lunedì 19 marzo 2018

Palermo capitale della cultura... mafiosa


Si avvicina il 23 maggio e come tutti gli anni il governo nazionale organizza la più grande sagra dell'ipocrisia denominata la nave della legalità.
In questa occasione giovani studenti provenienti da tutta Italia, sbarcano nel porto di Palermo per commemorare l'anniversario della strage di capaci, dove morirono il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della scorta.
In questa occasione come avviene tutti gli anni, Palermo si veste a festa e si spoglia nei percorsi dove si svolgerà la manifestazione di ogni forma di illegalità. Durante il percorso non ci saranno parcheggiatori abusivi, non ci saranno fruttivendoli abusivi, venditori ambulanti e le strade saranno pulite. Gli amministratori della città si vestiranno a festa, forze dell'ordine comprese e faranno in modo per coloro che vengono in pellegrinaggio, che tutto sembri bellissimo come in un film.

Un paio d'ore dopo il passaggio dei turisti dell'antimafia, ritornano alle loro posizioni parcheggiatori, abusivi, spacciatori e delinquenti di ogni sorta e tutto torna pian piano all'a-normalità.

Al culmine della manifestazione, si terrà il classico discorso dove uomini in doppio petto, vi racconteranno che la mafia è stata sconfitta e dell'importanza di denunciare... per usare un termine tipico siciliano "minchiate".

Quelle che vi racconteranno sono minchiate, perché nella città dell'illegalità, quando un cittadino denuncia le attività abusive come ho fatto io, non solo non otterrà nulla, in quanto ancora dopo anni di esposti presentati, continuano ad operare tranquillamente, ma diventerà bersaglio dei controlli. Una specie di messaggio subliminale "l'abusivi sannu a buscari u pani" (gli abusivi devono lavorare). E controllo dopo controllo, capitava che, chi doveva essere controllato restava chiuso, giusto giusto il giorno dei controlli, decisi di denunciare quelle mele marce che avvertivano gli abusivi prima dell'arrivo dei controlli. http://www.palermotoday.it/cronaca/controlli-favoritismi-vigili-indagati-pub-olivella.html

Se fossimo realmente nella città dell'antimafia, sarei trattato come un eroe, invece ottenni l'effetto contrario, 2 ulteriori controlli nel giro di pochi giorni ed ostruzionismo nella pratica di rinnovo della concessione al suolo pubblico, provocandomi un danno economico nel solo mese di febbraio di 4600€. Con il conseguente mancato rinnovo del contratto di lavoro di uno dei miei impiegati e la riduzione ad un solo giorno lavorativo ad un altra impiegata. Il tutto mentre intorno a me continua ad essere fuori controllo. Persino quando era scaduta la delibera 252 del settembre 2014 e chiedevamo al suap di fornire alla municipale l'elenco delle attività a cui era scaduta la concessione ad occupare il suolo pubblico, al fine da evitare la concorrenza sleale da parte loro, nulla è stato fatto e noi siamo rimasti gli unici a rimanere senza tavoli all'esterno, mentre le altre attività pur senza concessione hanno continuato ad occupare il suolo pubblico. http://www.palermotoday.it/economia/comune-suolo-pubblico-regolamento-dehors-anello.html

Ma quando si ha il coltello dalla parte del manico si può fare di tutto. La pratica di rinnovo del nostro suolo pubblico è stata presentata il 5 ottobre 2017. Ma solo il 20 novembre si sono resi conto che ci mancava l'autorizzazione del vicino, mai chiesta nelle precedenti autorizzazioni. Ci hanno chiesto di ridurre lo spazio richiesto ed abbiamo presentato la modificata della pratica secondo le loro richieste in data 15 dicembre, azzerando il contatore. Il tutto mentre il fratello del nostro vicino continuava ad operare in una struttura non autorizzata. Da quel giorno la nostra pratica non è stata presa in considerazione per oltre 65 giorni, eppure era già stata processata e necessitava la sola riduzione dell'area richiesta. Ma come mi ebbe a riferire l'impiegato, "l'hanno con te a morte e pertanto ti faranno attendere fino al centesimo giorno". Fa parte dei loro diritti, come fa parte dei loro doveri far pressioni alla municipale per fare cessare gli abusi... ma quelli rimangono.

Qualche benpensante potrà dire che il mio è un caso, eppure giorni fa le stesse Iene hanno scoperto che un ex magistrato ed ex procuratore antimafia, gestiva abusivamente in pieno centro difronte alla stazione centrale, un albergo senza licenza, con il silenzio assenso delle forze dell'ordine che proprio a due passi hanno una postazione della polizia municipale.
https://www.iene.mediaset.it/video/l-hotel-abusivo-del-giudice-giusto_13019.shtml
Ma di casi del genere ce ne sarebbero tanti da raccontare.

Passata la sagra dell'ipocrisia, tutto torna come prima. I turisti che arrivano al porto si vedono accolti da trogloditi in calessino che non sono capaci di parlare correttamente l'italiano, figuriamoci le altre lingue e con fare spesso mafioso a prezzi da capogiro iniziano il tour di quei quartieri bacino dell'illegalità, dove spesso si allocano i loro amici. Giunti a piazza Marina, dove si possono ammirare gli enormi alberi secolari, ad accoglierli c'è una sfilza di parcheggiatori abusivi, dove l'onesto palermitano, concede loro 1€ ed anche più per "guardare" la propria autovettura, il tutto a nero e senza ricevuta. Poco più avanti in via Lincon c'è l'esempio dell'accoglienza palermitana. Di fatto il nostro amato sindaco, spesso e volentieri è andato a salutare i migranti che scappano dalle "guerre" ed arrivano nel nostro porto. Li accogliamo perché scappano dalla guerra e lasciamo che si prostituiscano per strada sotto gli occhi di tutti e sotto le abitazioni dei residenti. http://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/prostitute-pieno-centro-via-roma.html
Ma come facciamo a pretendere il controllo del territorio, quando una vigilessa gestiva un giro di prostituzione... articolo
E quando gli stessi vigili, avevano un barbiere abusivo che esercitava la sua professione a nero dentro la caserma...  http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/04/15/news/barbiere_abusivo_nella_sede_dei_vigili_urbani_mi_avevano_promesso_l_assunzione_-137712761/

Il giro turistico prosegue nel mercato abusivo di Ballarò, dove vi staziona 7 giorni su 7 un mercato illegale, con le migliori carenze igienico sanitarie presenti nella città. Istamina e diossina, fanno da padrone fra le bancarelle del pesce. Ma al palermitano medio, poco importa, meglio finanziare le attività abusive e mafiose, che pagare un po' di più in attività a norma e regolare. Poi naturalmente si lamentano che non trovano lavoro regolare. Inoltre se sarete fortunati e capiterete a Palermo di domenica, sempre a Ballarò vi è il mercato del rubato, dove all'interno delle bancarelle troverete dall'autoradio, alla bicicletta...

Continuando il giro turistico si approda alla vucciria, storico mercato, diventato una taverna a cielo aperto, dove nella massima illegalità si può ballare, cantare, bere con pochi soldi e trovare droga come se fossimo al mercato. Ma al palermitano mafioso, piace finanziare la mafia, ma guai a farglielo notare, perché loro lo fanno perché l'illegalità non viene legalizzata...




Si passa per il mercato del capo, un po' meno rinomato rispetto agli altri, tranne per un omicidio recente. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/09/08/news/palermo_omicidio_al_capo_guerra_tra_famiglie_per_gestire_affari_illeciti-174917634/

Anche lì potrete cibarvi fra carenze igieniche e locali fatiscenti ed a che ci siete potete visitare, l'imponente tribunale, costruito da colui che la legge, la faceva rispettare. A pochi passi vi è corso Camillo Finocchiaro Aprile, lì troverete decine e decine di fruttivendoli abusivi, con le loro bancarelle piazzate sopra le strisce pedonali che invadono mezza carreggiata. Come nell'esempio mostrato in foto (questo non è il corso Camillo Finocchiaro Aprile, lì è anche peggio). Vuoi mettere il sapore della frutta fra diossina, polveri sottili e batteri?



Mi fermo qua, vi ho narrato una parte del centro storico, non vi dico cosa c'è in periferia, anche se Brumotti, vi ha fatto un quadro nei giorni scorsi... http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/aggressione-a-brumotti-allo-zen-di-palermo_32160.shtml

 Il Palermitano con il cuore ripudia la mafia, ma con la mente resta e resterà mafioso. L'atteggiamento mafioso è presente nel suo Dna, lo vediamo quando parcheggia in doppia fila, quando non rispetta le code, quando contatta l'amico per risolvere un problema, quando chiede al boss il permesso per potersi aprire un attività, quando si affida al parcheggiatore abusivo, quando acquista da chi licenza non ha, e paga il pizzo per occupare quella determinata postazione. Quando chiama la parrucchiera a casa e la paga a nero. Quando deve ristrutturare casa e chiama operai improvvisati che non possono fatturare, perché senza licenza... Tutti questi individui si lamentano che lavoro non ce n'è, che non c'è futuro, che c'è solo sfruttamento, ma continuano a finanziare l'illegalità.

Concludendo, quando nel 1998 sono andato in Grecia, dialogando con la popolazione locale, dicevo che provenivo dalla Sicilia, loro mi rispondevano istintivamente, Mafia.
Allora mi offendevo, ma oggi avendo la consapevolezza che il 95% dei palermitani agisce con metodo mafioso e che la mafia aleggia in tutti i settori dal pubblico al privato, posso solo affermare che avevano ragione e che Falcone, Borsellino e tutte le altre vittime di mafia sono morte invano.

Francesco Capizzi

domenica 11 marzo 2018

Fusorario, una fastidiosa anomalia



Palermo capoluogo siciliano, come tutti sappiamo fa parte dell'Italia e come città italiana ha le stesse regole e le stesse leggi delle altre città italiane. Ma c'è una legge più forte che va oltre gli articoli scritti nel codice civile e nel codice penale, più forte delle varie delibere e ordinanze... questa legge o meglio ancora questo regolamento che non è scritto da nessuna parte, ma che tutti conosciamo, lo possiamo chiamare con una parola sola,  MAFIA.

La mafia è nel DNA del cittadino palermitano o per meglio dire palermosauro, termine coniato per identificare il palermitano che ha la mentalità rimasta indietro all'età della pietra.

Il palermitano medio ha come concezione radicata che lo "stato" deve fornigli un lavoro, ma non un lavoro dove si fatica realmente, ma un posto di lavoro, dove meno si lavora nel senso nobile del termine e meglio è, con possibile zona relax dove poter schiacciare un eventuale riposino. Anche perché spesso e volentieri per arrotondare poi vanno a fare quei lavori a nero, che rispettano le tradizioni culinarie del palermosauro e se sono stanchi rendono meno.

Nella sventurata ipotesi che qualche amico degli amici non riesca a piazzarli nel posto di lavoro pubblico, la classica frase da loro riportata è "ma chi fa, minni e ghiri a rubari?" (che devo fare, me ne devo andare a rubare?) in queste quattro parole viene espresso il concetto di abusivismo. Per il palermosauro esistono solo due alternative, lavoro comunale o lavoro abusivo, tolte queste due possibilità, come Pilato se ne lavano le mani, siete voi che mi costringete a rubare...

Ma difficilmente andranno a rubare, anche perché sanno che a Palermo nessuno vede, nessuno sente e nessuno parla, nemmeno coloro che sono pagati per farlo, ed allora si rivolgono al capo bastone di zona per avere assegnato il posto. Iniziano quasi sempre con un carrello di limoni, poi aggiungono qualche cassetta di frutta, a seguire la bancarella e poi la baracca, occludendo interi tratti di marciapiede e rimanendo li anni interi, con il silenzio assenso delle forze dell'ordine, perché poverini "sannu a buscari u pani". Intere vie prese d'assalto, strisce pedonali occluse dalle cassette di frutta, marciapiedi sbarrati ed immancabilmente a fine serata la montagna di immondizia lasciata per strada. Ogni tanto a lavata di faccia le forze dell'ordine effettuano un sequestro e lasciano che il giorno successivo tutto ritorni com'è, nella perfetta illegalità. Subito nei giornali online si scatena la gara di solidarietà da parte degli indigeni della stessa specie.

Salendo nella scala evolutiva, il palermitano che vorrebbe essere onesto con la sua coscienza e vorrebbe dissociarsi dal palermosauro, ha sempre due alternative, tentare il concorso pubblico oppure aprirsi un attività commerciale, rivolgendosi al suap. A differenza del capo bastone di quartiere che applica leggi conosciute da tutti ma non scritte, gli impiegati del suap hanno delle leggi scritte, ma fanno confusione ad applicarle ed a volte capita che in alcuni casi applicano i regolamenti alla lettera, in altri casi sorvolano su alcuni punti che non consentirebbero l'approvazione dell'autorizzazione, come disse il funzionario amministrativo al mio tecnico "dipende tutto da chi lavora la pratica"... come se i regolamenti si applicano a simpatia ed i regolamenti ad interpretazione oppure a convenienza. In cuor loro sanno che il palermitano è omertoso e pertanto mai nessuno, metterebbe in discussione un autorizzazione da loro rilasciata.

Del resto a Palermo, tutti sanno tutto, tutti conoscono queste dinamiche, ma per non avere problemi tacciano e subiscono in silenzio, perché meglio tacere che essere liberi.

A Palermo sino a qualche tempo fa, nessuno avrebbe immaginato che il gestore di un locale avrebbe attaccato il sistema, "una nuci non saccu, scrusciu unni fa" dicevano, oppure "ma cu è ca si lamienta, du pazzu ru Fusorario?"

Perché chi va contro il sistema è pazzo.

Se fossimo realmente nella capitale dell'antimafia, il sottoscritto sarebbe accolto come un eroe, ma essendo che il più pulito ha la rogna, stanno cercando in tutti i modi di affossare il Fusorario, perché nella loro mente se dovesse chiudere il Fusorario, avrebbero messo a tacere una falla del sistema. Ma allo stesso tempo, hanno paura che se dovessero applicare i regolamenti alla lettera in tutta la zona dell'Olivella, altri quartieri si potrebbero attivare in tal senso e chiedere il rispetto delle leggi e delle ordinanze. Questi illusi non sanno che se dovessi chiudere, avrei più tempo per dedicarmi alle miei battaglie trovando tutte le anomalie nel resto della città ed allora ne avremmo di cose da raccontare.

In questa battaglia navale con l'unico scopo di affondare il Fusorario, hanno provato a bocciare la nostra pratica di suolo pubblico, ci hanno privato dell'insegna rendendo la nostra attività anonima, ci hanno multato di 6666,66€ per una birra venduta fuori orario, quando la stragrande maggioranza dei nostri vicini continua a somministrare dopo le 3 di notte alcolici senza che nessun paladino della giustizia li controlli, mantenendo inoltre le loro insegne pubblicitarie, ed in fine per il momento, hanno tenuto la nostra pratica di rinnovo del suolo pubblico aggiornata depositata nel cassetto per oltre 65 giorni, perché a dire con tono confidenziale dall'impiegato "ce l'hanno a morte con te..."

Naturalmente sono sempre dalla parte della ragione, nella delibera 252 del settembre 2014 c'è scritto che il comune deve processare la pratica entro 100 giorni e quindi dobbiamo pazientare in silenzio, ma c'è anche scritto che non possono essere concesse autorizzazioni di gazebo, di tende che si chiudono a veranda, di pedane istallate sopra i tombini o le botole di sotto servizi. Inoltre non possono essere concesse autorizzazioni a locali posti ad angolo. A locali in cui lo spazio da occupare ricade nei pressi di un cartello stradale, di un albero, di un arredo pubblico...Tutte occupazioni presenti nell'area di piazza Olivella e zone limitrofe.

E visto che hanno capito che sono una pericolosa variabile del sistema, quando riscontrano gli abusi da me segnalati, provvedono a inoltrare la pec alla Polizia Municipale con la richiesta di effettuare i controlli. In quanto sanno che nel momento in cui ricevono la mia pec a causa delle loro funzioni, sono dei pubblici ufficiali a tutti gli effetti, pertanto secondo l'articolo 361 e 363 del Codice penale, hanno l'obbligo di segnalare all'autorità giudiziaria competente un reato di cui ne hanno avuto notizia a causa delle loro funzioni e l'occupazione abusiva di suolo pubblico è un reato penale, art 633 codice penale. Ma anche il deturpamento di edifici a valenza storica tramite l'istallazione di tende a parete e reato penale. Quindi nel momento in cui chiedono alla municipale di verificare, loro se ne lavano le mani. Ma qui nasce il paradosso, chiedono di verificare, una cosa da loro autorizzata e pertanto il controllato risulta regolare.

Quindi per riassumere loro autorizzano l'attività X ad istallare una pedana sopra i tombini, noi segnaliamo e loro chiedono di verificare alla municipale se sono autorizzati. La municipale vede che sono autorizzati e non si pone il quesito, come fanno ad essere autorizzati se non possono esserlo? e chiude la pratica, non è bellissimo tutto ciò.

Io ti autorizzo a rubare, tu vieni beccato a rubare, ma essendo che sei autorizzato a rubare, automaticamente vieni legittimato a farlo, stupefacente no?

Caro amico vittima del sistema come me, in molti vi ho accolto ed ho sentito i vostri racconti ed i vostri drammi. Ogni quartiere ha dei cittadini onesti che portano il peso della mala gestione e della politica clientelare di questa città. Unisciti a me nella battaglia contro coloro che ci vogliono affossati, se facciamo partire diversi focolai di rivolta, abbiamo maggiore possibilità di ribaltare il sistema e salvare le nostre aziende. Se ritieni che la mia battaglia è anche la tua, sai dove trovarmi. Insieme possiamo fare di più per una Palermo realmente libera da ogni MAFIA.

Francesco Capizzi


martedì 27 febbraio 2018

Quando le forze dell'ordine non agiscono... Ci pensano le Iene e Striscia la notizia







Da nord a sud quello che manca nelle città Italiane e soprattutto da noi al sud è il controllo del territorio, in pratica manca il polso alle forze dell'ordine, tanto che spesso avvengono dei veri e propri illeciti penali nei pressi delle caserme, senza che nessuno se ne accorga. Eppure a Palermo come nella altre grandi città di Italia, l'abusivismo e l'illegalità si tocca con mano. Ma sembra non interessare a coloro che hanno lo stipendio garantito da coloro che con il sudore della fronte pagano le tasse.


Un noto ex magistrato dell'antimafia, gestiva un hotel del tutto abusivo a pochi passi dalla stazione centrale di Palermo. Naturalmente l'imponente struttura comunale che si trova nella stessa piazza, con annessi vigili urbani non si erano accorti dell'attività svolta abusivamente ed a nero e ci volevano i mitici giornalisti delle iene per scoprire la magagna e far smuovere i controlli, che scoprono che l'attività era completamente abusiva . (servizio Iene)

Che dire grazie Iene, perché grazie a voi il comune di Palermo si è accorto di questa attività che non solo non era regolare, ma allo stesso tempo danneggiava coloro che hanno attività regolari e pagano le tasse.

Spostandosi allo Zen, lo scorso 29 gennaio 2018, dopo un operazione antidroga contro la famiglia Arizzi, il comandante dei Carabinieri Di Stasio, dichiarava "L’operazione odierna è l’ennesima dimostrazione che non esistono zone franche dell’illegalità e che l’opera delle forze dell’ordine deve essere costante e concreta perché lo Stato continui ad essere un riferimento insostituibile e tangibile".
articolo del 29 gennaio 2018

E meno male che non esistono le zone franche, proprio in questi giorni il mitico Brumotti per conto di Striscia la notizia e tornato proprio allo Zen.  Come vedete dal video ci sono dei ganci, con delle micro camere piazzate, comprano la droga e documentano l'attività illecita. Qualsiasi forza dell'ordine potrebbe farlo, ed invece normali cittadini si devono cimentare in operazioni pericolose per normali civili, per dimostrare che il controllo del territorio è inesistente e che vi sono in città delle evidenti attività illecite con evidenti reati penali. Video Brumotti

Grazie all'intervento di Brumotti, oggi le forze dell'ordine si sono attivate ed hanno scovato un covo di spacciatori allo zen con all'interno droga ed armi. (sequestri ed arresti dopo video di Brumotti)

A questo punto più che portare gli esposti alle forze dell'ordine, forse e meglio scrivere a Striscia ed alle Iene, perché in questa città i controlli si attivano solo dopo essere sputtanati a livello nazionale.

A questo punto non ci resta che ringraziare i giornalisti delle Iene e di Striscia per il loro impegno nel fare informazione.

Francesco Capizzi

lunedì 26 febbraio 2018

L'armata dei perdenti e la sfida del 4 Marzo 2018



Il 4 marzo è vicino e nell'aria aleggia un vento di contentezza, molti la definiscono la liberazione, i leoni da tastiera si battono a suon di video ed articoli di giornale, facendo a gara nel mostrare le pecche o il numero di indagati del partito opposto, dimenticando di menzionare il numero di indagati del proprio partito. E come verginelle alla prima volta, i verginelli del voto lottano a suon di insulti, segnalazioni e ban, contro chiunque tifi per il partito opposto, dimenticando che alla fine della lotteria, dove saranno decretati i vincitori delle poltrone d'oro, i battaglieri perderanno l'ultima speranza, abbandonando le battaglie al quinquennio successivo.

Ma questa è stata la campagna elettorale dove i toni non si sono smorzati a suon di battaglie sui social, la politica non avendo più carte da giocare, per distogliere l'attenzione su ciò che hanno fatto in questi lunghi 5 anni, hanno riesumato due ideologie morte da oltre 70 anni, che in Italia solo pochi nostalgici conoscono.

Ad un tratto come la caccia alle streghe è iniziata la caccia al fascista e per gli impavidi sfidanti i fascisti sono tutti coloro che non la pensano come loro, inizia la guerra dei perdenti, tutti contro tutti.

Questi valorosi guerrieri, dopo un sonno profondo, si sono svegliati ed hanno trovato un Italia ridotta in macerie, dove la casa non è più un diritto, dove il lavoro non è più un dovere ne tanto meno una sicurezza, perché la Fornero prima e Renzi poi hanno tolto ogni singolo diritto al lavoratore. Un Italia dove nel caso fortuito, un individuo è riuscito a raccogliere tutti i contributi necessari per andare in pensione, non ci può andare, perché sempre grazie a questi due valorosi politici, la pensione non è più un diritto. Per chiudere il cerchio la buona scuola si è ridotta a dare la sufficienza a tutti, gli ospedali sono diventati corsie e corridoi invasi di barelle di malati che per salvarsi devono firmare ed andare a casa. Le forze dell'ordine sono impiegate a raccattare immigrati, i giudici a scarcerare delinquenti e tutto va a rotoli... E la colpa di tutto questo macello è del Porco fascista.

Tutto ad un tratto i piddini, danno del fascista ai Grillini e viceversa. Salvini che intonava bella ciao ad un tratto diventa perseguitato dai pseudo antifascisti. Antifascisti che da nord a sud danno del fascista a Berlusconi, a Fiore, a Di battista, a Renzi, a Di Stefano, alla fata turchina, a bianca neve ed ai sette nani...

In questa lotta fra Guelfi e Ghibellini, fra rosso e nero, fra buoni e cattivi, l'armata dei perdenti non si rende conto che continua a danneggiarsi da sola. Perché questi valorosi guerrieri mica mettono a ferro e fuoco i luoghi del potere, mettono a ferro ed a fuoco le vie del commercio cittadino, danneggiando chi come loro fa fatica a mettere la pentola. A fare il gioco dei poteri forti che in stile romano applicano l'ormai famoso dividi et impera, ci pensano i giornalisti che tessono i loro articoli terroristici inculcando il terrore fra la popolazione che al minimo proclamo di manifestazione si barrica in casa come se fosse in trincea, figuriamoci se scoppiasse una guerra vera. E corteo dopo corteo, il danno economico provocato alle piccole imprese diventata incalcolabile, espandendosi di conseguenza ai rappresentanti ed alle aziende fornitrici che vedranno ridursi il fatturato.

A fine giornata l'armata dei perdenti fiera di aver vinto lo scontro ed aver salvato la democrazia, torna a casa intonando i cori da stadio. I finti fascisti torneranno a professare la loro ideologia nelle loro bacheche facebook , allo stadio ed al bar, mentre gli antifascisti, torneranno a militare nei loro centri anarchici, dove per vedere roseo il futuro, si devono affidare alle grazie della Maria, che con il suo bacio seducente, gli mostrerà una realtà distorta.

Fortunatamente il 4 marzo è vicino ed il popolo di guerrieri sognatori, scoprirà che chiunque vincerà queste elezioni, penserà alla casta ed ai loro interessi e tutto rimarrà invariato.

Il 4 marzo io me ne starò a casa, voi scannatevi pure, il futuro dell'Italia lo conosco già...

Francesco Capizzi

lunedì 19 febbraio 2018

Vi ringrazio per il vostro sostegno...

 
 
 
Il 13 dicembre 2017, abbiamo lanciato il nostro appello. Chiedevamo di donare 1 € per continuare la nostra battaglia contro l'illegalità, ma soprattutto contro le ingiustizie che attanagliano questa società che ci rendono agli occhi di chi ci amministra e legifera, diversi. In quanto le leggi ed i regolamenti vengono applicati a "simpatia". Per dirla in termini spiccioli, in questa città ci sono figli e figliastri. Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati ed hanno fornito il loro supporto. Il mio articolo è stato letto da oltre 57000 persone e malgrado la stampa locale ha preferito tenersi alla larga dal diffondere la notizia, grazie al mio articolo ed a tutte le persone che ci seguono alla data odierna abbiamo raccolto 2960€ (19/02/2018) dei 6666,67 € che occorrevano per sanare la sanzione, tuttavia i termini per pagare la sanzione in forma ridotta, sono scaduti. Avremmo potuto pagarla, non garantendo lo stipendio ai nostri impiegati, non versando i contributi e chiedendo al proprietario delle mura di prorogare la scadenza dell'affitto. Ma non ci sembrava giusto, chi lavora deve essere pagato. Ora attendiamo la notifica, nella speranza che il prefetto sia clemente e ci attribuisca la sanzione minima di 5000€, in modo da versare i soldi delle donazioni e chiedere al giudice di pace di rateizzare tutto il resto.
 
Per coloro che in questi mesi sono venuti al locale, avranno notato che ad oggi noi siamo l'unico locale ad aver rimosso l'area esterna e questo non perché l'occupavamo in maniera abusiva, ma semplicemente come previsto dalla concessione, alla scadenza l'area va ripristinata. Tuttavia malgrado avessimo presentato la pratica di rinnovo nei tempi previsti , dopo oltre un mese e mezzo si rendono conto che mancava l'autorizzazione del vicino ad occupare un area esterna di proprietà comune nelle ore in cui non opera la sua attività. Malgrado abbiamo dimostrato tutte le porcate che hanno autorizzato pur non avendo i requisiti, ci hanno chiesto di ridurre l'area da concedere. Presentai le modifiche come da loro richieste, i primi di dicembre, ma anche lì cercarono un pretesto falso per perdere ulteriori giorni. Chiedendo che i documenti siano firmati digitalmente. Anche questa è una storia vecchia, ma loro fanno sempre la parte dei finti babbi. Una delle poche cose buone fatte da Renzi è stata il decreto semplifica Italia. In pratica il cittadino invece di farsi code allo sportello, puoi inviare i documenti per richiedere autorizzazioni secondo questi 3 metodi:

- Raccomandata con ricevuta di ritorno con all'interno i documenti firmati e copia del documento di identità
- tramite Pec con all'interno copia dei documenti firmati e scannerizzati, insieme alla fotocopia della carta di identità
- tramite Pec o Mail con copia dei documenti firmati digitalmente e copia del documento di identità

Pertanto essendo che era un integrazione ai documenti già firmati digitalmente ed essendo inviata tramite pec (che già di per se identifica il soggetto che invia), doveva andare bene... ma loro sono meticolosi (una pratica si e 10 no, visto le anomalie riscontrate) e dopo qualche giorno mi chiedono di rinviare la documentazione firmata digitalmente. Il 15 dicembre ricevono l'integrazione con le riduzioni da loro richieste, firmate digitalmente.

Qualcuno potrebbe pensare, la pratica è stata già processata, le modifiche da loro richieste sono state fatte, entro qualche giorno sarebbe arrivata la concessione. Ed invece il nulla, ogni 10 giorni ho provveduto ad inviare una Pec dicendo che eravamo gli unici senza tavoli esterni, che questo per noi era un danno economico e di immagine e che al 30 gennaio 2018, qualora non avessero provveduto al rinnovo della concessione che ci spetta di diritto, ci saremmo trovati costretti a ridurre il personale.

Ma nessuna risposta è arrivata alle pec inviate sia dal Suap che dalla Polizia Municipale, ne tanto meno abbiamo visto eliminare ciò che abbiamo segnalato e che la stessa Suap ha dichiarato come abuso grave in violazione alla delibera comunale 252 del settembre 2014.

In data 19 febbraio 2018 dopo due mesi di attese vane di una pratica presentata da 4 mesi, mi reco al Suap, prendo il numero ed attendo il mio turno. Tramite il numero di protocollo, spuntavano tutti i passaggi di questa pratica, sino ad arrivare al 15 dicembre 2017, dove la pratica è stata girata all'impiegato comunale che l'avrebbe dovuta visionare ed UDITE UDITE... La Pec nemmeno era stata aperta... 64 giorni e noi paghiamo questi fannulloni, sempre che sia un caso. L'impiegato allo sportello mi dice che avrebbe sollecitato la pratica e che massimo entro i 100 giorni dal 15 dicembre 2018 ci dovrebbero autorizzare, sempre che non trovano un altro cavillo. Pertanto in teoria entro pasqua ci dovrebbero autorizzare, sempre che non si tratti di un pesce di aprile, visto che cade per il primo di aprile

In tutto questo il 30 gennaio ci siamo trovati costretti a ridurre il personale. Stefania, ha scelto di non aver rinnovato il contratto per partire come erasmus. A Martina abbiamo rinnovato il contratto soltanto per 2 mesi e per il solo giorno del sabato, mentre ad Alessandro che ha una situazione familiare difficile, abbiamo rinnovato il contratto per 9 mesi,  per 25 ore settimanali visto che deve provvedere al sostentamento dell'intera famiglia. Ed infine tramite l'ausilio di voucher inps, chiamiamo a Virginia per i soli sabati, in modo da non avere vincoli contrattuali e poter rifiutare la prestazione occasionale al primo ulteriore calo economico. 

I miei racconti spero che servino da monito per coloro che credono che fare impresa a Palermo sia facile. Questa esperienza mi è servita per conoscere tanta gente, conoscere le loro storie ed i loro drammi e le tante disavventure che ogni giorno subiamo. Quando decisi di fare l'imprenditore all'età di 23 anni, pensavo ad una vita diversa e se dovessi tornare indietro sicuramente prenderei un altra strada, ma oggi con tutto ciò che ho fatto e tutto ciò che io e la mia famiglia abbiamo sofferto, posso solo andare avanti e cercare di farmi strada in questo mare di falsità ed ingiustizia. Ringrazio ancora a tutti quelli che hanno donato e che stanno continuando a donare in questi giorni, un grazie a nome mio e della mia famiglia.

martedì 12 dicembre 2017

Basta 1 € per salvare il Fusorario





Salve a tutti, mi presento per chi non mi conosce, mi chiamo Francesco Capizzi e sono un cittadino palermitano amante di questa città, che ha deciso di investire in essa per me, per la mia famiglia e per creare nuovi posti di lavoro. Purtroppo per chi come me, decide di rispettare le regole ed essere fuori da circoli mafiosi e dei falsi tutori della legge è sempre soggetto ad attacchi da entrambi i fronti. Quando è nato il nostro locale, in zona all'imbrunire vi era il coprifuoco, scippi e rapine erano all'ordine del giorno e le prostitute battevano proprio di fronte al nostro locale. Gli appartamenti valevano zero. Pian piano abbiamo contribuito a portare nuovi frequentatori, alzando il livello del valore delle abitazioni. Come sempre avviene, quando si inizia a costruire, c'è chi è pronto a speculare ed a rendere vano il lavoro altrui. Nel 2013 schiacciati dalle tasse e dalla concorrenza sleale che subivamo da parte degli abusivi, abbiamo deciso di denunciare. Se fossimo stati in una città del nord, forse già avremmo risolto, ma al sud chi denuncia è il nemico degli abusivi e dello stato. I miei esposti ed i miei consigli inviati alle varie associazioni di categoria per contrastare il fenomeno dell'illegalità restavano lettera morta. E quelle rare volte che avvenivano i controlli, stranamente chi operava in maniera parziale o totalmente abusiva, quel giorno si faceva trovare chiuso e per dimostrare che avevano effettuato i controlli in quella zona, controllavano tutti i locali rimasti aperti, cercando il pelo per elevare una sanzione.
C'è da dire che questi abusivi totali o parziali tengono aperte le loro attività 7 giorni su 7, natali, capodanni, epifanie e persino il giorno della morte dei propri cari sono rimaste aperte eppure paradossalmente il giorno dei controlli restavano chiuse. Qualche giorno dopo, gli stessi agenti che avrebbero dovuto controllarli andavano a cena presso questi locali. Ma come mi disse un loro collega, "perché non siamo liberi di andare a cenare dove vogliamo?"  vero, ma a me qualcosa non quadrava.

Ed ordinanza, dopo ordinanza che penalizzava soltanto le aziende regolari, commentai su in giornale che per risolvere i problemi dell'abusivismo, sarebbe bastato mettere sotto controllo il telefono dei vigili urbani, per scoprire chi e perché li avverte dei controlli.

Pensavo di far partire un indagine interna, ma invece il comandante mi denunciò per diffamazione, provocando in me un danno morale, in quanto da onesto cittadino, mi sono visto più volte piombare la polizia a casa, invitandomi ad andare in commissariato alla presenza del mio avvocato, come se fossi un delinquente comune e con l'obbligo di comunicare ogni eventuale mio spostamento da Palermo. Consegnai le prove che avevo racimolato fino a quel momento ricevendo i complimenti per il gesto eroico da parte della polizia postale. Qualche mese più tardi denunciai i vigili in questione.

Penserete che i miei guai siano finiti, invece no. Dopo un anno collaborazione con la procura inviando ogni singola anomalia, vedendo che nulla cambiava sul fronte abusivi, decisi di uscire allo scoperto. Qualche mese più tardi ricevo un accertamento da parte dell'agenzia dell'entrate. in pratica nel 2013 non mi ero adeguato agli studi di settore, in quanto erano totalmente contrastanti a quanto avevo realmente incassato e mi chiedevano di versare le tasse per una presunta evasione di 29000€. Per chi non lo sapesse, gli studi di settore sono dei calcoli statistici, che attribuiscono un determinato utile alle aziende in base ai parametri da loro stabiliti, in base a statistiche fatte su scala nazionale. Studi che saranno attendibili a nord dove tutti rispettano la legge, ma a sud dove abbiamo le stesse tasse del nord, ma subiamo una concorrenza sleale senza precedenti a parer mio non sono per niente attendibili. Sicuro di non aver evaso mi recai all'agenzia dell'entrate. Dissi a loro, di dimostrarmi dove tenevo queste somme, visto che il mio conto corrente era  ed è a -7.000€, visto che non ho comprato beni mobili ed immobili e visto che non possiedo conti all'estero... Loro con la freddezza di un killer, mi dissero "è lei che deve dimostrare che non li ha incassati, ci porti fra 7 giorni una relazione, ma non si illuda che chiudiamo la pratica". Preparai una relazione, mostrando che su 9 locali controllati in piazza Olivella, solo 2 furono dichiarati regolari, portai copia degli esposti presentati ed una relazione dettagliata. Senza leggerla, la presunta evasione passava da 29.000€ a 19.000€. In una settimana, senza fare nulla improvvisamente avevo evaso 10.000€ in meno. Decido comunque di non adeguarmi, perché non li avevo realmente incassati. Mi invitano a ritornare fra altri 7 giorni.
Ci torno e mi dicono, che avevano letto la relazione ed erano disposti a chiudere la pratica a 15000€, su questa somma avrei pagato tasse per 10.080€, in rate da 400€ mensili per 2 anni, esclamando persino "così non se li sente levare". Sicuramente lui non se li sente levare, io e la mia famiglia che da anni ci sacrifichiamo per mandare avanti la baracca, ce li saremmo sentiti levare. Rifiuto nuovamente e mi inviato a sentire il parere di un legale. Mi reco dal legale, che visionate le carte mi dice, Sig. Capizzi, lei ha ragione, ma se va a causa le costa il triplo e mi spiega, il ricorso le costa circa 5000€ che dovrà pagare subito. Inoltre in caso di contenzioso l'agenzia delle entrate le chiederà il 33% della presunta evasione iniziale, quindi circa 11.000€  che dovrà versare subito. Quindi lei immediatamente dovrà uscire 16.000€ per una causa che si concluderà fra 5 anni circa. Vinta la causa, le 5.000€ del ricorso andranno perse, mentre l'agenzia delle entrate le rimborserà le 11000€, sempre che non abbia cartelle non pagate ed allora andranno in compensazione. A questo punto potranno andare in appello e lei dovrà nuovamente versare le 11000€ ed altre 5000€ per il ricorso, che terrà morte per altri 5 anni. E nuovamente qualora vincerà le 5000€ sono perse. Quindi il ricorso come dimostrato le costerà di più, le consiglio di accettare.

Il giorno successivo mi recai all'agenzia dell'entrate è firmai la richiesta di pizzo. Dopo questo ennesimo macigno che ha colpito me e la mia famiglia, decisi di intensificare gli esposti, uscendo maggiormente allo scoperto. Dopo le segnalazioni fatte al Suap nel dicembre 2016, a Gennaio 2017 uscì l'articolo con la mia denuncia contro il comune. Il 27 gennaio 2017, arrivarono i controlli a Piazza Olivella. Controllando pure la mia attività, costatando uno scostamento delle piante sull'area a me autorizzata di 80 cm. In quella notte una bottiglia incendiaria colpiva la mia attività. Era il segnale che l'attività mafiosa presente in questa zona, non gradiva i miei esposti. Presentai ricorso alla multa, in quanto già da tempo segnalavo tramite esposti lo spostamento e la rottura delle piante, ma commissi un errore. Non avendo risposta in merito al ricorso, prima dello scadere del termine del pagamento della sanzione, per non perdere il privilegio del pagamento della sanzione minima, pagai l'importo. Ricevetti qualche mese dopo il rigetto del ricorso, in quanto una sentenza della cassazione affermava che qualora il trasgressore paga la sanzione accetta la contestazione ricevuta. La mia inesperienza mi è costata circa 400€.

Dopo qualche mese a meditare, il 13 marzo 2017 presentai dei nuovi esposti ai carabinieri. Il 16 marzo 2017 ho ricevuto un controllo da parte della polizia amministrativa e della Siae e come dimostrato dal video depositato in procura, sono venuti direttamente da me, mentre fuori chiudevano di fretta e furia le loro attività. Gli ispettori se ne sono andati via, senza controllare nessun altro in piazza Olivella.
Il 7 giugno 2017 presento un nuovo esposto ai carabinieri ed il 16 giugno ricevo un controllo da parte dell'agenzia dell'entrate, controllo iniziato alle ore 18 e terminato alle ore 03,30 del giorno successivo. Hanno controllato l'intera attività che è risultata regolare al 100%, con tutto il personale in regola.

Non sò se avete notato, ad ogni mio esposto presentato consegue un controllo presso la mia attività. E' come se uno che subisce una rapina, denuncia il ladro ed invece di perquisire la casa del ladro, gli perquisiscono la propria abitazione.

Il 12 ottobre 2017 esce la notizia degli avvisi di garanzia inoltrati ad i vigili che avevo segnalato. Ma non posso accedere ai fascicoli, perché attualmente la parte lesa non è il sig.Capizzi che da 17 anni subisce una concorrenza sleale da parte degli abusivi e si è dovuto esporre per difendersi dal reato di diffamazione, attualmente la parte lesa è la pubblica amministrazione.

A questo punto penserete nella storia a lieto fine, penserete che finalmente scoperta la magagna avrebbero eliminato ogni abuso... Ed invece no. Nulla di tutto questo. Si pensa sempre e solo ad attaccare il Sig. Capizzi, nella speranza di fargli chiudere l'attività, perché nella città dell'antimafia, degli uomini con la striscia tricolore in doppiopetto, messe in mostra per le sagre dell'ipocrisia... chi combatte è fa vera lotta contro la mafia che attanaglia questa città, va isolato e contrastato ad ogni costo. I mafiosi hanno provato ad intimidirmi prima danneggiando le mie telecamere, poi distruggendo le mie piante ed infine lanciando una molotov. Lo stato mi attacca a suon di sanzioni, mentre tutto intorno a me rimane invariato. Per accorgersi che le istituzioni, vogliono lasciare tutto invariato vi basterebbe andare in Corso Alberto Finocchiaro Aprile, proprio a due passi dell'imponente tribunale che porta incisi i nomi delle vittime di mafia, dove gli abusivi hanno ridotto una carreggiata a 3 corsie ad una misera corsia, dove espongono cibo, immerso fra carenze igienico sanitarie, polveri sottili, diossina... E nessuno fa niente per ripristinare l'ordine.

In una città normale, le istituzioni, dovrebbero tutelare le aziende regolari, in modo che esse possano dare un lavoro regolare con tutti i diritti e la prospettiva di un futuro. Invece qui si incentiva il malaffare, in modo da lasciarli tutti agonizzanti al sistema.

Ma il mio calvario non finisce qui, non vedendo nessuna reazione da parte dei vigili urbani, il 30 ottobre 2017 presento un nuovo esposto.

Il 20 novembre 2017 ricevo dal suap il rigetto della mia pratica di rinnovo del suolo pubblico, la stessa pratica presentata da 4 anni, improvvisamente non andava bene. Mi chiedono l'autorizzazione da parte della macelleria per posizionare i tavoli. L'avrei potuto capire qualora avessimo gli stessi orari di lavoro, ma essendo che la sua attività opera di giorno e noi di notte, per quale motivo avrei dovuto chiedere questa concessione. Pertanto inviai una relazione al Suap (ente che rilascia le concessioni) dimostrando le situazioni abusive che vi erano in zona, ed accettai di ridurre lo spazio da autorizzare, in attesa di un nuovo parere.

Il 30 novembre 2017 arrivato alle ore 18 al locale, trovo già all'interno due agenti della Polizia Municipale, che mi controllano tutta la documentazione, mi controllano i bagni, il banco, la cucina, le celle frigo, le scadenze degli alimenti, le fatture e le bolle di consegna, il registro di carico e scarico olio esausti ed infine mi chiedono l'autorizzazione per l'insegna. Chiedo lumi, visto che non si paga tassa per un insegna come quella da noi istallata e mi rispondo che anche se non si paga, va comunque autorizzata e mi sanzionano per un ammontare di 412€.

Il 5 dicembre ricevo una Pec dal suap, che mi avverte di aver riscontrato delle gravi anomalie nelle strutture presenti in piazza Olivella in base agli allegati fotografici da me inviati e pertanto richiede un intervento urgente alla polizia municipale.

Rispondo alla Pec, dicendo che in riferimento ai controlli effettuati il 30 novembre 2017, nessun esercente ha rimosso gli abusi presenti.

Più tardi arrivo al locale e trovo via dell'Orologio in ordine ed alcuni locali ancora chiusi, quando di solito a quell'ora sono già aperti. C'era la polizia municipale che stava controllando alcuni locali che avevano chiuso di fretta e furia il 30 novembre 2017.

Qualche giorno più tardi per noi arriva il colpo di grazia.

Venerdì 8 dicembre, abbiamo avuto una serata morta, come avviene tutte le sere, quando il mio impiegato finisce il turno alle ore 2, impieghiamo una mezz'oretta a chiacchierare. Fra una chiacchiera ed un altra, mi chiede di fargli un panino. Si siede per mangiarlo e ricominciamo a chiacchierare parlando di quando facevo il militare, non mi sono accorto del tempo che è passato. Vedo dal vetro due macchine, i passeggeri si espongono dal finestrino, guardando insistentemente all'interno del mio locale. Pensai a qualche rogna da parte di qualche teppistello, visto lo sguardo insistente. Ma vanno via, qualche minuto più tardi degli studenti erasmus, mi chiedono di poter mangiare, uno di loro non avendo catena per la bicicletta mi chiede dove potesse metterla e gli dico di inserirla all'interno visto che siamo in chiusura. Nel frattempo vedo passare nuovamente queste due auto, guardano insistentemente e si spostano su via Patania.

I ragazzi ordinano, panini, crepes, gelato ed antipasti, una bottiglia d'acqua e quella che si rivelerà la mia condanna. Una bionda da 50cl. Il tempo che andai ad accendere le piastre ed a prendere le bibite e le due auto si posizionano nuovamente davanti al locale. Poggiai la birra sul tavolo, e dalle macchine in questione saltarono fuori, entrarono di fretta e furia, come in un raid punitivo, chiesero immediatamente i documenti dei ragazzi seduti al tavolo, e si avvicinarono a me chiedendo uno scontrino a zero. Guardo l'orario della cassa e mi gela il sangue. Sono anni che mi perseguitano e finalmente sono riusciti a farmela pagare. Oltre ai documenti dei ragazzi, iniziano a chiedergli i numeri di telefono, i nome del padre e della madre, la nazione di provenienza, mentre a me appioppavano una multa di 6666,67€. Dopo una serata, con un incasso ridicolo, una birra di 4€ mi è costata la condanna.
A questo punto non pensate che questa manovra è stata scritta a tavolino? In un intera piazza di abusi, dove un occupazione abusiva di suolo pubblico, senza controllare personale ed altro, una volta l'anno la multano 168€ e per una birra fuori orario, per una distrazione, fatta da un cittadino modello, gli mettono una sanzione da 6666,67€.

Ma anche i modi, 8 uomini della municipale, che irrompono nel locale come se stessero prendendo un latitante, chissà se usano la stessa "aggressività" ed enfasi alla Vucciria, a Ballarò ed in tutti gli altri luoghi dove regna l'illegalità. Proprio a pochi passi dal nostro locale fra piazzetta Monteleone e piazza Angelina Lanza, gli spacciatori, spacciano alla luce del giorno sotto la casa del commissario e la zona è piena di giovani e soprattutto di minori che si fanno di erba, cocaina e di crack, ma ad oggi, nessun zelante agente è sceso con così tanta foga, per condurlo in commissariato. Eppure i residenti tramite il comitato Olivella - Monteleone sono anni che denunciano, senza avere nessuna risposta concreta.

Giusto per farvi sentire cosa pensa il comune sulle azioni da fare in Vucciria, cliccate su questo link ed ascoltate l'audio dell'ex assessore alle attività produttive, che "casualmente" dopo che ha fatto questa affermazione si è dimesso...
Audio assessore Di Marco

Questa sanzione, insieme alla precedente stabilisce senza ombra di dubbio la volontà di farci chiudere. Con i tempi di oggi, oltre 7000€ non si trovano in 60 giorni, specialmente se già abbiamo un carico di 400€ mensili dell'agenzia delle entrate, 241€ di rateizzazione contributi dipendenti, due finanziamenti in corso, la rata del leasing del furgone aziendale, gli stipendi dei dipendenti, le utenze, l'affitto ed il macigno delle tasse.

Non ne abbiamo più la forza. Ancora ad oggi non ho avuto il coraggio di raccontare a casa dell'accaduto. Sono anni che la mia famiglia ed i miei genitori, mi chiedono di vendere, sono anni che si privano dei loro risparmi, dopo una vita di sacrifici per assecondarmi, ho dato il cuore e l'anima al mio progetto di legalità, al progetto di dare un futuro ai nostri giovani eliminando il marciume che c'è in giro per la città, nel tentativo di trasformare piazza Olivella, come un modello esemplare per tutta la città, dove gli operatori che ci lavorano possano ottenere dei contratti di lavoro veri, che gli permettano di avere una vita dignitosa e di farsi una famiglia. Ad oggi l'unico riconoscimento mi è stato dato dai residenti, che per la prima estate soni riusciti a dormire con le finestre aperte senza vedere la nebbia del fumo delle stigliole aleggiare per la propria abitazione.


In questi mesi, mi avete accolto tramite messaggi, mail e pacche sulla spalla, mostrandomi il vostro calore e il vostro affetto, seguendo passo dopo passo i progressi fatti dalla mia battaglia.
Ora voglio testare il vostro calore, voglio vedere se è sincero.

Ho pensato questo, nell'ultimo anno la pagina del Fusorario è salita a 7700 mi piace. Il Fusorario in quasi 25 anni di attività, vi ha fatto divertire, vi ha fatto innamorare, fidanzare ed in alcuni casi, il vostro amore nato all'interno delle nostre mura si è spostato sino all'altare, tanto che oggi venite in compagnia dei vostri figli. Vi abbiamo consigliato, consolato nei momenti tristi o nei momenti di rabbia ed anche nei momenti più cupi per noi, vi abbiamo accolto con un sorriso.

Per noi 7000€ sono un macigno, ma visto che siamo a natale e siamo tutti più buoni, con molta umiltà vi chiedo di donare 1 € per il Fusorario, credo che ce lo meritiamo. Dareste la possibilità a noi di continuare la nostra attività ed ai nostri dipendenti la possibilità di continuare ad avere un lavoro vero. Perché anche se sappiamo che troverebbero un lavoro da qualche altra parte, nessuno gli garantirebbe una paga per le reali ore di lavoro che fanno. 7700 mi piace ad 1€ sono 7700€, sono sicuro che molti ignoreranno il messaggio, ma spero che in molti ascolteranno il nostro messaggio. E se nell'augurata ipotesi dovessimo raccogliere più di quanto ci occorre per azzerare la sanzione, doneremo un pasto caldo ai bisognosi con la restante somma rimanente.

Potrete donare il vostro euro direttamente presso il nostro locale, oppure potrete raccogliere le quote in comitiva, durante i vostri incontri, durante le tombolate o tra una giocata e l'altra e fare un bonifico
sul nostro conto corrente bancario, aggiungendo come causale 1€ per il Fusorario.

Il futuro nostro e dei nostri dipendenti dipende da voi. Piazza Olivella, senza il Fusorario tornerebbe ad essere una colonia di abusivismo e degrado, teniamo accesa la fiamma della speranza, perché se non speriamo in un futuro migliore, per noi è la fine.

Confido in voi e nel vostro affetto

in fede

Francesco Capizzi




Conto corrente intestato a:
Arkimede di Capizzi Francesco SAS
Iban: IT 56 B 03268 04605 052227535380

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lunedì 4 dicembre 2017

I controlli sono arrivati, ma...

Ad oggi è rimasto tutto invariato...



Vi sembrerà strano, ma ad oggi e così. Prima di parlarvi di ciò che è accaduto, mi soffermerei su un altro aspetto riguardante sempre la nostra attività.

Il 31 dicembre scade la nostra concessione di suolo pubblico, e come ogni volta ci accingiamo a rinnovarla. Di volta in volta abbiamo presentato la stessa pratica, solo che questa volta abbiamo chiesto di poter ampliare verso l'esterno l'area autorizzata di 1 metro e pertanto abbiamo chiesto di passare dagli attuali 30 mq ai 40 mq. Essendo che il Suap, si prende circa 3 mesi per autorizzare, abbiamo presentato la pratica di rinnovo ed ampliamento il 05 ottobre 2017.

Negli scorsi anni la pratica è passata senza problemi e visto che ancora a novembre non avevamo avuto nessun cenno dal Suap pensavamo che anche questa volta sarebbe stata approvata.
Il 20 novembre 2017, riceviamo una risposta negativa alla nostra richiesta di suolo pubblico. E non vi nascondo che già immaginavo che si appellassero all'articolo 3 al punto 3 della delibera 252 del settembre 2014. Infatti il comune come vi dimostrerò in questo articolo tende ad applicare i punti di questa ordinanza a piacimento, per dirla tutta c'è dove vede e dove non vede.

In questo punto, il gestore del locale qualora vuole occupare il suolo pubblico adiacente alla sua attività, deve chiedere il consenso espresso secondo i termini di legge, al proprietario o locatore dell'immobile usufruttuario dell'area che deve chiedere.

Nulla da obbiettare, condivido in pieno qualora si trattasse del portone di un condominio o di un esercente che farebbe i miei stessi orari, in tal caso i miei ombrelloni uniti ai tavoli ed alle sedie gli oscurerebbero l'attività. Ma nel mio caso, dove la mia attività apre quando la macelleria che ho a fianco chiude, quale permesso dovrei chiedere? La sua attività non produce la notte e qualora per un motivo qualsiasi vorrebbe accedervi nelle ore notturne lo potrebbe fare tranquillamente, come ha fatto in questi 4 anni attraverso il marciapiede ampio oltre 1 metro.

Di fatto negli scorsi anni, non abbiamo mai presentato nessuna autorizzazione da parte del conduttore dell'attività a fianco, proprio perché non occorreva visto che usufruivo pagando di un bene pubblico senza intralciare il lavoro altrui.

Ma senza  andare troppo lontano, qualcuno ricorderà che in via La Lumia, avevano autorizzato persino i dehorse dalle ore 20 alle ore 01.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/02/18/news/palermo_nuova_stretta_sulla_movida_ultimatum_ai_locali_dehors_da_smontare-158620077/

E parlando di locali presenti nelle vicinanze, in piazza Monteleone un locale è stato autorizzato nelle ore serali, proprio nell'area destinata al carico e scarico della posta, quando la stessa delibera lo vieti.

Foto 1

Foto 2



Foto 3


Foto 4

La foto 1 è stata scattata durante le ore di servizio, come si può vedere sulla destra l'ombrellone occulta la segnaletica stradale ed in questo caso il cartello di divieto di sosta per carico e scarico merci. Di fatto quest'area dovrebbe servire come area di scarico e carico merci della posta e delle attività commerciali. E l'art. 8 della delibera 252 del settembre 2014 parla chiaro in merito : I manufatti non devono interferire con i passi carrabili, i manufatti non devono altre sì occultare la segnaletica stradale, orizzontale e verticale e non devono occultare varchi di entrata ed uscita di uffici pubblici. Quindi di che stiamo parlando???




La foto 2 è scattata di notte dopo la chiusura del locale, l'area resta occupata dalle basi degli ombrelloni e dalle piante, quindi si potrebbe ipotizzare che è stata concessa un'autorizzazione h24. A terra sono presenti le strisce adesive verdi per delimitare l'area autorizzata, come espressamente richiesto nell'ordinanza.

La foto 3 e la foto 4 sono scattate ad ora di pranzo e mostrano come l'area che dovrebbe essere essere utilizzata per il carico e scarico delle merci, come espresso nell'ordinanza e dalla cartellonistica applicata è invece un aggrovigliamento di auto fra le piante e le basi degli ombrelloni.

Quindi tornando al nodo iniziale se il macellaio dovrebbe autorizzarmi per l'occupazione serale del suolo pubblico, allo stesso modo la posta dovrebbe autorizzare queste e le altre attività presenti nei pressi della posta, visto che occupano il suolo pubblico di fronte la propria attività su area prospiciente di pertinenza della posta. Ma chi all'interno della posta può prendere l'iniziativa di concedere l'occupazione di suolo pubblico di un area destinata a terze persone?  Anche perché come da foto, i mezzi della posta intralciano il traffico, perché non trovando posto nell'area designata, parcheggiano altrove.

Ma non finisce qui, il suap mi comunica che c'è un errore nella piantina, errore segnalato dall'ufficio mobilità urbana. E qui vi racconto un altra barzelletta...La piantina da noi presentata è la stessa presentata dal 2013 ad oggi. Nel 2013 è andata bene e ci hanno dato la concessione al suolo pubblico per 1 anno, nel 2014 è andata bene e ci hanno dato la concessione per 3 anni. Nel 2015 usciva una delibera che ci permetteva di ampliare il suolo pubblico passandolo dai 3 metri dal marciapiede a 5 metri. Contemporaneamentente visto le mie continue pressioni con l'assessore Giusto Catania, per avere questi benedetti arredi per piazza Olivella, per impedire una volta per tutte l'accesso alle auto, usciva una nuova ordinanza che stabiliva la viabilità a piazza Olivella. L'ordinanza 1140 del 21 agosto 2015 stabiliva soltanto chi poteva accedere da via Bara all'Olivella e chi poteva prendere il percorso alternativo da via Monteleone per immettersi in via Patania, di fatto sulla carta non modificava l'inizio dell'area pedonale che iniziava dal civico 2 e terminava all'ingresso di via Bara all'Olivella.

Chiamo il mio architetto per chiedere l'ampliamento e scopre che anche se sulla carta piazza Olivella, restava pedonale dal civico 2 sino a via Bara, sulla piantina l'area pedonale partiva dal civico 4.

Chiamo la Fipe che è l'associazione di riferimento e mi faccio fissare un appuntamento con l'ufficio mobilità. Dopo un paio di giorni ci andai e scopri dove nasceva l'errore.

Io asserivo che piazza Olivella 2 era dove si trovava la mia attività e loro asserivano che la mia attività si trovasse in via Patania... O ero pazzo e visionario io oppure erano pazzi loro.
La risposta arrivò subito, l'impiegato comunale mi chiamò e mi disse "le dimostro subito che si sbaglia", apre Google maps, scrive piazza Olivella 2 e gli mostra quello che per me è il civico 4, poi scorre la mappa ed inizia a contare questo è il civico 2, questo il 4, questo il 6 e così via. Lo fermo e gli dico, partendo dal presupposto che siamo in una piazza e quindi i civici partono dall'1 e proseguono 2,3,4 e così via, da quando Google maps è uno strumento attendibile? Accortosi dell'errore chiamò l'assessore Catania, che mi disse che avrebbe fatto modificare la piantina, cosa che a quanto pare non è avvenuta e quindi ad oggi chi ha esaminato la mia pratica riferisce che la mia piantina è difforme a quanto da me dichiarato nella richiesta di suolo pubblico.

Ma andiamo al nocciolo, presento una pratica di rinnovo ed ampliamento di suolo pubblico il 5 ottobre, in modo da ottenere la nuova concessione entro la scadenza della precedente e loro si accorgono della mancanza dell'autorizzazione del vicino dopo 45 giorni, quindi qualora il mio ricorso non venga preso in considerazione, dal primo di gennaio non potrò mettere i tavolini fuori fino alla nuova autorizzazione che richiederà 3 mesi per l'approvazione, che tradotto significa che dal primo gennaio dovrò lasciare a casa 2 impiegati con un contratto di lavoro vero. Non vi sembra una ripicca per aver attaccato il sistema?

Comunque il funzionario fa sapere al mio tecnico che posso chiedere solo l'area prospiciente alla mia attività ed uscire dal marciapiede di 5 metri, ma anche lì non è detto che mi autorizzino sino a 5 metri.

Vi chiederete, perché non provi a chiedere la concessione al vicino? personalmente non l'avrei mai fatto, mio padre ci ha pensato ed ha ricevuto una risposta negativa, ma siamo sinceri anche io a parti avverse l'avrei fatto. In quando uno dei locali da me denunciato è proprio il locale del fratello è pertanto è comprensibile il suo dissenso nei nostri confronti, anche se noi comunque agiamo secondo la legge, ma i legami di sangue vanno ben oltre.

Dopo i nuovi esposti presentati al comando dei vigili urbani circa 20 giorni fa, il 30 novembre giunto in piazza vedo alcuni esercenti con i documenti alla mano ed intuisco che vi erano controlli. In via dell'Orologio i soliti noti scappavano di fretta e furia. La stessa cosa avveniva in via Bara all'olivella. Malgrado ancora non erano le ore 18, trovo già due agenti ad attendermi, perché in questa città funziona così chi denuncia è il primo ad essere controllato (ad oggi 5 controlli nel 2017). Malgrado ancora dovevo uscire i tavoli, pulire la sala e preparami per l'apertura, dovetti presentare tutta la documentazione per l'ennesima volta, malgrado tutta questa documentazione è già in loro possesso, visto che sono autorizzazioni da loro concesse e pertanto sanno in cosa sono autorizzato e comunque sono tutte informazioni che hanno reperito nello scorso controllo del 27 gennaio 2017. Sono stato in loro compagnia circa per 1 ora e trenta minuti, mi hanno chiesto cose di loro competenza ed anche cose di competenza di altri corpi, hanno controllato le celle frigo, la scadenza degli alimenti, le bolle... ed alla fine dopo i soliti complimenti per la documentazione prodotta e per l'ordine per come era custodita, mi hanno sanzionato di 412€ per l'insegna, perché anche se non si paga, essendo al centro storico va autorizzata, in quanto potrebbe non essere in linea con il decoro urbano del centro storico. E la nostra a dir loro non lo era, tanto che abbiamo deciso comunque di rimuoverla perché comunque viene coperta dagli ombrelloni. Se da noi trovando tutto in regola ad eccezione dell'insegna hanno impiegato 1ora e mezza per effettuare il controllo al mio vicino hanno impiegato 3 ore e mezza, quindi mi chiedo chissà cosa avranno trovato? sarà forse che avevo ragione e che i miei esposti avevano un senso se pur loro continuano a penalizzare il sottoscritto?  Se eliminerebbero l'abusivismo a vantaggio delle imprese in regola, loro non ci guadagnerebbero in tasse? Perché una attività illegale evade e danneggia le casse dello stato, quindi perché continuare a penalizzare chi vuole la legalità a tutti i costi? sarà forse per la politica clientelare che attanaglia questa città, la politica del favore, altrimenti non si spiegherebbe come mai a noi vengono applicati i regolamenti alla lettera mentre ad altri viene concesso tutto.
L'unica vera soddisfazione me l'ha data Mediaset Premium, che accortasi dell'utilizzo di una scheda per privati in un attività commerciale il primo di dicembre dietro mia segnalazione gli ha criptato il segnale. 

Di seguito come ho fatto con il suap, vi mostrerò dei passi dell'ordinanza e le varie occupazioni così vedrete con i vostri occhi le anomalie di questa città e di chi detiene il potere in mano.



Coperture e riparo al centro storico. E' scritto a chiare lettere che è possibile utilizzare solo ombrelloni in legno, con telo bianco , con eventuali parti metalliche.


La pedana può essere usata solo in caso di dislivello, deve essere realizzata in maniera tale che non vengano intralciati i flussi delle acque meteoriche verso le caditoie presenti nelle immediate vicinanze ed in ogni caso non possono essere realizzate sopra le suddette caditoie o tombini. Questo punto memorizzatelo perché fondamentale. 


 è inoltre vietato il posizionamento dei manufatti in corrispondenza con caditoie stradali, aiuole, botole di sotto servizi (acquedotto, fognatura, rete elettrica ecc).

Non è consentita l'istallazione di tende solari che interessino la fascia di marciapiede lasciata libera per il transito pedonale.

Recinzioni: l'altezza non deve superare i 50 cm, nelle zone a traffico veicolare è obbligatorio aggiungere al pannello di recinzione un pannello realizzato in plexigass o vetro antinfortunistico per un altezza massima di 80 cm.

 Le occupazioni devono rispettare le seguenti distanze 1,50mt da arredi pubblici, 0,50 mt da aiuole o cerchini con o senza alberature.
Non possono essere concesse autorizzazioni ad attività che non lasciano libero il triangolo di visibilità e che la distanza non sia inferiore a 5mt rispetto all'allineamento del ciglio esterno del marciapiede trasversale.


Quindi riassumendo:
Non sono consentite tende a parete sui marciapiedi
Non è consentito istallare pedane in caso di tombini e/o botole di sottoservizi
Non è consentito chiudere le strutture a veranda
Non si possono rilasciare concessioni di suolo pubblico ad attività poste ad angolo
Non possono essere lasciate concessioni nei pressi delle uscite di sicurezza di uffici pubblici
Non si possono occultare segnaletiche stradali
Occorre rispettare le distanze minime da arredi pubblici ed aiuole

Si possono istallare ombrelloni
Le recinzioni devono essere alte 50 cm con pannelli alti 80 cm

(Il regolamento completo lo trovate al seguente indirizzo internet Link delibera 252 )


 Tenda a parete, chiusa a veranda, impedisce il triangolo di visibilità per i mezzi che si immettono da via Monteleone per arrivare in via Giacalone, secondo le distanze dovrebbe stare a 1,20 mt dalla mia attività. Utilizza televisori all'esterno vietati nella delibera comunale 435 del novembre 2015 che recita " in ogni caso è vietata l'attività musicale svolta all'esterno con impianti elettroacusti di amplificazione e di diffusione sonora comunque intesi".


In questo caso gli ombrelloni sono chiusi a veranda, all'interno di essi arredi pubblici e alberi, l'occupazione di estende oltre i 5 metri e si amplia di molto nei fine settimana.


Questa struttura è chiusa su 4 lati e per tutta l'intera altezza. Ombrellone in pvc e non il tela. Tenda a parete che interessa il marciapiede.



Questa struttura nasceva così chiusa su tre lati, tenda a parete, pedana istallata anche in presenza di tombini e botole di sottoservizi, piante ed ombrelloni che eccedevano la parte autorizzata, pannelli a chiudere alti oltre 2 metri. Durante i controlli del 27 gennaio 2017 per i vigili la struttura non aveva lacune. Mi rivolsi ai carabinieri che fecero togliere le piante e fecero rientrare gli ombrelloni, fecero abbassare i pali e fecero ritagliare la pedana solo all'altezza del tombino delle acque meteoriche. Comunque i carabinieri mi assicurano che la pedana era autorizzata. E qui torniamo a Google maps. In quanto questa applicazione arriva a visualizzare ad 1 metro dal suolo e pertanto i tombini non li vede. Ecco perché è stata autorizzata, per loro i tombini non c'erano.








Ma ad oggi presenta delle incongruenze nei confronti dell'ordinanza, in quanto la recinzione è alta oltre 1,40mt e ci sono altri tombini come quelli evidenziati in foto sotto la pedana, continua ad esserci la tenda sul marciapiede.

 Mentre su via dell'Orologio e su via Bara all'Olivella, non vengono garantiti i 3 metri liberi di carreggiata per il passaggio dei mezzi di soccorso.


Questi sono alcuni degli abusi che da anni nessuno fa cessare, però riescono ad accanirsi verso coloro che gli mostrano gli abusi presenti nella città che loro dovrebbero controllare.

Ora avete anche voi i mezzi per giudicare, ciò che siamo costretti a subire per mandare avanti onestamente una attività commerciale.

Spero di non avervi annoiato, nella speranza di cambiare qualcosa vi saluto cordialmente 

Francesco Capizzi