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martedì 27 dicembre 2022

Vi spiego perché la mafia batte lo Stato

 


Due storie a confronto, la prima è la mia, la seconda riguarda la storia di una signora Rossi, (nome di fantasia).

 

Con la passata amministrazione comunale, ho tentato per anni a mettere in evidenza le anomalie presenti in piazza Olivella, ma ho trovato solo muri di gomma ed ostruzionismo. Mi sono dovuto rivolgere pertanto alla Procura della Repubblica, ma malgrado la Soprintendenza e la Procura mi davano ragione, le strutture non sono mai state rimosse, ed alcune occupazioni sono state persino ampliate.

 

Il 23 maggio 2016, inviai una pec al Suap, dove mostravo le strutture che mi circondavano, e chiedevo alla responsabile, quale delle strutture illustrate, potevo richiedere. La Dott.ssa Patrizia Milisenda il 17/06/2016 mi rispondeva, che strutture del genere erano vietate in tutto il territorio cittadino e provvedeva ad inviare una nota alla Polizia Municipale. Controlli che una volta avvenuti, si concludevano con un nulla di fatto, in quanto la struttura paradossalmente era autorizzata dallo stesso Suap.

Ho inviato altre 4 pec al Suap, mostrando le continue irregolarità e questa volta mi risponde la Dott.ssa Mandalà Maria il 29 novembre 2016, dicendo che le mie segnalazioni, sono state inviate alla Polizia Municipale, unico organo deputato al controllo. Il 27 gennaio 2017, ci furono i controlli, ma come è emerso successivamente dalle indagini della procura e dai tabulati telefonici di alcuni agenti della municipale, alcuni gestori erano stati avvertiti prima dei controlli. Alle prime luci dell’alba del 28 gennaio, ricevetti una molotov nella saracinesca del locale (https://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/denuncia-tavolini-abusivi-lanciano-bottiglia-incendiaria-contro-negozio-la-mafia-c-entra-eccome/2ccc1200-e7cf-11e6-9670-1e802057125d). Ma non mi sono abbattuto, ho continuato a segnalare, rivolgendomi questa volta ai carabinieri. A marzo 2017, fecero dei controlli e scoprirono che un locale, malgrado favorito dal Suap, violava ulteriormente l’autorizzazione concessa e pertanto provvedevano alla richiesta di rimozione degli abusi. Tuttavia, la struttura continua a violare la delibera 252 del settembre 2014. Il 4 dicembre, sempre la Dott.ssa Mandalà chiedeva nuovi accertamenti. Depositai una nuova querela in questura e fui contattato dal dirigente il Dott. Siracusa, che fece partire i controlli e convocò per sommarie informazioni un incaricato della Soprintendenza ed un incaricato del Suap. Si è scoperto che l’attività precedentemente controllata dai Carabinieri, ha ottenuto una concessione di suolo pubblico difforme alla delibera 252 del settembre 2014, in soli 21 giorni nel mese di agosto, quando la mia richiesta di rinnovo è stata tenuta nel “cassetto” per 179 giorni… uno strano modo di mostrare gratitudine da parte del Comune di Palermo. In seguito a queste indagini ad alla mole di pec inviate al Suap ed alla Soprintendenza, quest’ultima rispondeva il 29 giugno 2018, il Sovrintendente Lina Bellanca, ci informa che le strutture presenti non sono regolari e chiede agli organi preposti la messa in pristino dello stato dei luoghi. Ripristino che non solo non c’è stato, ma come è emerso più tardi da un accesso agli atti fatto in Procura, vi è stato un accordo fra Soprintendenza e Suap, che permetteva a questa ed altre attività che avevano ottenuto la concessione senza il parere preventivo della Soprintendenza, di prorogare l’attuale concessione fino al 30 giugno 2019, l’accordo non era prorogabile. Ma nessuno ha ripristinato lo stato dei luoghi dopo quella data e nessuno ha controllato l’avvenuto ripristino.

Nel maggio 2022, ricevo la richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore che ha seguito le indagini. Archiviazione a cui il mio avvocato, non ha fatto in tempo a fare opposizione.

Tuttavia, le dichiarazioni del sostituto procuratore mi lasciano sbalordito, in quanto dichiara che le indagini vengono convogliate in un altro procedimento seguito dalla polizia municipale, nato da un mio precedente esposto, che porta al processo di 3 agenti della municipale. Venivano assegnate ulteriori indagini al commissariato di Polizia di Stato Oreto. Le indagini confermano quanto da me dedotto. La sovrintendenza, chiarisce che le autorizzazioni presenti al centro storico, necessitano del loro parere preventivo; pertanto, informa che non intende rinnovare la concessione data all’attività da me segnalata e ne chiede l’immediata rimozione (giugno 2018). Il funzionario della Soprintendenza precisa che alcune richieste di rinnovo relative a concessioni rilasciate in assenza del parere della soprintendenza erano state sospese poiché, il Suap, con nota del 7.12.18. comunicava alla Soprintendenza che per le stesse pratiche avrebbe provveduto al rilascio di concessioni temporanee, non rinnovabili, in attesa dell’approvazione di modifiche di regolamento comunale.

Di analogo tenore le dichiarazioni rese dal funzionario del Suap, responsabile del servizio rilascio concessioni di suolo pubblico presso il comune di Palermo. Riguardo alla pratica del locale da me segnalato, la pratica veniva istruita da due impiegati del Suap, i quali per motivi a lui ignoti, rilasciavano la concessione senza il nullaosta della Soprintendenza. Confermava inoltre che era nato un accordo Comune e Soprintendenza per il rilascio di concessioni temporanee non rinnovabili, in questo modo si annullava in data 17.01.2019 l’intimidazione di messa in pristino precedentemente emanata nei confronti del locale da me segnalato.

Riassumendo il locale da me segnalato, ottiene nel settembre 2015 in soli 21 giorni, una concessione ad occupare il suolo pubblico senza il parere preventivo della Soprintendenza, con una struttura che lo stesso Suap, dichiara difforme al regolamento comunale. Il 31 dicembre 2017, questa concessione scade, ma nessuno come previsto dal regolamento provvede a rimuoverla.  A giugno 2018 la soprintendenza, ne chiede l’immediata messa in pristino dello stato dei luoghi e chiede l’intervento della Polizia Municipale. Intervento che non c’è stato. A gennaio 2019 Suap e Soprintendenza si mettono d’accordo… Noi comuni mortali, continuiamo ad avere ombrelloni aperti, mentre loro strutture chiuse, calde ed accoglienti… Ma ora viene il bello.

 

Il Sostituto procuratore continua… Il fatto che il Suap abbia autorizzato le installazioni fa sì che l’occupazione non possa essere considerata “arbitraria”. L’assenza di nulla osta da parte della Soprintendenza, circostanza astrattamente idonea ad integrare la fattispecie di cui all’art. 181 d.lgs 42/04, appare divenuta ad un certo punto una costante, e non un difetto della situazione concessoria esclusiva del locale da me segnalato (dagli atti emerge che c’erano altre 6 attività che avevano ottenuto la concessione senza il parere preventivo della Soprintendenza), tanto che si è realizzata una sorta di conferenza dei servizi che ha partorito una soluzione, di dubbia legittimità (mi sono rivolto alla Procura, se non lo sanno loro se una cosa è legittima, a chi mi devo rivolgere?), con cui si è consentita comunque l’emanazione di autorizzazioni provvisorie, in attesa, evidentemente, di un censimento, finalizzato alla regolarizzazione di tutte le attività richiedenti autorizzazioni per esercizi di somministrazione nella piazza Olivella di Palermo. In ogni caso non sono confluiti nell’ambito del presente procedimento specifici accertamenti nei confronti di alcun esercizio commerciale che consentano di apprezzare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti nei confronti di alcuno, né tantomeno, di sostenere la ricorrenza di un processo.

In realtà, dalle risultanze di indagine, e da quanto riferito dal signor Capizzi, nella piazza Olivella, si sono concentrate numerose irregolarità sul piano amministrativo, verosimilmente dovute, oltre alla forte pressione commerciale cui è sottoposta la zona, noto centro di aggregazione dei giovani e turisti, anche alle condotte infedeli di pubblici ufficiali preposti ai controlli… Si chiede pertanto l’archiviazione

È scaduta anche la proroga non rinnovabile ed è stato fatto il nuovo regolamento… ma malgrado le nuove norme sono più stringenti, le strutture rimangono ancora lì.

Dall’accesso agli atti sono emerse numerose anomalie. Tuttavia, dopo 5 anni la querela è stata archiviata con un nulla di fatto.

 

La storia seguente è quella della signora Rossi. Sotto casa sua apre un pub, e come avviene spesso il titolare, pone dei tavoli su entrambi i lati della carreggiata ed inizia a fare concerti live all’aperto. La sig.ra Rossi scende a lamentarsi con il titolare. Il titolare, dopo qualche giorno, resosi conto che il suo locale senza musica non è attrattivo, fa un nuovo concerto. Nascono una serie di litigi fra la signora ed il titolare, fino a quando due personaggi si presentano alla porta del gestore e lui decide di chiudere. Attività chiusa in meno di 5 mesi dall’inaugurazione.

 

In termini di legge, la signora ha ragione, vi erano dei reati in corso, si sarebbe dovuta rivolgere all’arpa, che sarebbe intervenuta dopo mesi, avrebbe dovuto presentare un esposto, rivolgersi ad un legale e magari come nel mio caso, dopo 5 anni sarebbe finita a tarallucci e vino.

Ecco perché la mafia vince, perché manca la risposta da parte dello Stato. Non so se nel resto d’Italia è così, ma qui un cittadino che pretende i suoi diritti, che pretende regolamenti uguali per tutti, non viene ascoltato. Dal giorno del deposito della querela, passano mesi prima di vedere quale attività intraprenderà il magistrato. Una denuncia depositata a novembre che mostrava le strutture chiuse a veranda, ha fatto partire i controlli a maggio dell’anno successivo, quando le strutture erano aperte per via del caldo. Eppure, quando c’erano da violare i diritti dei cittadini applicando decreti e dpcm incostituzionali erano velocissimi. Recepivano i dpcm in 24 ore ed erano operativi a scovare il presunto trasgressore, che ignaro delle leggi e della costituzione, sarebbe andato a pagare il verbale senza fiatare.

Con questo post, non voglio dire che è più conveniente rivolgersi alla mafia. Ma che a trent'anni dalla strage di Capaci, dove la propaganda antimafia ci ha mostrato un modello di Stato che in realtà non esiste, noi cittadini, dobbiamo pretendere di più se vogliamo essere rispettati come cittadini. Lo Stato ci usa solo per spremerci per le tasse, noi invece dobbiamo pretendere servizi all'altezza delle tasse che paghiamo. Altrimenti i nostri figli saranno sempre costretti a migrare, perché hanno la certezza di vivere una vita approssimativa e sottopagata nel sud Italia.  

 

 

Francesco Capizzi

 

mercoledì 13 aprile 2022

La temporanea libertà degli oppressi

 L'estate è alle porte e come gli anni precedenti si allentano le restrizioni. Per la terza estate consecutiva il governo dei migliori, con la bella stagione e la sostanziale diminuzione dei positivi dovuti alla sparizione dei virus influenzali, grazie all'azione del sole, del mare e dello iodio… allenta la morsa sul popolo degli oppressi, che puntualmente dimentica i torti ricevuti e riprende la propria vita come nulla fosse successo.

Durante il primo lockdown il popolo ha avuto le più pesanti restrizioni, che tuttavia riguardavano la quasi totalità della popolazione. A maggio 2020, il governo dei migliori diede la possibilità alla popolazione di frequentare i locali fino alle ore 18 e riaprì le palestre per tutti. A giugno 2020 tolsero tutte le restrizioni orarie per i locali, ad eccezione della città di Palermo, dove in assenza di una reale emergenza sanitaria sin dall'inizio della pandemenza, il sindaco provvedeva ed emanare ulteriori restrizioni. Ad ottobre 2020, ricominciarono le restrizioni, con le zone a colori. Chiudono locali e palestre. Il popolo si ritrovò a fare rinunce in nome della falsa scienza, rinunciando ai propri diritti in nome dell'ipocondria inculcata dai media. Media che pompavano il siero magico in arrivo, come la panacea che li avrebbe salvati da tutti i mali. A dicembre 2020 inizia la somministrazione del siero magico per il personale ospedaliero. A gennaio 2021 inizia la somministrazione del siero per i soggetti fragili. Inizia la gara fra le categorie vittime di restrizioni per aver somministrato il siero per primi. L'idea di ricevere uno siero sperimentale, non testato a medio e lungo termine, non li scalfiva nemmeno. Erano felici di fare da cavia. Improvvisamente i governi agli occhi del popolo agivano per il loro bene. Inizia la corsa alla vaccinazione e proprio quando la curva dei contagi cala per l'effetto del virus perdeva virulenza, cambiavano i parametri per costringerci a tenere le attività chiuse. L'intento per noi era chiaro, se avessero aperto tutto per il calo della curva epidemiologica le persone non sentendo il pericolo imminente addosso, non si sarebbero prestati alla sperimentazione ed a loro servivano cavie.  Con le zone a colori la mia attività non ha mai chiuso. Durante questi mesi, ho perso i clienti vecchi affetti da ipocondria ed ho acquisito clienti nuovi. Che ringraziavano giorno dopo giorno per regalargli un angolo di normalità ed affermavano che sarebbero venuti anche dopo. A Maggio 2021 la vaccinazione galoppa, ed anticipano l'apertura delle attività di 15 giorni rispetto all'anno precedente. La nuova clientela acquisita è svanita per sempre. Ricordo, che durante una delle mie corse mattutine al foro Italico, incontrai qualcuno di loro, che si voltò semplicemente dall'altro lato, forse avevano il carbone bagnato... L'estate ci ha portato tanto lavoro, il turismo è esploso. La popolazione mondiale era tornata a viaggiare ed anche gli affetti da ipocondria cronica, hanno ripreso a vivere. Gli sportivi hanno ripreso a frequentare le palestre, le spiagge gremivano e partivano eventi in ogni dove al grido della normalità. Tuttavia, il ritorno alla normalità non coincideva con gli interessi del governo. Di fatto con il sole, il mare, i viaggi e la vita spensierata i centri vaccinali tornavano ad essere vuoti. Serviva al governo lo strumento per obbligare la gente a vaccinarsi. Ad ottobre 2021 il premier Mario Draghi annuncia il green pass, uno strumento che consentirà alle attività di rimanere aperte durante il periodo invernale, dando a dir suo la certezza a chi frequenta queste attività di frequentarle in sicurezza, in quanto i pericolosi untori non vaccinati, sarebbero rimasti alla porta. Decreto dopo decreto il governo dei migliori aggiungeva alla platea degli oppressi nuove categorie colpite dalla morsa del green pass. Tuttavia, il sottoscritto non si è mai piegato al ricatto. Ho avuto le idee chiare sin dal primo giorno di lockdown e non mi sono mai fatto intimorire. Settimana dopo settimana in tamtam faceva eco sul mio locale, da tutta la Sicilia venivano ad assaporare la normalità offerta dal mio locale. Tuttavia ero sin da subito consapevole che come lo scorso anno, sarebbero svaniti tutti con l'allentamento delle restrizioni. Da ottobre2021 a marzo 2022, tutti coloro che erano stati discriminati a causa del green pass ed ottenevano l'agognato premio da guarigione, svanivano e tornavano a rimpinguare i conti bancari di coloro che li avevano messi alla porta. Persino dei compleanni prenotati con largo anticipo venivano disdetti, perché grazie alla guarigione il figlio poteva festeggiare al M.D.

Dal primo aprile, non era richiesto più il green pass all'aperto ed il 95% degli oppressi è svanito, convinti che dal primo maggio saranno tutti liberi. E' tornata la temporanea libertà degli oppressi. Malgrado Draghi è stato chiaro, affermando che anche con la cessazione dello stato d'emergenza il green pass resta e le restrizioni torneranno con l'aumento della curva epidemiologica, loro hanno preferito deporre le armi e godersi la tregua insieme con coloro che li hanno messi alla porta e che oggi per il loro tornaconto gli mettono una ciotola all'aperto come regalo per la loro fedeltà.

In queste ultime settimane, molti mi hanno chiesto di candidarmi. Gli italiani sono strana gente, dimenticano facilmente il bene ricevuto ed amano essere oppressi. Un tempo vi è stato uno statista che ha fatto grande l'Italia e quando le lobby hanno deciso che andava rimosso, il popolo che aveva ottenuto dei benefici dal suo governo, ha preferito Barabba. Hanno preferito i ladri della libertà, coloro che li hanno depredati dalle risorse e gli hanno imposto le loro basi militari. Coloro che gli hanno imposto i governi ed hanno chiesto che l'Italia fosse la prima nazione ad attuare la sperimentazione di massa. Pertanto, perché perdere tempo se so già che come tutti gli anni sarà eletto colui che metterà altre tasse e taglierà i servizi eliminando ogni beneficio sociale donato dal fascismo? Mussolini diceva "governare gli italiani non è difficile, è inutile". 

Alle prossime restrizioni...


Francesco Capizzi

Coordinatore per la regione Sicilia

Movimento Fascismo e Libertà - Partito Socialista Nazionale




lunedì 28 giugno 2021

L'ultima ordinanza di Orlando e il trionfo degli abusivi (Video)


 Sembrano ormai lontani quei tempi, quando i palermitani dovettero fare i conti con la peste. La leggenda narra che fu proprio la santa protettrice della città a liberarci dalla peste. Eppure sotto altre spoglie, da oltre un ventennio una nuova peste si è abbattuta su Palermo, a muovere questa nuova ondata di pestilenza, che infetta e distrugge tutto ciò che tocca è il nostro odiato sindaco Orlando. Da oltre un anno, la sua ingombrante presenza, è arrivata dove nessuno fino ad oggi era mai arrivato, colui che chiede rispetto per le vittime di presunto covid è lo stesso che tiene accatastate le bare di migliaia di defunti. Un modo proprio anomalo di avere rispetto per i morti.

 


 Fra le sue opere incompite, possiamo annoverare le aree pedonali solo sulla carta, dove tutti entrano e nessuno controlla. La lotta all'abusivismo, praticamente inesistente. Il potenziamento del Suap, dove siamo forse l'unica città dove aprire un impresa è un impresa. Strade dissessate, basole divelte, buche, tombini otturati, che trasformano le strade in piscine con poche gocce d'acqua... fino ad arrivare all'emergenza continua e perenne dei rifiuti...

 


A questi si aggiungono i cantieri infiniti, il ponte Corleone e l'assessore all'immobilità, suo braccio destro in questa disastrosa amministrazione. 

Dopo aver dato licenze per la somministrazione a cani e porci, nel tentativo di rivalutare le zone abbandonate, con l'inizio dell'emergenza sanitaria e la cessazione dei diritti costituzionali, il sindaco ha intrapreso la sua battaglia personale contro la movida, nel tentativo di tutelare quella fetta di elettorato che gli è rimasta. 

Aveva iniziato lo scorso anno, con l'emanazioni di ordinanze contingibili ed urgenti che erano del tutto illegittime, ma che nessuno dei gestori ha avuto il coraggio di impugnare. Gli unici ad impugnarla vincendo, furono coloro che gestiscono le attività di vicinato e i distributori automatici. 

Ed ha continuato ad emanare ordinanze quest'anno, che andavano a penalizzare sempre le stesse categorie già penalizzate, dai dpcm dichiarati incostituzionali da numerosi giudici nelle loro sentenze. Una violazione continua dell'articolo 1 della costituzione. 

Lunedì scorso con l'ingresso della Sicilia in zona bianca stavo in pensiero, mi chiedevo come mai  colui che afferma che lo sa fare, non avesse emanato un ordinanza a tutela degli abusivi. Sarà stato perché era impegnato nella sua campagna a favore dell'invasione di immigrati clandestini. E fra una conferenza con le ONG e un video con la richiesta di dissequestro di una nave dell'ONG, il sindaco si era tolto di mente la crociata per la chiusura della movida. A precederlo è stato il governatore della Campania. Guarda caso, nelle due regioni, dove trionfa il malaffare e la mala gestione, sono le uniche due regioni, che nel momento in cui cessano le restrizioni, ne impongono di nuove in maniera autonoma. Lo stesso sindaco che si riempe la bocca con frasi come uguaglianza, lotta alla discriminazione, legalità... poi fa tutto l'opposto. Nella zona gialla, con la chiusura delle attività a mezzanotte, spuntavano dopo tale orario a Piazza Sant'Anna, Garaffaello e Magione, enormi carrelli con congelatori pieni di bibite (video). 



Attività regolari chiuse ed abusivi operativi, stesso copione dello scorso anno e le piazze si risvegliano la mattina un tappeto di bottiglie.

Sabato di fretta e furia, è corso ad emettere l'ordinanza, che presentava come al solito numerose lacune. Intanto l'ordinanza è stata emessa nel pomeriggio di sabato ed iniziava la stessa giornata, quando le ordinanze sono attive dopo 24 ore. L'ordinanza come lo scorso anno andava a ridurre l'orario di apertura delle attività commerciali, quando la Cassazione è stata chiara sull'argomento con ordinanza n. 6895/2021, i sindaci non possono ridurre l'orario di lavoro delle attività commerciali.

La Corte di Cassazione, afferma che, in materia di tutela della concorrenza, deve rilevarsi l’illegittimità delle disposizioni normative adottate dagli enti locali recanti interventi di regolazione degli orari degli esercizi commerciali.

In particolare, la Corte costituzionale ha, in più occasioni dichiarato l’illegittimità costituzionale di disposizioni normative regionali con le quali sono stati introdotti limiti e vincoli all’attività commerciale, ponendosi in contrasto con l’art. 31, comma 1, del d.l. 201 del 2011, modificativo dell’art. 3, comma 1, lett. d-bis), del d.l. n. 223 del 2006, ai sensi del quale le attività commerciali sono svolte senza limiti e prescrizioni, anche concernenti l’obbligo della chiusura.

Così facendo, le Regioni verrebbero ad intervenire nella disciplina delle modalità di apertura degli esercizi commerciali, ascrivibile alla tutela della concorrenza, così invadendo una competenza esclusiva dello Stato, e ciò sul presupposto che, per consolidata giurisprudenza dello stesso Giudice delle leggi, la normativa statale volta all’eliminazione dei limiti agli orari e ai giorni di apertura degli esercizi commerciali è da considerarsi, per l’appunto, appartenente alla materia della tutela della concorrenza e attua un principio di liberalizzazione del commercio.

Occorre, tuttavia, sottolineare che la totale liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali non costituisce soluzione imposta dalla Costituzione, sicché lo Stato potrà rivederla in tutto o in parte, temperarla o mitigarla; nondimeno, però, nel vigore del divieto di imporre limiti e prescrizioni sugli orari, stabilito dallo Stato nell’esercizio della sua competenza esclusiva a tutela della concorrenza, la disciplina regionale che intervenga per attenuare il divieto risulta illegittima sotto il profilo della violazione del riparto di competenza, donde la conseguente illegittimità degli atti amministrativi o regolamentari, costituente fonte secondaria, attuativi di tali disposizioni regionali che invadono la competenza esclusiva statale.

Rimane naturalmente salvo l’esercizio del potere del Sindaco di adottare ordinanze contingibili ed urgenti (ai sensi dell’art. 50, comma 5, del d. Lgs. n. 267/2000), con le quali imporre eventualmente orari di chiusura dei predetti esercizi per la tutela di altri valori costituzionalmente rilevanti; tali provvedimenti, tuttavia, per loro intrinseca natura, devono spiegare effetti spaziali e temporali limitati e devono essere sorretti da una specifica ed adeguatamente motivata individuazione delle situazioni di fatto dalle quali potrebbe originarsi la lesione di interessi pubblici, quali quelli connessi alla salvaguardia dei valori della sicurezza e della salute. 

Qualcuno potrebbe pensare che il sindaco ha emesso l'ordinanza ai sensi dell’art. 50, comma 5, del d. Lgs. n. 267/2000. In realtà il comma 7-bis recita del suddetto decreto afferma che: Il Sindaco, al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti nonché dell'ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, o in altre aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione notturna, nel rispetto dell'articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore alimentare o misto, e delle attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici.

In definitiva l'ordinanza è stata emanata per oltre 30 giorni e non va a colpire le sole aree dove avvengono le urla, gli schiamazzi, gli assembramenti e il rilascio delle bottiglie a terra... ma l'intera categoria. Per quale motivo un commerciante di via Uditore o piazza Olivella, deve chiudere anticipatamente, se lavora secondo le regole?

Tuttavia questa ordinanza si trasforma come un boomerang, in quanto penalizza le attività regolari già penalizzate dalla restrizioni, e come già detto favorisce gli abusivi, che malgrado le loro postazioni siano ben evidenti, non destano nessun intervento da parte delle forze dell'ordine, che si erano mostrati bravissimi ad inseguire inermi cittadini, che facevano attività fisica all'aperto, in violazione degli incostituzionali DPCM. Inoltre questa ordinanza incentiva la gente a spostarsi fuori al comune di Palermo, dove non ci sono restrizioni, per poi mettersi alla guida dopo aver bevuto qualche birra di troppo. E penalizza gli impiegati con contratto di lavoro regolare, che saranno costretti a fare ore preziose di lavoro in meno, sopprattutto in previsione delle prossime chiusure di ottobre e mesi a venire.


 

A questo punto le alternative sono 3, fare il ricorso al Tar (che ha un costo di 5000€), fare il ricorso al Presidente di Regione (che lascia il tempo che trova), oppure applicare il principio del Sindaco "minni stai futtiennu" ed attendere un eventuale sanzione, da impugnare al giudiuce di pace...

A noi l'ardua scelta...


 

martedì 11 maggio 2021

La farsa dell'Italia a colori

 Elezioni, dopo elezioni in Italia non si è mai votato per il più bravo o per un ideale, si è sempre votato in base al proprio interesse ed al proprio tornaconto, in quella che viene spesso definita la politica clientelare. A trarne beneficio sono coloro che si servono della politica, specie qui al sud, dove tutto si muove con due pesi e due misure. In quest'ultimo anno l'affidarsi ai soliti movimenti politici, non ha portato i frutti sperati, persino quelli che si sono rivolti al nuovo che avanzava, hanno sbattuto il muso come un treno lanciato su un muro di cemento armato, ed è venuto alla luce, ciò che ho sempre sostenuto, affidarsi agli incapaci può costare caro. A soffrire di questa politica di dilettanti allo sbaraglio sono state le vittime di covid e non, che a causa di un piano pandemico non aggiornato, a causa di cure non idonee e protocolli errati, a causa della chiusura degli ospedali per i non malati covid... Hanno contribuito ad alimentare questo Stato dittatoriale. In oltre un ventennio, hanno distrutto la sanità, ed oggi scaricano le colpe della loro incapacità, sulla popolazione sana, etichettandoli come untori e portatrici sani del virus, quando a morire sono solamente le vittime di una sanità allo sfracello. Per dare una sorta di regole, nel tentativo di dare un senso alle restrizioni, si sono inventati l'Italia a colori. Le zone rosse, identificano un rischio alto. Le zone arancio, medio alto. Le zone gialle, rischio basso e le zone bianche rischio nullo. Il loro obbiettivo resta sempre lo stesso, distruggere il tessuto economico. Di fatto durante la prima ondata, hanno sfruttato i picchi dell'influenza stagionale degli anni passati, per calcolare i periodi di affollamento degli ospedali e delle terapie intensive. Mentre per la seconda e terza ondata, eliminata l'influenza, che ha solamente cambiato nome, hanno usato l'andamento della prima ondata per creare le zone a colori, ma quando si sono resi conto che sia la seconda che la terza ondata erano più blande rispetto alla prima, hanno inventato da prima l'arancio scuro ed il giallo scuro, e poi successivamente hanno stravolto i parametri scelti inizialmente, abbassando indici RT ed introducendo l'incremento settimanale di 250 positivi su 100000 abitanti. Così facendo hanno costretto per un altro semestre le attività commerciali a rimanere chiuse, con aiuti ridicoli ed hanno impedito alla popolazione di vivere una vita normale, pur non vietando a loro la libertà di movimento.

Andiamo ad analizzare i numeri della Sicilia, per dimostrare come stanno manipolando la nostra vita. I dati sono stati inseriti in 3 file exel denominati "positivi", "ricoverati", "terapie intensive"



 


 I colori delle regioni, sono stati intromessi a partire dal mese di novembre e malgrado la Sicilia avesse numeri bassi (15324 positivi) è stata messa come zona arancio, perché non aveva attivato nuovi posti in terapia intensiva. La zona arancio è proseguita fino al 28 novembre quando abbiamo raggiunto 39822 positivi. Quindi siamo diventati zona gialla, malgrado avevamo 24498 positivi in più rispetto a prima. Dei Nas inviati da Roma, per verificare lo stato delle terapie intensive, non se n'è saputo più nulla. Siamo rimasti zona gialla fino alle festività natalizie, dove abbiamo avuto un picco massimo di 40730 positivi, ed un picco minimo di 33493 positivi. Terminate le restrizioni natalizie, siamo tornati zona gialla, dove abbiamo raggiunto il picco massimo di 45452 positivi. Musumeci, chiese ed ottenne la zona rossa. In zona rossa il picco massimo di positivi è stato 48001 e raggiunti i 41122 positivi, siamo tornati zona arancio, malgrado avevamo i stessi numeri di quando eravamo in zona gialla. Dopo 11 giorni torniamo zona gialla con 34549 positivi. Giorno dopo giorno i numeri dei positivi scendo, tanto che si spera di arrivare alla fatidica zona bianca e quando arriviamo a 14323 positivi, ci fanno diventare zona arancio, in quanto pur di non farci diventare zona bianca, hanno abbassato di 0,5 punti l'indice rt, costringendo le nostre attività a restare chiuse. Giunti al 7 aprile, applicano un ulteriore restrizione, dando ai presidenti di regione la possibilità di dichiarare zona rossa, i comuni che hanno totalizzato un aumento di 250 positivi su 100000 abitanti, quindi basta un aumento dello 0,25% di positivi, per fermare numerose categorie economiche, Malgrado abbiamo un indice RT sotto 1, abbiamo terapie intensive ed i ricoveri quasi vuoti, restiamo insieme alla Sardegna ed alla Valle D'Aosta le uniche regioni arancio d'Italia.


 
Stessa cosa vale per i ricoveri, siamo diventati zona arancio a novembre, con 999 ricoverati in degenza ordinaria e siamo diventati gialli con 1522 ricoverati. Dopo le festività natalizie siamo rimasti gialli con 1228 ricoverati e siamo passati rossi per volontà di Musumeci con 1422 ricoverati, 100 in meno di quando eravamo zona gialla. Siamo tornati arancio a febbraio con 1336 ricoverati. Il 15 febbraio, diventiamo gialli con 1035 ricoverati e torniamo arancioni un mese dopo con 718 ricoverati in una regione di 5 milioni di abitanti. E malgrado avevamo numeri bassi, Palermo ed altre province sono state dichiarate zona rossa. 
 
 

Sempre a novembre siamo entrati in zona arancio con 132 ricoverati in terapia intensiva e con lo stesso colore raggiungiamo i 250 ricoverati in terapia intensiva. Passiamo in zona gialla con 241 ricoverati. Dopo le festività natalizie rientriamo in zona gialla con 196 ricoverati in terapia intensiva e diventiamo rossi su richiesta di Musumeci con 208 ricoverati in terapia intensiva, torniamo arancio con 204 ricoverati in terapia intensiva e passiamo in zona gialla con 165 ricoverati in terapia intensiva. Diventiamo arancioni con 107 ricoverati in terapia intensiva e dal 7 aprile Palermo ed altre province diventano rosse con 157 ricoverati, quando eravamo gialli con 241 ricoverati. Forse torneremo gialli il 17 maggio. 

E' chiaro ed evidente che qui la sanità non c'entra nulla, abbiamo avuto restrizioni peggiori ogni qualvolta che i dati miglioravano, questo perché l'operazione covid19, non ha lo scopo di salvare vite umane da un virus, ma distruggere il tessuto economico degli autonomi. Per continuare il loro giochetto, hanno aumentato gli stipendi a medici ed infermieri, hanno dato bonus ed aumenti alle forze dell'ordine, hanno dato bonus ed aumenti agli impiegati pubblici, hanno dato incentivi alle testate giornalistiche, ed hanno lucrato con mascherine, dispositivi sanitari, respiratori, banchi a rotelle e chissà ancora quante cose ancora dovranno uscire. 

Pertanto caro amico, che credi ancora alla pandemenza, se oggi siamo in questa situazione è soprattutto a causa tua, perché hai barattato la tua libertà per un virus influenzale.

Francesco Capizzi 
 



mercoledì 9 dicembre 2020

Continuano a danneggiare le attività di ristorazione, il CTS era favorevole all'apertura con restrizioni (video)

Il 4 novembre l'Italia veniva divisa in un tricolore che ci poneva delle nuove e pesanti restrizioni alla libertà personali e d'impresa... Il comitato tecnico scientifico, aveva dato parere favorevole alle aperture delle attività di ristorazione nelle zone gialle ed arancio. Tuttavia malgrado il parere del CTS, il premier Conte ha deciso di chiudere bar, ristoranti, pub, enoteche, drinkerie, gelaterie... (verbali CTS)


 

 
 
 
Francesco Capizzi