di mettere una pezza, stringerà il campo d'azione delle attività regolari, ma nulla cambierà, ed i residenti, continueranno a passare notti insonni.

Entrambe le fazioni non hanno capito che l'unico soggetto da condannare è il Comune di Palermo, in quanto la sua funzione è quella di garante dei cittadini a prescindere dalla categoria che rappresentano.

Di fatto potremmo anche chiudere i locali notturni, ma chi garantirà che gli abusivi se ne andranno? Il 30 aprile, chiudendo la mia attività, sono passato intorno all'1,30 da piazza Sant'Anna. A parte un locale, nessuno aveva suolo pubblico, eppure malgrado fosse un lunedì i ragazzi bivaccano in enormi quantità in piazza, fra suoni, balli, urli e schiamazzi. Chi con la chitarra, chi con cori da stadio, chi suonava i clacson dei loro mezzi, malgrado fossimo in un area pedonale... nessuno di questi individui garantiva il diritto al riposo. Eppure poco più avanti a piazza Rivoluzione, vi era un silenzio tombale. Le persone sedute e composte, che sorseggivano un drink. Il primo problema della movida è l'alcol a  basso prezzo. Più bevono, più urinano, più urlano e più schiamazzano. Se una ditta paga le tasse ed ha il personale in regola, non può permettersi di fare sconti e prezzi stracciati.

Ma torniamo al nocciolo del discorso, quali sono i doveri del comune?
Il comune deve concedere qualora ci sono i requisiti, il suolo pubblico. nell'ipotesi che non ci siano i requisiti, il comune deve verificare costantemente affinchè la ditta in questione non occupi quello spazio. Nell'ipotesi che ci siano i requisiti, il comune deve verificare che vengano rispettati gli spazi concessi e non lo deve fare una tantum, ma settimanalmente.

Il comune ad oggi a parte rari casi, non ha fatto nell'uno e nell'altro e quindi in città regna l'anarchia.
Chi non è autorizzato, occupa abusivamente il suolo pubblico. Chi è autorizzato, ne occupa di più. Nessuno può fare musica all'esterno e quasi tutti la fanno. Pertanto come abbiamo dimostrato dal 2013 ad oggi, non mancano le regole e le leggi. Manca il controllo del territorio e con l'ennesima ordinanza non si risolverà nulla.

A dimostrazione di ciò che affermo, vi mostro due documenti del suap. Il primo datato 17 giugno 2016 firmato dal ex dirigente Patrizia Milisenda, che casualmente subito dopo le mie pressioni ha deciso di cambiare ufficio. Il 23 maggio 2016, inviavo al Suap le foto di 3 strutture presenti all'Olivella e chiedevo quali di queste potevo istallare, visto e considerato che in caso di pioggia i miei ombrelloni facevano acqua, ed il suap mi rispose che nessuna di quelle strutture erano istallabili e che avrebbero girato la segnalazione alla Polizia Municipale...



Successivamente ne ho inviate parecchie di altre pec senza risposta e senza che gli abusi venissero tolti. Quando mi fu bocciata la pratica di suolo pubblico, perchè mancava l'autorizzazione della macelleria, inviai una nuova pec dove mostrovo tutte le strutture della piazza e delle vie limitrofe, con le relative motivazioni sul perché non potevano essere autorizzate. Mi rispondono dicendo che dalla mia nota, vedono il perdurare degli abusi e pertanto richiedono un accertamento urgente alla Polizia Municipale.



Per ovvi motivi non posso condividere gli esposti. Alla luce di queste informazioni, questi documenti ufficiali mostrano che malgrado il sottoscritto in questi 2 anni ha evidenziato, con prove certe, le violazioni della delibera comunale 252 del settembre 2014. Ad oggi nessuno è riuscito a far cessare questi abusi e pertanto l'unica azienda penalizzata a piazza Olivella è la mia che dal 31 dicembre 2017 ha perso la possibilità di poter utilizzare il suolo pubblico. E dal 2013 è stata penalizzata in quanto l'unica ad avere una struttura aperta... Chi è abusivo, chi non rispetta le regole, le leggi e le delibere continua a farlo e continuerà a farlo, anche con la prossima ordinanza o delibera sindacale.

Inoltre sempre nella suddetta delibera, all'art. 19 recita che qualora un attività commerciale è stata sanzionata per la seconda volta, perde la concessione del suolo pubblico. E per la durata di un anno non potrà richiedere una nuova concessione... Ad oggi quante concessioni sono state revocate? ve lo dico io... Nessuna.

Pertanto caro amico, l'unica cosa che possiamo fare insieme, per i miei ed i tuoi diritti è fare causa al comune per inadempienza e chiedere oltre i danni fisici, economici e morali, le dimissioni di Orlando e della sua giunta.

Se la pensi come me, passa la voce e condividi.

Francesco Capizzi

Portavoce del Popolo della Legalità



lunedì 16 aprile 2018

La paura fa 90, occorrono rinforzi...





Sembrava un mercoledì qualunque, era l'11 aprile 2018, quando due persone entrarono nel mio locale, all'aspetto sembravano turisti, si avvicinano al bancone, zainetto in spalla con abbigliamento sportivo.

Buonasera, vi volete accomodare? Il primo mette mano al portafogli ed estrae il tesserino, sussurrando sono dell'ispettorato del lavoro, c'è il titolare? Piacere, Francesco Capizzi, in cosa posso aiutarla?

- Siamo qui per controllare la sua attività, per caso i vigili urbani ce l'hanno con lei?

Sorrido e rispondo, perché si vede così tanto?

- Sà, passavamo ed in mezzo a tutto questo ben di dio, notavamo che lei è l'unico senza tavoli esterni.

 Ed aggiungo, ed anche senza insegna.

- Infatti, non riuscivamo a trovarla.

Al centro storico è vietata, ma solo al Fusorario.

- Siamo qui, perché la Municipale ci ha chiesto di controllarla.

Che carini, sono proprio affezionati a me. 

- Posso entrare in cucina per verificare il personale che sta operando?

 Entri pure.

- Ma non c'è nessuno.

Mi spiace deluderla, ma durante la settimana incasso 100€ al giorno, ho dato la giornata libera al nostro dipendente.

- E lei gestisce questo locale da solo?

 Se vuole passiamo la serata in compagnia e le dimostro come si fa.

- A noi risultano 2 impiegati.

Che strano pensava di trovare personale a nero ed invece trova personale in meno... Il comune non ci ha rinnovato la concessione ad occupare il suolo pubblico e pertanto non abbiamo rinnovato il contratto ad una nostra collaboratrice il cui contratto scadeva il 31 marzo 2018.

- Lei che fa contratti da poche ore e poi li fa lavorare tutta la notte?

 Guardi in questa maniera operano i miei colleghi, i miei dipendenti vengono pagati per le reali ore di lavoro.

 - Sà a quanto ammontava la multa se trovavamo personale a nero?

Si, 3000€ per ogni persona, più una sanzione per ogni giorno di lavoro nero dichiarato dal dipendente, ma visto che non vedo l'ispettorato del lavoro da quando ho aperto, credo che ne avrete fatte poche di multe in zona.

- Effettivamente l'ultima volta, che abbiamo fatto un controllo in zona era fra il 2008-2009.

Che culo e dopo 10 anni, venite proprio al Fusorario, con tanto lavoro nero che c'è in zona?

- Ci hanno detto di controllare solo lei e noi comunque dobbiamo dare una risposta alla Municipale. Il collega stupito, mi dice, non abbiamo visto mai una persona reagire come lei...

E cosa dovrei fare? è il sesto controllo in un anno, ormai la prendo con filosofia, un ulteriore prova per il mio esposto.
- In che senso?

Guardi io presento esposti dal 2013 e spesso questi vengono ignorati, la municipale invia un esposto e subito accorrete, quando ad oggi in tutto il circondario non avete controllato nessuno, non le sembra una vessazione? La legge non dovrebbe essere uguale per tutti?

- Gli esposti bisogna saperli fare...
Eppure la cosa strana e che se invio gli esposti agli organi di controllo vengono ignorati, se li inoltro alla procura, fioccano gli indagati.
- E chi sarebbero questi indagati?

 3 agenti della municipale e 2 impiegati del locale di fronte che ha chiuso. Ecco perché i vigili urbani ce l'hanno con lei.

- Comunque dobbiamo multarla per violazione della privacy dei dipendenti, in quanto le sue telecamere riprendono la loro attività.

 Mi scusi, le telecamere le ho istallate prima della loro assunzione e comunque non servono per monitorarli da lontano in quanto ci sono sempre io presente, le ho istallate per tutelare i beni patrimoniali della mia azienda, in quanto ho subito degli attentati. Inoltre i dipendenti mi hanno firmato una liberatoria alle riprese, ed infine i luoghi di produzione non sono soggetti a ripresa. Ma su questo punto non hanno voluto sapere ragioni. Non trovando personale a nero, mi chiedono comunque di andare presso i loro uffici e portare gli ultimi 5 anni di contratti di lavoro, versamenti Inps, Inail e buste paga.

Caro lettore appassionato delle mie battaglie, come vedi la paura fa 90. In una città normale un cittadino che denuncia dovrebbe ricevere una medaglia, ed invece io subisco continui attacchi nella vana speranza di farmi cessare. La realtà è che il sottoscritto ha scoperto un formicaio di irregolarità, fatto di omissioni d'atti di ufficio, di concessioni date a chi non poteva averle, di controlli non effettuati... e più scavo e più cose escono fuori.

Come disse il mio Avvocato all'assesore Marano, alla camera di commercio, dopo che mi tirarono la bottiglia incendiaria, "la questione degli abusivi sollevata dal sig. Capizzi è solo la punta dell'iceberg". L'assessore con la sua tipica espressione da particella dell'acqua Lete, si limitò a sorridere.

Nessuno poteva immaginare il danno creato da questo iceberg. Gli attuali indagati sono soltanto la punta di questo iceberg, il bello deve ancora venire...

Francesco Capizzi
Portavoce del #popolodellalegalità





domenica 8 aprile 2018

Siciliani in fuga. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso.




Mensilmente il quadro clinico della nostra regione a livello occupazionale, si avvicina alla cartella clinica di un malato terminale. Secondo Palermo Today nel 2017, 10 milioni di siciliani hanno abbandonato la propria terra per andare all'estero. (Articolo) In Sicilia il tasso di disoccupazione è fra i più alti d'Europa. Eppure in molti avevano lanciato #sarabellissima ed hanno vinto per scoprire che nell'ultimo ventennio, non hanno capito niente. Il 2017 è stato per i Siciliani in particolare, l'anno delle elezioni. Prima le comunali, dove per i Palermosauri è bastato abbellire Palermo negli ultimi 6 mesi, dopo 4 anni e mezzo di disastrosi risultati, per rivotare il candidato uscente Leoluca Orlando. Qualche mese più tardi al grido del nuovo che avanza, affidano la regione Sicilia a Musumeci, che dopo mesi di belle parole, lascia la Sicilia in uno stato di agonia peggiore di quello lasciato dallo zio Saruzzo. Ma l'elettore medio non si è fatto intimorire dalle false promesse di due campagne elettorali, ha deciso che il 4 marzo tutto sarebbe cambiato, poi ha atteso il 23 marzo ed ora nemmeno accenna a parlare dell'argomento. Morale della favola, gli italiani ed ancor di più i Siciliani, di politica non ne masticano, meglio parlare di calcio.

A differenza però dei fratelli del nord, loro sono attaccati a questo essere agonizzanti. Non solo foraggiano, una politica marcia che pensa solo a se stessa, ma alimentano quei vecchi sistemi che ci mantengono 30 anni indietro rispetto al nord Italia.

E' un dato assodato che la politica non fa niente per risolvere il problema occupazionale, ma nemmeno noi facciamo nulla per cambiare queste cose. Le famiglie siciliane investono nei propri figli facendoli laureare, per poi scoprire che dopo la laurea, ormai in età avanzata non c'è un lavoro commisurato al loro titolo di studio e l'unica offerta è sottopagata a nero, che li scarterà a priori, in quanto non avendo mai lavorato, hanno più possibilità di ottenere l'ingrato lavoro coloro che non hanno studiato ed hanno iniziato ad essere sfruttati sin da giovani. Nessuno che conosce cosa sia una paga sindacale, le ferie, il roll, i premi di produzione, sono tutti privilegi di una società evoluta. Ma guai a farlo notare, nel momento in cui lo farai notare, diventerai il nemico dei siciliani, persino di quelli che dicono che lavoro non ce n'è. Per non parlare delle varie aziende che offrono "lavoro", se vengono a sapere che qualcuno assume con contratti regolari fanno il tutto ed il possibile per denigrarlo, mostrificandolo.

In tutto questo frangente il Siciliano di qualsiasi ceto sociale, lamenta che per i propri figli occupazione non ce n'è, ma continua a foraggiare tutte quelle aziende abusive, che non solo non daranno lavoro a nessuno, ma toglieranno flussi economici a quelle poche aziende che lo fanno.
La frutta ormai è un cult, si compra sulle strisce pedonali, fra polveri sottili e diossina, a poco prezzo e rigorosamente a nero, perché quel fesso del supermercato la vende più cara, in quanto è costretto a dare un lavoro regolare, a pagare le tasse ed a dare un servizio differente, dove il consumatore sceglie il prodotto buono e scarta quello brutto. La testa non gli fa pensare che boicottando l'abusivo e scegliendo il supermercato, con l'aumento del suo volume di affari, avrà bisogno di un altro commesso. Lo stesso ragionamento vale per tutti i settori dall'edilizia, alla manovalanza, le pescherie... Più l'abusivismo cresce, maggiore saranno i nostri giovani costretti ad emigrare. Ma non pensate che il problema sia solo dei giovani, in quanto con l'aumento esponenziale del lavoro nero e dei furboni, aumenta l'età pensionabile e diminuiscono le tutele come la disoccupazione, la cassaintegrazione...

Come vedete, ma capisco che in pochi capiranno è un cane che si morde la coda.

Quando poi all'ultima spiaggi questi giovani si trasferiscono a nord ed ancor meglio all'estero e respirano civiltà, diritti, socializzazione, da amanti sfegatati della propria terra, trasformano il proprio amore in odio, in quanto amano profondamente il suo profumo, il suo colore, il suo mare, il suo sole, ma non gli perdonano di non avergli dato un futuro, una vita dignitosa, una casa ed una propria famiglia e l'amore si trasforma in odio viscerale.

Il cambiamento parte da noi, ma se siamo noi a finanziare ed esaltare in nome della tradizione, l'arretratezza che ci distingue rispetto ai paesi evoluti, smettiamo di lamentarci e prendiamo ciò che madre terra ci offre.

Francesco Capizzi




giovedì 5 aprile 2018

Il Fusorario non si arrende, si difende.

Continua la telenovella con il Comune di Palermo e nello specifico con il Suap e come nelle migliori soap, le trame si ingarbugliano e si infittiscono con colpi di scena inaspettati.

Per chi ci ha seguiti, malgrado le continue segnalazioni di illeciti compiuti dalle attività commerciali limitrofe alla mia, illeciti fra l'altro confermati dal Suap, NULLA è cambiato per loro, anzì spesso e volentieri hanno ottenuto delle concessioni se pur non potevano averle.

Per noi la musica è differente, malgrado avevamo presentato il rinnovo della pratica del suolo pubblico il 05 ottobre 2017, dopo oltre 50 giorni ci veniva detto che dovevamo ridurre l'area e ci venivano date indicazioni in merito dallo stesso funzionario amministrativo del comune. Il 15 dicembre 2017 presentiamo le modifiche da loro richieste e 65 giorni dopo, veniamo a scoprire che la pratica non era stata presa ancora in considerazione. Il comune ha 90 giorni di tempo per lavorare la pratica, ma al 102° giorno, riceviamo la bocciatura della nostra richiesta di concessione, per 3 motivazioni differenti.

La prima dopo aver dimostrato l'errore compiuto dall'ufficio mobilità, modificavano la piantina dell'area pedonale di piazza Olivella, tracciando una linea immaginaria che riduceva l'area pedonale ed a dir loro se qualche auto parcheggiasse nell'area pedonale con la nostra concessione si intralcerebbe il traffico.
Forse il suap ha dimenticato com'era piazza Olivella...


e non sà come è diventata grazie ai nostri continui esposti


Eppure noi eravamo già lì ordinati ed autorizzati.

Il secondo punto che attesta la bocciatura della pratica fa sbellicare dalle risate. In poche parole non ci siamo tenuti ad 1,20mt dal nostro vicino.

Direte che c'è da ridere? Nel 2013 presentai io tutte le pratiche di suolo pubblico per l'Olivella. Su 8 pratiche presentate ne furono approvate 6, mentre le pratiche del locale "A rarigghia n'Toni" e del locale "Al desiderio" non furono approvate, in quanto si trovavano all'interno del triangolo di visibilità e pertanto non potevano essere autorizzate. Ma per loro non è mai stato un problema, infatti come ampiamente dimostrato in tutte le sedi hanno continuato ad occupare abusivamente il suolo pubblico. Nel 2014 mi occupai io personalmente di presentare le pratiche di rinnovo per 3 attività. Le altre, alcune decisero di rinnovare per conto proprio, altre di non rinnovare, visto che alcuni occupavano il suolo pubblico a costo zero. Successivamente l'attività alla mia destra "Caligola" decise di vendere. Il nuovo gestore chiese il suolo pubblico e gli fù concesso a 20 cm da quello a noi autorizzato. Mentre di recente viste le mie continue denuncie hanno deciso di autorizzare il locale "Al desiderio" (un modo come un altro per aiutarlo), autorizzandolo a 5 cm dalla nostra autorizzazione. Entrambe le richieste seguendo il ragionamento del Suap, non potevano essere autorizzate, in quanto violavano art. 5 comma 2 del regolamento comunale per le concessioni del suolo pubblico. Eppure furono autorizzate . Per tanto nell'incontro con il tecnico del comune il sig Cusumano, chiedo lumi... E lui mi risponde "abbiamo sbagliato ad autorizzarli, ma se abbiamo sbagliato una volta non è detto che dobbiamo sbagliare anche con lei, pertanto si deve tenere ad 1,20 mt dal suo vicino".

Capito il metro di misura di questi signori? io, impiegato comunale assegno una concessione di suolo pubblico a chi non potrebbe averla, in quanto da un lato ci sono già io e dall'altro occorre lasciare 5 mt del famoso triangolo di visibilità. Il gestore di un altra attività, fa notare lo sbaglio da loro commesso e  che fanno, negano l'autorizzazione a me che gli ho fatto notare lo sbaglio a vantaggio di chi non rispetta le regole. Di fatto il gestore in questione come dimostrato nei vari controlli effettuati su nostra sollecitazione è stato beccato più volte come riportato dai giornali ad occupare 42 mq in più oltre a quelli autorizzati, a non avere l'autorizzazione sanitaria esterna per l'area in eccesso, utilizzando delle tende a parete che deturpano un edificio a valenza storica, con arredamenti vietati nella delibera 252 del settembre 2014...

Ma adesso viene il bello nella delibera 252 del settembre 2014 che il Suap applica a piacimento, vi è scritto a chiare lettere...

l'art 19 al punto 2 della delibera 252 del settembre 2014 recita IL TITOLARE DELLA CONCESSIONE INCORRE NELLA DECADENZA DEL PROVVEDIMENTO, DICHIARATA DAL COMPETENTE UFFICIO COMUNALE NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE, NEL CASO IN CUI VENGA ACCERTATO IL PERDURARE DI UNA VIOLAZIONE GIA' ACCERTATA CON PRECEDENTE VERBALE.

Capito bene? se viene accertata una seconda violazione, viene ritirata la concessione ad occupare il suolo pubblico... Secondo voi quante concessioni sono state ritirate dal 2014 ad oggi?

Art. 19. punto 3 della stessa delibera : IL TITOLARE DELLA CONCESSIONE DICHIARATA DECADUTA DOVRA' PROCEDERE NEI TERMINI INDICATI NEL PROVVEDIMENTO DI DECADENZA A RIMUOVERE I MANUFATTI CON CONSEGUENTE RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI; IN CASO SI INOTTEMPERANZA A TALE OBBLIGO, L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE PROVVEDERA' DIRETTAMENTE CON RIVALSA DELLE RELATIVE SPESE.

Nessuna concessione ritirata e nessuna rimozione forzata degli abusi è stata fatta da parte del Comune

Art. 19 punto 4 della stessa delibera: IN CASO DI DECADENZA DEL PROVVEDIMENTO ACCESSORIO, NON E' AMMESSO IN CAPO AL TITOLARE DELL'ATTO DECADUTO IL RINNOVO DELLA CONCESSIONE PER 1 ANNO. LA DECADENZA NON DA' DIRITTO AL RIMBORSO DEL CANONE EVENTUALMENTE SOSTENUTO.

Le attività che hanno subito il ritiro dell'autorizzazione non possono richiedere una nuova autorizzazione per un anno e non possono richiedere il rimborso del canone versato.

Morale della favola, le leggi ed i regolamenti, non vengono fatti ad uso e consumo di chi li applica, ma fungono da regola generale UGUALE PER TUTTI. Quando un pubblico ufficiale commette un errore, il suo errore non deve ricadere sul fesso di turno, ma ricade su se stesso. Chi sbaglia paga...

Nel terzo punto ci chiedono di mantenerci nella parte prospiciente alla nostra attività ed ancora non abbiamo capito dove era l'eccedenza, visto che si siamo mantenuti alle loro richieste.


 



lunedì 19 marzo 2018

Palermo capitale della cultura... mafiosa


Si avvicina il 23 maggio e come tutti gli anni il governo nazionale organizza la più grande sagra dell'ipocrisia denominata la nave della legalità.
In questa occasione giovani studenti provenienti da tutta Italia, sbarcano nel porto di Palermo per commemorare l'anniversario della strage di capaci, dove morirono il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della scorta.
In questa occasione come avviene tutti gli anni, Palermo si veste a festa e si spoglia nei percorsi dove si svolgerà la manifestazione di ogni forma di illegalità. Durante il percorso non ci saranno parcheggiatori abusivi, non ci saranno fruttivendoli abusivi, venditori ambulanti e le strade saranno pulite. Gli amministratori della città si vestiranno a festa, forze dell'ordine comprese e faranno in modo per coloro che vengono in pellegrinaggio, che tutto sembri bellissimo come in un film.

Un paio d'ore dopo il passaggio dei turisti dell'antimafia, ritornano alle loro posizioni parcheggiatori, abusivi, spacciatori e delinquenti di ogni sorta e tutto torna pian piano all'a-normalità.

Al culmine della manifestazione, si terrà il classico discorso dove uomini in doppio petto, vi racconteranno che la mafia è stata sconfitta e dell'importanza di denunciare... per usare un termine tipico siciliano "minchiate".

Quelle che vi racconteranno sono minchiate, perché nella città dell'illegalità, quando un cittadino denuncia le attività abusive come ho fatto io, non solo non otterrà nulla, in quanto ancora dopo anni di esposti presentati, continuano ad operare tranquillamente, ma diventerà bersaglio dei controlli. Una specie di messaggio subliminale "l'abusivi sannu a buscari u pani" (gli abusivi devono lavorare). E controllo dopo controllo, capitava che, chi doveva essere controllato restava chiuso, giusto giusto il giorno dei controlli, decisi di denunciare quelle mele marce che avvertivano gli abusivi prima dell'arrivo dei controlli. http://www.palermotoday.it/cronaca/controlli-favoritismi-vigili-indagati-pub-olivella.html

Se fossimo realmente nella città dell'antimafia, sarei trattato come un eroe, invece ottenni l'effetto contrario, 2 ulteriori controlli nel giro di pochi giorni ed ostruzionismo nella pratica di rinnovo della concessione al suolo pubblico, provocandomi un danno economico nel solo mese di febbraio di 4600€. Con il conseguente mancato rinnovo del contratto di lavoro di uno dei miei impiegati e la riduzione ad un solo giorno lavorativo ad un altra impiegata. Il tutto mentre intorno a me continua ad essere fuori controllo. Persino quando era scaduta la delibera 252 del settembre 2014 e chiedevamo al suap di fornire alla municipale l'elenco delle attività a cui era scaduta la concessione ad occupare il suolo pubblico, al fine da evitare la concorrenza sleale da parte loro, nulla è stato fatto e noi siamo rimasti gli unici a rimanere senza tavoli all'esterno, mentre le altre attività pur senza concessione hanno continuato ad occupare il suolo pubblico. http://www.palermotoday.it/economia/comune-suolo-pubblico-regolamento-dehors-anello.html

Ma quando si ha il coltello dalla parte del manico si può fare di tutto. La pratica di rinnovo del nostro suolo pubblico è stata presentata il 5 ottobre 2017. Ma solo il 20 novembre si sono resi conto che ci mancava l'autorizzazione del vicino, mai chiesta nelle precedenti autorizzazioni. Ci hanno chiesto di ridurre lo spazio richiesto ed abbiamo presentato la modificata della pratica secondo le loro richieste in data 15 dicembre, azzerando il contatore. Il tutto mentre il fratello del nostro vicino continuava ad operare in una struttura non autorizzata. Da quel giorno la nostra pratica non è stata presa in considerazione per oltre 65 giorni, eppure era già stata processata e necessitava la sola riduzione dell'area richiesta. Ma come mi ebbe a riferire l'impiegato, "l'hanno con te a morte e pertanto ti faranno attendere fino al centesimo giorno". Fa parte dei loro diritti, come fa parte dei loro doveri far pressioni alla municipale per fare cessare gli abusi... ma quelli rimangono.

Qualche benpensante potrà dire che il mio è un caso, eppure giorni fa le stesse Iene hanno scoperto che un ex magistrato ed ex procuratore antimafia, gestiva abusivamente in pieno centro difronte alla stazione centrale, un albergo senza licenza, con il silenzio assenso delle forze dell'ordine che proprio a due passi hanno una postazione della polizia municipale.
https://www.iene.mediaset.it/video/l-hotel-abusivo-del-giudice-giusto_13019.shtml
Ma di casi del genere ce ne sarebbero tanti da raccontare.

Passata la sagra dell'ipocrisia, tutto torna come prima. I turisti che arrivano al porto si vedono accolti da trogloditi in calessino che non sono capaci di parlare correttamente l'italiano, figuriamoci le altre lingue e con fare spesso mafioso a prezzi da capogiro iniziano il tour di quei quartieri bacino dell'illegalità, dove spesso si allocano i loro amici. Giunti a piazza Marina, dove si possono ammirare gli enormi alberi secolari, ad accoglierli c'è una sfilza di parcheggiatori abusivi, dove l'onesto palermitano, concede loro 1€ ed anche più per "guardare" la propria autovettura, il tutto a nero e senza ricevuta. Poco più avanti in via Lincon c'è l'esempio dell'accoglienza palermitana. Di fatto il nostro amato sindaco, spesso e volentieri è andato a salutare i migranti che scappano dalle "guerre" ed arrivano nel nostro porto. Li accogliamo perché scappano dalla guerra e lasciamo che si prostituiscano per strada sotto gli occhi di tutti e sotto le abitazioni dei residenti. http://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/prostitute-pieno-centro-via-roma.html
Ma come facciamo a pretendere il controllo del territorio, quando una vigilessa gestiva un giro di prostituzione... articolo
E quando gli stessi vigili, avevano un barbiere abusivo che esercitava la sua professione a nero dentro la caserma...  http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/04/15/news/barbiere_abusivo_nella_sede_dei_vigili_urbani_mi_avevano_promesso_l_assunzione_-137712761/

Il giro turistico prosegue nel mercato abusivo di Ballarò, dove vi staziona 7 giorni su 7 un mercato illegale, con le migliori carenze igienico sanitarie presenti nella città. Istamina e diossina, fanno da padrone fra le bancarelle del pesce. Ma al palermitano medio, poco importa, meglio finanziare le attività abusive e mafiose, che pagare un po' di più in attività a norma e regolare. Poi naturalmente si lamentano che non trovano lavoro regolare. Inoltre se sarete fortunati e capiterete a Palermo di domenica, sempre a Ballarò vi è il mercato del rubato, dove all'interno delle bancarelle troverete dall'autoradio, alla bicicletta...

Continuando il giro turistico si approda alla vucciria, storico mercato, diventato una taverna a cielo aperto, dove nella massima illegalità si può ballare, cantare, bere con pochi soldi e trovare droga come se fossimo al mercato. Ma al palermitano mafioso, piace finanziare la mafia, ma guai a farglielo notare, perché loro lo fanno perché l'illegalità non viene legalizzata...




Si passa per il mercato del capo, un po' meno rinomato rispetto agli altri, tranne per un omicidio recente. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/09/08/news/palermo_omicidio_al_capo_guerra_tra_famiglie_per_gestire_affari_illeciti-174917634/

Anche lì potrete cibarvi fra carenze igieniche e locali fatiscenti ed a che ci siete potete visitare, l'imponente tribunale, costruito da colui che la legge, la faceva rispettare. A pochi passi vi è corso Camillo Finocchiaro Aprile, lì troverete decine e decine di fruttivendoli abusivi, con le loro bancarelle piazzate sopra le strisce pedonali che invadono mezza carreggiata. Come nell'esempio mostrato in foto (questo non è il corso Camillo Finocchiaro Aprile, lì è anche peggio). Vuoi mettere il sapore della frutta fra diossina, polveri sottili e batteri?



Mi fermo qua, vi ho narrato una parte del centro storico, non vi dico cosa c'è in periferia, anche se Brumotti, vi ha fatto un quadro nei giorni scorsi... http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/aggressione-a-brumotti-allo-zen-di-palermo_32160.shtml

 Il Palermitano con il cuore ripudia la mafia, ma con la mente resta e resterà mafioso. L'atteggiamento mafioso è presente nel suo Dna, lo vediamo quando parcheggia in doppia fila, quando non rispetta le code, quando contatta l'amico per risolvere un problema, quando chiede al boss il permesso per potersi aprire un attività, quando si affida al parcheggiatore abusivo, quando acquista da chi licenza non ha, e paga il pizzo per occupare quella determinata postazione. Quando chiama la parrucchiera a casa e la paga a nero. Quando deve ristrutturare casa e chiama operai improvvisati che non possono fatturare, perché senza licenza... Tutti questi individui si lamentano che lavoro non ce n'è, che non c'è futuro, che c'è solo sfruttamento, ma continuano a finanziare l'illegalità.

Concludendo, quando nel 1998 sono andato in Grecia, dialogando con la popolazione locale, dicevo che provenivo dalla Sicilia, loro mi rispondevano istintivamente, Mafia.
Allora mi offendevo, ma oggi avendo la consapevolezza che il 95% dei palermitani agisce con metodo mafioso e che la mafia aleggia in tutti i settori dal pubblico al privato, posso solo affermare che avevano ragione e che Falcone, Borsellino e tutte le altre vittime di mafia sono morte invano.

Francesco Capizzi

domenica 11 marzo 2018

Fusorario, una fastidiosa anomalia



Palermo capoluogo siciliano, come tutti sappiamo fa parte dell'Italia e come città italiana ha le stesse regole e le stesse leggi delle altre città italiane. Ma c'è una legge più forte che va oltre gli articoli scritti nel codice civile e nel codice penale, più forte delle varie delibere e ordinanze... questa legge o meglio ancora questo regolamento che non è scritto da nessuna parte, ma che tutti conosciamo, lo possiamo chiamare con una parola sola,  MAFIA.

La mafia è nel DNA del cittadino palermitano o per meglio dire palermosauro, termine coniato per identificare il palermitano che ha la mentalità rimasta indietro all'età della pietra.

Il palermitano medio ha come concezione radicata che lo "stato" deve fornigli un lavoro, ma non un lavoro dove si fatica realmente, ma un posto di lavoro, dove meno si lavora nel senso nobile del termine e meglio è, con possibile zona relax dove poter schiacciare un eventuale riposino. Anche perché spesso e volentieri per arrotondare poi vanno a fare quei lavori a nero, che rispettano le tradizioni culinarie del palermosauro e se sono stanchi rendono meno.

Nella sventurata ipotesi che qualche amico degli amici non riesca a piazzarli nel posto di lavoro pubblico, la classica frase da loro riportata è "ma chi fa, minni e ghiri a rubari?" (che devo fare, me ne devo andare a rubare?) in queste quattro parole viene espresso il concetto di abusivismo. Per il palermosauro esistono solo due alternative, lavoro comunale o lavoro abusivo, tolte queste due possibilità, come Pilato se ne lavano le mani, siete voi che mi costringete a rubare...

Ma difficilmente andranno a rubare, anche perché sanno che a Palermo nessuno vede, nessuno sente e nessuno parla, nemmeno coloro che sono pagati per farlo, ed allora si rivolgono al capo bastone di zona per avere assegnato il posto. Iniziano quasi sempre con un carrello di limoni, poi aggiungono qualche cassetta di frutta, a seguire la bancarella e poi la baracca, occludendo interi tratti di marciapiede e rimanendo li anni interi, con il silenzio assenso delle forze dell'ordine, perché poverini "sannu a buscari u pani". Intere vie prese d'assalto, strisce pedonali occluse dalle cassette di frutta, marciapiedi sbarrati ed immancabilmente a fine serata la montagna di immondizia lasciata per strada. Ogni tanto a lavata di faccia le forze dell'ordine effettuano un sequestro e lasciano che il giorno successivo tutto ritorni com'è, nella perfetta illegalità. Subito nei giornali online si scatena la gara di solidarietà da parte degli indigeni della stessa specie.

Salendo nella scala evolutiva, il palermitano che vorrebbe essere onesto con la sua coscienza e vorrebbe dissociarsi dal palermosauro, ha sempre due alternative, tentare il concorso pubblico oppure aprirsi un attività commerciale, rivolgendosi al suap. A differenza del capo bastone di quartiere che applica leggi conosciute da tutti ma non scritte, gli impiegati del suap hanno delle leggi scritte, ma fanno confusione ad applicarle ed a volte capita che in alcuni casi applicano i regolamenti alla lettera, in altri casi sorvolano su alcuni punti che non consentirebbero l'approvazione dell'autorizzazione, come disse il funzionario amministrativo al mio tecnico "dipende tutto da chi lavora la pratica"... come se i regolamenti si applicano a simpatia ed i regolamenti ad interpretazione oppure a convenienza. In cuor loro sanno che il palermitano è omertoso e pertanto mai nessuno, metterebbe in discussione un autorizzazione da loro rilasciata.

Del resto a Palermo, tutti sanno tutto, tutti conoscono queste dinamiche, ma per non avere problemi tacciano e subiscono in silenzio, perché meglio tacere che essere liberi.

A Palermo sino a qualche tempo fa, nessuno avrebbe immaginato che il gestore di un locale avrebbe attaccato il sistema, "una nuci non saccu, scrusciu unni fa" dicevano, oppure "ma cu è ca si lamienta, du pazzu ru Fusorario?"

Perché chi va contro il sistema è pazzo.

Se fossimo realmente nella capitale dell'antimafia, il sottoscritto sarebbe accolto come un eroe, ma essendo che il più pulito ha la rogna, stanno cercando in tutti i modi di affossare il Fusorario, perché nella loro mente se dovesse chiudere il Fusorario, avrebbero messo a tacere una falla del sistema. Ma allo stesso tempo, hanno paura che se dovessero applicare i regolamenti alla lettera in tutta la zona dell'Olivella, altri quartieri si potrebbero attivare in tal senso e chiedere il rispetto delle leggi e delle ordinanze. Questi illusi non sanno che se dovessi chiudere, avrei più tempo per dedicarmi alle miei battaglie trovando tutte le anomalie nel resto della città ed allora ne avremmo di cose da raccontare.

In questa battaglia navale con l'unico scopo di affondare il Fusorario, hanno provato a bocciare la nostra pratica di suolo pubblico, ci hanno privato dell'insegna rendendo la nostra attività anonima, ci hanno multato di 6666,66€ per una birra venduta fuori orario, quando la stragrande maggioranza dei nostri vicini continua a somministrare dopo le 3 di notte alcolici senza che nessun paladino della giustizia li controlli, mantenendo inoltre le loro insegne pubblicitarie, ed in fine per il momento, hanno tenuto la nostra pratica di rinnovo del suolo pubblico aggiornata depositata nel cassetto per oltre 65 giorni, perché a dire con tono confidenziale dall'impiegato "ce l'hanno a morte con te..."

Naturalmente sono sempre dalla parte della ragione, nella delibera 252 del settembre 2014 c'è scritto che il comune deve processare la pratica entro 100 giorni e quindi dobbiamo pazientare in silenzio, ma c'è anche scritto che non possono essere concesse autorizzazioni di gazebo, di tende che si chiudono a veranda, di pedane istallate sopra i tombini o le botole di sotto servizi. Inoltre non possono essere concesse autorizzazioni a locali posti ad angolo. A locali in cui lo spazio da occupare ricade nei pressi di un cartello stradale, di un albero, di un arredo pubblico...Tutte occupazioni presenti nell'area di piazza Olivella e zone limitrofe.

E visto che hanno capito che sono una pericolosa variabile del sistema, quando riscontrano gli abusi da me segnalati, provvedono a inoltrare la pec alla Polizia Municipale con la richiesta di effettuare i controlli. In quanto sanno che nel momento in cui ricevono la mia pec a causa delle loro funzioni, sono dei pubblici ufficiali a tutti gli effetti, pertanto secondo l'articolo 361 e 363 del Codice penale, hanno l'obbligo di segnalare all'autorità giudiziaria competente un reato di cui ne hanno avuto notizia a causa delle loro funzioni e l'occupazione abusiva di suolo pubblico è un reato penale, art 633 codice penale. Ma anche il deturpamento di edifici a valenza storica tramite l'istallazione di tende a parete e reato penale. Quindi nel momento in cui chiedono alla municipale di verificare, loro se ne lavano le mani. Ma qui nasce il paradosso, chiedono di verificare, una cosa da loro autorizzata e pertanto il controllato risulta regolare.

Quindi per riassumere loro autorizzano l'attività X ad istallare una pedana sopra i tombini, noi segnaliamo e loro chiedono di verificare alla municipale se sono autorizzati. La municipale vede che sono autorizzati e non si pone il quesito, come fanno ad essere autorizzati se non possono esserlo? e chiude la pratica, non è bellissimo tutto ciò.

Io ti autorizzo a rubare, tu vieni beccato a rubare, ma essendo che sei autorizzato a rubare, automaticamente vieni legittimato a farlo, stupefacente no?

Caro amico vittima del sistema come me, in molti vi ho accolto ed ho sentito i vostri racconti ed i vostri drammi. Ogni quartiere ha dei cittadini onesti che portano il peso della mala gestione e della politica clientelare di questa città. Unisciti a me nella battaglia contro coloro che ci vogliono affossati, se facciamo partire diversi focolai di rivolta, abbiamo maggiore possibilità di ribaltare il sistema e salvare le nostre aziende. Se ritieni che la mia battaglia è anche la tua, sai dove trovarmi. Insieme possiamo fare di più per una Palermo realmente libera da ogni MAFIA.

Francesco Capizzi